Popoli italici, Rocca Bujani castrum exemptum. Conferenza Camminante Molise Noblesse di Mariantonietta Romano

Popoli italici Rocca Bujani castrum exemptum. Conferenza Camminante Molise Noblesse con Mariantonietta Romano

Cultura

Popoli italici Rocca Bujani castrum exemptum, giacchè col decreto del 1239, Federico II individuava i castelli particolarmente strategici ed importanti definiti demaniali (exempta), ossia che dipendevano direttamente dall’imperatore.

Il castello di Bojano, o meglio Rocca Bujani, il più imponente, il più grande e il più antico del Molise, era dunque un castello imperiale! Oggi deputato a Luogo del Cuore FAI

Popoli italici Rocca Bujani castrum exemptum? “Civita Superiore (Rocca Bujani nel Medioevo) è il borgo d’altura (già antichissima acropoli, arx) della gloriosa città di Bojano (sannitica Bovaianom capitale dei Pentri, romana Bovianum, medioevale Bobiano).”

Comincia così la Conferenza Camminante di Mariantonietta Romano, studiosa di Storia Medioevale, intervenuta in differita all’evento “Le vie dei Popoli Italici: dal luppolo cugino della cannabis all’antenato della Tintilia, alla scoperta dei Palemient ai Liponi con Molise Noblesse, Movimento per la Grande Bellezza, lo scorso Giovedì 25 giugno. In verità è stata Mina Cappussi, ceo dell’iniziativa, nel raccontare di Giuditta di Molise, a dare lettura del contributo della studiosa inviato da Roma.

Bojano su tre livelli

“Percorrendo in salita una tortuosa strada rotabile – prosegue Romano – il borgo di Civita dista poco più di 3 chilometri dall’abitato pedemontano e da quello di piano (posto, ad ogni modo, a 482 mt. s.l.m.). Molto più brevi i sentieri di pendio che si inerpicano fra i boschi.

Sì, perché Bojano, oggi come ieri è disposta su tre livelli, corrispondenti (rispettivamente) all’insediamento di pianura (fra centro storico, addossato alla montagna, e città moderna ricostruita più volte sull’antica città romana), borgo San Michele (attuale “Località Piaggia”), posto a mezza costa), la “Civita Superiore“, a 756 mt. s.l.m.

Popoli italici Rocca Bujani castrum exemptum e osservi la valle sannita

“Bojano, ieri come oggi, si legge meglio dall’alto. Un percorso in salita, fra tornanti, sentieri rocciosi, intricate foreste, conduce alla Civita, alle mura turrite del borgo e alle rovine dell’antico Castello, che tutto dominava: le case come un tempo, le  piazze, le chiese … e dall’alto osservi la valle sannita, il fiume Biferno, l’ordito “regolare” dell’antica città romana, l’andamento “irregolare” del tratturo Pescasserli-Candela.  Che, proprio dove il Matese scende a picco sulla pianura, devia improvvisamente il suo corso per infilarsi con forza dentro le vecchie vie di Bojano” [estr. da: Romano, Manifesto per Bojano (2019)].

Il castello più grande del Molise è qui

Il borgo fortificato di “Civita Superiore” (nelle forme che possiamo ancora oggi osservare) si è sviluppato, a partire dall’alto Medioevo, intorno ad un imponente Castello (il più esteso ed importante dell’intero Molise), le cui suggestive rovine permettono ancora di ridelineare un’articolata struttura così come di rievocare una grandiosa storia.

Le memorie dei gastaldi Longobardi e dei conti Normanni (Rodolfo de Moulins, in primis), dell’imperatore Federico II, della contessa Giuditta (ultima discendente dei de Moulins) e del conte Tommaso, della famiglia Pandone, sopravvivono nelle variegate atmosfere generate da questo luogo composito e misterioso.

Bojano depredata nel 1221

Correva l’anno 1221. Intimorito dalla discesa di Federico II, contro il quale aveva tramato a più riprese, Tommaso da Celano, divenuto Conte di Molise, grazie al matrimonio con l’ultima discendente dei De Moulins, Giuditta, si asserragliò nel castello di Roccamandolfi; la moglie Giuditta, donna illuminata e stratega politica, restò a presidiare il territorio da Rocca Bujani (ossia dal Castrum di Civita). Apprendiamo dalle cronache che i signori locali, man mano che la discesa avanzava e le vittorie imperiali andavano facendosi decisive, si alleavano con l’imperatore.

Così avvenne anche per la Contea di Molise! Tommaso isolato ed indispettito si rivolse contro la stessa città di Bojano, tanto da metterla a ferro e fuoco, depredandola, onde raccogliere quanto necessario per garantire la resistenza agli assedi sferrati dalle truppe imperiali sui due fronti di Rocca Bojano e di  Rocca Mandolfi (cfr. Ciarlanti, Memorie, IV, 84-85).

Giuditta la savia

Le fonti  (scritte) non ci forniscono tutti i dettagli di cui avremmo bisogno per una ricostruzione precisa dei fatti … e tuttavia sappiamo che la contessa Giuditta, che aveva governato la Contea di Molise a fianco del marito, come anche da sola, ebbe una parte importante nel tener testa all’Imperatore ed alle sue truppe, oltre che un ruolo decisivo nei negoziati che precedettero la resa, ottenendo condizioni (tutto sommato!) favorevoli. (Ma su Giuditta pubblicheremo un approfondimento)

Popoli italici Rocca Bujani castrum exemptum, un castello imperiale!

Durante il regno federiciano, fu avviato un censimento dei castelli e con il decreto Statutum de reparatione castrorum (1231-1240) venne imposta la loro ristrutturazione e manutenzione a carico dei cittadini. Quasi contemporaneamente, col decreto del 1239, Federico II individuava tra gli oltre 250 castelli, una ottantina particolarmente strategici ed importanti per il controllo del territorio che, pertanto, stabilì che dovessero essere definiti demaniali (exempta), ossia che dovessero dipendere direttamente dall’imperatore: fra questi il castello di Bojano, o meglio Rocca Bujani, come più volte citato nei documenti della Cancelleria federiciana. Malgrado lo stato di rudere, il Castello di Civita di Bojano, protagonista dei grandi movimenti della Storia, riesce ancora oggi a regalare potenti emozioni a chi legge i luoghi antichi con gli occhi dell’anima.

I conferenzieri camminanti

Protagonisti della Conferenza Camminante lungo la passeggiata naturalistica sono stati: prof. Nicola Prozzo dell’Università degli Studi del Molise, che ha tenuto una lectio Humulus Lupulus; Oreste Muccilli, già dirigente della Soprintendenza Archeologica, che ha presentato il castello di Civita; Mina Cappussi (Roma Tre) che ha ricordato la vicenda di Giuditta di Molise, ultima erede dei conti normanni, nata attorno al 1191-1200, esempio di donna forte e volitiva che governò al fianco del marito, Tommaso da Celano, e poi da sola tenne testa all’imperatore Federico II, dando prova di grande abilità nella strategia politica di mediazione e negoziazione.

Mario Lucarelli e Nicola Malatesta, in qualità di appassionati hanno guidato i partecipanti lungo il percorso e approfondito le conoscenze sui Palemient; Italo Risi, giovane collaboratore di Molise Noblesse, ha raccontato la sua esperienza in materia di erbe officinali.

 PARTNER MOLISE NOBLESSE MMXX

Vie Popoli Italici, luppolo e tintilia è una iniziativa di Molise Noblesse è un progetto incredibile che ha portato il brand nel mondo grazie ad una lunga serie di partner.

ISTITUZIONALI:

Comune di San Biase, Comune di Duronia, Comune di San Polo Matese, Comune di Castel San Vincenzo, Comune di Campochiaro, Comune di San Massimo, Comune di Busso, Comune di Cerro al Volturno, Comune di Baranello.

SCUOLE:

Istituti Scolastici Colli al Volturno comprendente i comuni di: “Colli a Volturno, Cerro al Volturno, Fornelli, Montaquila, Rionero Sannitico, Macchia d’Isernia, San’Agapito, Longano, Roccaravindola. Istituto Comprensivo Colozza di Frosolone comprendente i comuni di: Isernia, Civitanova del Sannio, Frosolone Cap., Macchiagodena Incoronata, Bagnoli del Trigno, Castelpetroso Guasto – Castelpetroso, Castelpetroso Indiprete – Castelpetroso, Cantalupo nel Sannio, Roccamandolfi, Santa Maria del Molise, Frosolone-S. Pietro in Valle, Civitanova del Sannio, Macchiagodena, Bagnoli del Trigno, Castelpetroso, Cantalupo Nel Sannio, Roccamandolfi, Santa Maria del Molise, Civitanova del Sannio, Frosolone – Macchiagodena, Bagnoli del Trigno, Castelpetroso, Roccamandolfi.

UNIVERSITA’ E ISTITUTI DI RICERCA:

Università Studiorum Cassino e Lazio Meridionale (CASSINO), Università e-Campus (NOVEDRATE), Istituto Italiano Studi Filosofici (NAPOLI).

ASSOCIAZIONI MOLISANE:

Monongah Associazione TORELLA DEL SANNIO, Matese Arcobaleno associazione SAN POLO MATESE, Filitalia International Chapter BOJANO, Via Micaelica Molisana BOJANO, Adiform associazione ISERNIA, Pentagramma associazione musicale BOJANO.

ITALIA:

AITEF (Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie ROMA, AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) sez, Puglia – BARI, PENISOLABELLA Associazione – ROMA, ASMEF Associazione Mezzogiorno e Futuro – ROMA.

ESTERO:

Molise Club Melbourne (AUSTRALIA), Filitalia International Associazione e Fondazione Philadelphia (USA), NIA-PAC Philadelphia (USA), Famiglia Bagnolese Vancouver (CANADA), Delta Music Group Associazione Arao zBaradero prov, Buenos Aires (ARGENTINA), Corredor Productivo Mar del Plata Argentina (Camera di Commercio) (ARGENTINA), ACTIA Agenzia Coordinacion Territorial Mar del Plata (ARGENTINA)

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Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

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