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Coronavirus a Milano, RT sopra 2

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Coronavirus a Milano, in città Rt sopra 2, crescita veloce, bisogna agire in fretta, eventuali chiusure ci saranno solo se la situazione dovesse aggravarsi

Metà dei casi di tutta la Lombardia sono in provincia di Milano. In città Rt sopra 2, crescita veloce, bisogna agire in fretta Sala ha sottolineato come, secondo i dati, nella città metropolitana si concentrino il 50% dei casi di tutta la Lombardia e il 50% di questi nel Comune di Milano, ha escluso interventi radicali e decisioni ristrette al di là del Dpcm nell’immediato: eventuali chiusure ci saranno solo se la situazione dovesse aggravarsi. Ogni decisione comunque è rinviata a venerdì, dopo un incontro fra Comune e Regione. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, anche Antonio Pesenti, coordinatore delle terapie intensive dell’Unità di crisi della Regione Lombardia, il professor Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco, e il virologo Fabrizio Pregliasco. La situazione preoccupa negli ospedali. Oggi 72 persone sono in terapia intensiva e alcuni mesi fa erano 1500. Ma la la crescita è veloce.

Coronavirus a Milano, gli esperti non hanno dato un allarme specifico su mezzi di trasporto

 

Gli esperti non hanno dato un allarme specifico su mezzi di trasporto e per questo motivo al momento non sono previsti interventi in quel settore, se questa va ripensata non si possono aumentare le corse. Nelle scuole non nasce un grande contagio, ma si rileva di più e quindi c’è un tracciamento immediato. La stessa cosa vale per i luoghi di lavoro, dove le aziende si impegnano a controllare le regole. I giornalisti hanno chiesto a Sala se in quanto sindaco di Milano farà delle ordinanze, Sala, per quanto riguarda le ordinanze ha risposto di doversi mettere d’accordo con Fontana per non dare idea di interventi non concordati

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Miriana Meffe

19 anni, diplomata al liceo delle Scienze Umane-Economico Sociale. Attualmente impegnata come volontaria nel servizio civile universale. Amo la natura e la libertà. Mi sono appassionata alla scrittura grazie all’esperienza nella redazione del quotidiano internazionale Un Mondo d’Italiani.