Dati Covid Molise falsati nei Tg nazionali. Scomparsi i 60 contagi tra i rom. Che c’è dietro?

Dati Covid Molise falsati nei Tg nazionali. Scomparsi i 60 contagi tra i rom. Che c’è dietro?

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Dati Covid Molise falsati nei Tg nazionali, e negli aggiornamenti del Ministero della Salute. I commenti su facebook e su whatsapp che puntualizzano sui termini, funerale o tumulazione, senza preoccuparsi dei dati che parlano chiaro. Ma se il 30 aprile andavi a fare la spesa con tua figlia o tua moglie, giustamente venivi multato. Allora qualcosa non torna

Dati Covid Molise falsati. Il primo messaggi su whatsapp non richiama la mia attenzione, sebbene giunga da una amica che lavora presso una istituzione nazionale e di dati, appunto, se ne intende eccome. “Senti oggi al Tg hanno detto che in Molise ci sono 0 casi. Puoi approfondire? Il Ministero della salute dice invece +20.” Chi mi scrive riscontra l’articolo sui 60 casi tra i rom che hanno partecipato al funerale. (LEGGI QUI L’ARTICOLO).

Dati Covid Molise falsati, i Tg nazionali continuano a dire zero casi in Molise

A chi giova nascondere la verità? Perché i Tg nazionali continuano a dire che in Molise ci sono zero contagi? A Roma diversi lettori ci scrivono preoccupati. Se non si possono fidare dei dati ufficiali, che devono pensare?

Dati Covid Molise falsati, ma i lettori puntualizzano sui termini. La conversazione su Whatsapp.

Dati Covid Molise falsati per il Molise. Un dilemma sul quale ci piacerebbe ragionare con i nostri lettori. Ma c’è anche chi puntualizza sui termini. Quella che segue è una conversazione su whatsapp con un lettore che ha deciso di chiarire la posizione.

  1. G.: Cara Mina, si continua a parlare di funerale, ma non c’è stato funerale, solo tumulazione. L’auto delle pompe funebri è andata direttamente dalla casa della defunta al cimitero come previsto dalle norme in vigenza di covid19. L’assembramento c’è stato sotto casa della defunta e non al cimitero dove sono intervenute due pattuglie della polizia locale elevando anche una sanzione.

La nostra risposta: Hai ragione C. G., ma cosa cambia? C’è stato assembramento in casa con scambio di condoglianze, sotto casa, al cimitero. Non avrebbe dovuto esserci. E non stiamo a cercare colpevoli. Parlano i fatti

  1. G.: Il termine assembramento non è relativo al numero, ma solo alle distanze interpersonali che non devono essere inferiori al metro. Al cimitero ciò non è accaduto…

La nostra risposta: Il DPCM vieta la compresenza di più di 15 persone ad un funerale. Il 30 aprile erano vietati i funerali x evitare la propagazione del contagio. Perciò anche se è stata una tumulazione non potevano starci tutte quelle persone. Di chi è la colpa? Di chi non ha mostrato responsabilità. Chiunque fosse stato. Rom o meno, la responsabilità è una cosa seria. Se il 30 aprile uscivi con tua moglie a fare la spesa, anche a piedi, saresti stato multato. I rom non sottostanno al Dpcm? Ti conosco per persona ragionevole. Come mai tanto accanimento a difendere l’indifendibile? Se si fossero seguite le regole non avremmo 60 contagiati, o no? O vogliamo dibattere sui termini funerale e tumulazione?

Dati Covid Molise falsati. Quanti casi servono per la dichiarazione di Zona Rossa?

Dati Covid Molise falsati? Vediamo un po’ cosa è accaduto. Quanti casi servono per la dichiarazione di Zona Rossa?  Il 21 marzo bastavano 9 casi. Il provvedimento firmato dal governatore Donato Toma che decretava la Zona Rossa a Venafro (11203 abitanti) e Pozzilli (2345 abitanti) è stato adottato il 21 marzo a seguito del contagio di alcuni pazienti ricoverati all’Irccs Neuromed di Pozzilli. Nella relazione trasmessa dall’Azienda sanitaria del Molise (Asrem) si dice che “la numerosità dei pazienti Covid positivi di Neuromed può configurare l’esistenza di un cluster epidemiologico con potenziale coinvolgimento anche del personale di assistenza” e che gran parte degli operatori sanitari del Neuromed “venuti a contatto con i pazienti risultati positivi al Covid-19 risiede nei territori di Pozzilli e Venafro”. Il provvedimento continua dicendo che “complessivamente si sono riscontrati 9 casi di infezione, 7 dei quali asintomatici, in un solo reparto”.

Chiuse Venafro e Pozzilli

Il 21 marzo, dunque, 7 contagi hanno provocato la dichiarazione di Zona Rossa per due comuni Venafro (11203 abitanti) e Pozzilli (2345 abitanti).

Riccia

Lo stesso è accaduto a Riccia. “I comuni di Riccia e Montenero di Bisaccia – il TG Rai del 19 marzo – sono diventati “zone rosse“. A stabilirlo il presidente Toma. Vista la presenza nei due centri di un “cluster” di infezioni, le ordinanze emanate ieri sera prescrivono ulteriori misure di contenimento per evitare la diffusione dei contagi. Previsto il divieto di allontanamento dal territorio comunale per tutti i cittadini, il divieto di accesso e la sospensione delle attività degli uffici pubblici ad eccezione di quelli che erogano i servizi essenziali e di pubblica utilità. A presidiare tutte le strade di accesso, le forze dell’ordine. In base ai dati forniti questa mattina dal direttore generale della Asrem, Florenzano, ammontano complessivamente a 33 le persone contagiate in Molise, compresi i 2 pazienti provenienti da Bergamo.” Quindi 33 contagi in tutto il Molise. Altre due zone rosse

Cercemaggiore e Montenero di Bisaccia

Poi è stata la volta di Cercemaggiore per i contagi avvenuti nella Casa di Riposo, e a Montenero di Bisaccia. Il 25 marzo con 16 casi positivi viene dichiarata Zona Rossa Cercemaggiore (3756 abitanti). Montenero (6630 abitanti) era già divenuto zona Rossa il 18 marzo con 7 contagi.

Zona rossa, ora non si può

Comprendiamo che oggi è difficile dichiarare la zona rossa a Campobasso. Andiamo verso la riapertura di tutte le attività, è necessario scongiurare la catastrofe economica. Comprendiamo anche che è un momento molto difficile per prendere delle decisioni. Però far passare un Molise con zero contagi non ci sta bene. Il lettore, l’ascoltatore ha diritto alla verità. Al di là delle scelte politiche. Condivisibili o meno.

Dati Covid Molise falsati, 60 infetti, ma le persone si allarmano se è contagiato il prete

Su facebook la commentatrice dell’articolo di Un Mondo d’Italiani ha un nome di insetto familiare di colore rosso puntinato di nero.

Coccinella Rossa

“Veramente il frate non ha celebrato il funerale perché era vietato, ha impartito l’estrema unzione, ed è ancora in attesa dell’esito del tampone. Scrivete notizie certe e non allarmanti!” il tono del messaggio della signora desta sorpresa.

Un Mondo d’Italiani

“Cara Coccinella a pois. Io mi presento con nome e cognome e non come “farfallina viola” per esempio, e faccio informazione. La testata è soggetta alla vigilanza di legge come per tutte le testate d’informazione. Se ne stia bella rilassata e non allarmata, allora. Noi preferiamo sapere di minuto in minuto ciò che accade per tutelarci. 60 persone positive in poche ore, e non c’è stato un piano immediato di blocco per evitare il dilagare del fenomeno. Non c’è di che allarmarsi? Riusciremo a circoscriverlo sicuramente (siamo positivi) ma possiamo pretendere di sapere?”

Coccinella a pois

“Mi riferivo a ciò che ha scritto del parroco, se vuole saperne di più la informo che il frate ha avuto l’esito del tampone ed è negativo,. Stia bene! Buon lavoro”

Un Mondo d’Italiani

“Gentile Coccinella a pois mi scusi, ma il tono censorio di chi vuole ergersi a giudice non mi piace mai. Se ha notizie più attuali mi fa piacere e ne terrò conto. Questa è l’informazione. Un rincorrersi di notizie di ora in ora, di minuto in minuto. Nessuno, penso, si sia allarmato per un parroco in più o in meno quando 60 persone sono infettate e devono fare ancora 200 – 250 tamponi e più. Le auguro una buona serata”

Rom, lo Stato qui non vige

Altro dubbio legittimo quello che si riferisce alla vicenda del funerale alla presenza di tante persone, i controlli, i dispositivi, il Dpcm. Per fortuna che c’è il video girato dai condomini, altrimenti ci avrebbero propinato la storia dei 4 gatti dietro il feretro. Se dovesse essere verificata la relazione con l’ospedale Sacco di Milano, sarebbe legittimo domandarsi come abbia fatto. Ma anche se così non fosse, come è stato possibile un assembramento? Ovviamente non si può controllare tutto, la responsabilità personale è fondamentale. E se fosse verificato che i rom di Isernia hanno partecipato al funerale a Campobasso e che al ritorno si sono fermati a fare spesa a Bojano?

Svegliamoci!

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Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

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