Mito di San Nicola torna a Bojano. Icona pop per Molise Noblesse in abiti d'epoca

Mito di San Nicola torna a Bojano. Icona pop per Molise Noblesse in abiti d’epoca

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Mito di San Nicola dal vescovo di Myra al testimonial Coca Cola. Esperti a confronto sulle narrazioni legate al popolare personaggio vestito di rosso. Il 28 dicembre a Bojano una Gioranta di Studi prima dell’arrivo del vescovo San Nicholaus in abiti dell’epoca

Mito di San Nicola o Saint Nicholaus of Myra. Quando e perché un eroe cristiano, uno dei santi più popolari, vescovo di Myra e patrono di Bari, è diventato un’icona pop, il vecchio Santa Claus che porta i doni delle feste ai bambini. Ne parleranno esperti storici, antropologi, sociologi e teologi per una lettura approfondita del mito intimamente connesso alla nostra infanzia, nell’edizione 2021 dell’evento Molise Noblesse.

Mito di San Nicola esperti a confronto

L’appuntamento è per il 28 dicembre 2021 a Bojano,  a partire dalle ore 16.00 con una Giornata di Studi organizzata da Centro Studi Agorà con Filitalia International, Ippocrates e Aitef Molise per i progetto Molise Noblesse MMXX, nell’attesa dell’arrivo in serata di Sant Nicholaus in abiti dell’epoca. Seguirà un dibattito aperto a tutti sul raffronto tra le tradizioni del Natale di un tempo a Bojano. A chiusura un momento conviviale augurale nell’imminenza dell’arrivo del nuovo anno.

Il progetto Molise Noblesse è sostenuto dalla Regione Molise nell’ambito di Turismo è Cultura 2020.

Babbo Natale e San Nicola

Il mito di Babbo Natale è legato alla figura di San Nicola che si festeggia il 6 dicembre e che ancora oggi in molte città italiane e paesi europei porta i doni ai bambini. San Nicola visse nel IV secolo e da lui trae ispirazione la figura di Babbo Natale.

Le origini di Babbo Natale: da San Nicola allo spot della Coca-Cola

Alla festività Natale, è legata la figura di Babbo Natale, misterioso benefattore che allo scoccare della mezzanotte porta i regali ai bambini. Ma chi è Babbo Natale? Babbo Natale è l’alter ego di San Nicola, conosciuto nel mondo con nomi diversi. Il più diffuso è Santa Claus, derivazione dall’olandese Sinter Klaas, diffuso negli Stati Uniti, Canada e paesi anglosassoni. In Italia è noto come Babbo Natale.

Mito di San Nicola, Christkind, Pap Noel, San Basilio

Nei paesi germanici è chiamato Christkind (Cristo bambino) ad eccezione fatta per la Germania del Nord, dove prende il nome di Weihnachtsmann (L’Uomo di Natale).Nel resto del mondo, dove non è chiamato San Nicola, il nome assegnatoli è la traduzione del termine “Babbo Natale”Père Noël in Francia, Papá Noel in Spagna, Noel Baba in Turchia, e così dicendo, ad eccezion fatta per la Grecia dove prende il nome di San Basilio.

Chi era San Nicola?

San Nicola, da cui ha preso vita il mito di Babbo Natale, non era il paffuto e barbuto uomo che si vede nelle cartoline natalizie. Il Santo era il vescovo venerato a Myra, un’antica città ellenica oggi situata nei pressi di Demre, in Turchia. Nato intorno all’anno 270 dC, Nicola si è dedicato ad aiutare i poveri per tutta la vita, in particolar modo contribuiva in forma anonima al pagamento della dote delle giovani donne povere.

Mito di San Nicola e le 3 palle d’oro

È così popolare, San Nicola, da aver ispirato persino la figura di Babbo Natale. Il motivo? Forse un episodio della vita del Santo che prima di essere ordinato vescovo s’imbatté in una famiglia nobile e ricca caduta in miseria. Il padre, che si vergognava dello stato di povertà in cui versava, decise di avviare le figlie alla prostituzione. Nicola, nascondendosi, lasciò scivolare dalla finestra dell’abitazione dell’uomo tre palle d’oro, che ricorrono nell’iconografia classica con cui viene rappresentato, grazie alle quali l’uomo poté far sposare le figlie e risparmiare loro l’onta della prostituzione.

Il disegno di Clarke Moore

Nei primi decenni del 1800 San Nicolaus (da cui Santa Claus) grazie a una poesia di Clement Clarke Moore diventò il Babbo Natale che tutti conosciamo. E una delle sue rappresentazioni più famose è quella legata alla pubblicità della Coca Cola dove appare rubicondo, di rosso vestito e con la barba bianca, che viaggia nel cielo su una slitta trainata dalle renne. La pubblicità della multinazionale americana debuttò nel 1931 e nacque dalla penna dell’illustratore Haddon Sundblom, che mise insieme i ricordi di San Nicola e il personaggio dello “spirito del Natale presente”, descritto da Charles Dickens nel racconto Canto di Natale.

Clarke Moore e il mantello verde da vescovo

La sua reputazione di donatore segreto crebbe con il tempo e divenne noto soprattutto per depositare monete o dolcetti nelle scarpe dei bambini appositamente messe fuori di casa, a volte in cambio di carote o di fieno per foraggiare i suoi cavalli.
Nicola è tradizionalmente raffigurato con un mantello da vescovo verde e, secondo diverse leggende, veniva spesso aiutato da un piccolo orfano.

Nella cultura di oggi la figura di Babbo Natale/San Nicola ha perso i tradizionali abiti da vescovo.

La Coca-Cola negli Anni 30 usò per la pubblicità natalizia una versione di Babbo Natale con barba bianca, pancia, e abito bianco e rosso.

Le spoglie trafugate dai baresi

È patrono dei bambini e ragazzi ma anche delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai. Nel 1087 una spedizione navale partita dalla città di Bari verso Myra, divenuta nel frattempo musulmana, si impadronì delle spoglie del Santo, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica eretta in suo onore.


San Nicola, dove si festeggia

Già nel Medioevo si era diffusa in Europa la tradizione di scambiarsi dei doni il 6 dicembre e tutt’oggi questo avviene a Bari, Molfetta, Trieste e Bolzano, in Friuli e in Alto Adige, nel Bellunese ma anche in Svizzera, Austria, Paesi Bassi, Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia e Repubblica Ceca.

Babbo Natale vien di notte

San Nicola arriva la notte tra il 5 e il 6 dicembre a seconda del paese dove viene festeggiato e porta doni e dolciumi che lascia accanto al caminetto, in una scarpa o fuori dalla porta di casa. Da qui l’usanza di lasciare calze e scarpe fuori dalla finestra o dalla porta.

Per saperne di più, non resta che partecipare il prossimo 28 dicembre alla Giornata di Studi Molise Noblesse!

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Sabina Iadarola

Giornalista iscritta all’Ordine tra le più giovani d’Italia (scrivo dal 2000!) studentessa di Medicina all’Università del Molise, 24 anni, maturità classica, vicedirettore del quotidiano internazionale Un Mondo d’Italiani, ho dato il mio contributo all’Italia come volontaria di Servizio Civile, ho seguito corsi di recitazione e teatro con la Compagnia Stabile. Adoro i cani, ho tre gatti, mi piace la moda, il design, lo stile, sono appassionata di Arte e ho scritto novelle e racconti pubblicati in antologie e nel 2016 ho tenuto una relazione al Parlamento Italiano sulla Chimica delle Emozioni. Eccomi qui!