Morti trasformati in alberi. Bosco di Vita, cimitero Bios

Morti trasformati in alberi. Bosco di Vita, cimitero Bios

Ambiente

Morti trasformati in alberi della memoria, è un’iniziativa dell’Azienda spagnola Bios che ha deciso di creare urne biodegradabili a favore dell’ambiente

Morti trasformati in alberi, è l’iniziativa dell’Azienda spagnola Bios che ha deciso di cambiare il modo in cui una persona può vedere la fine della propria vita rendendola parte della natura, trasformandola in un albero. Attraverso i suoi prodotti, l’Associazione, ha creato delle urne biodegradabili, in grado di trasformarsi in alberi della memoria. Sono state studiate per contenere le ceneri di un defunto e sono dotate di una capsula nella parte superiore, da dove nascerà l’albero. Una volta sotterrate, le urne, diventeranno parte integrante della natura.

Morti trasformati in alberi, il primo Bios Park in Quebec

Nonostante questa bellissima idea, a favore dell’ambiente e della natura, non esistono ancora troppe zone in cui è possibile realizzare questo tipo di progetto. A tal proposito, infatti, l’Azienda, ha deciso di impegnarsi a creare delle aree apposite creando il primo Bios Park che è situato in Quebec, nel cimitero cattolico di Granby. Nel corso degli anni diventerà un parco pieno di alberi. Questo luogo viene chiamato “Le Boisé de Vie” ovvero “Bosco di Vita”. Questo cimitero ha deciso di aderire al progetto dedicando parte del proprio spazio alle urne Bios.

Cimitero Bios aperto a tutte le religioni

Un altro aspetto fondamentale, del cimitero Bios, è che possono accedervi persone di qualsiasi religione e si possono celebrare cerimonie tra familiari e amici per dire addio ai propri cari.  Il contatto con la natura e l’atmosfera semplice che offre il luogo, ha fatto sì che le famiglie dei defunti tornassero, non solo per visitare i propri cari, ma anche per meditare e prendersi cura dello spazio.

Morti trasformati in alberi, più cimiteri Bios

Inoltre è possibile scegliere qualsiasi tipo di seme, tela o specie di piante, tra cui: lillà, ortensia, quercia, gingko, acero zuccherino, acero di amur, melo selvatico e mirtillo rosso. Gli operai del camposanto, sotto le direttive di un orticoltore, si prendono cura degli alberi e possono farlo anche le famiglie dei cari defunti. E’ stato pensato anche di congiungere le radici di una sola famiglia disponendo il primo albero che sarà piantato al centro e tutti gli altri intorno in modo tale da unirli per sempre. Si spera che questo tipo di cimiteri si diffonda in più luoghi possibili in giro per il mondo, per cercare di salvare in qualche modo anche la natura.

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Fabiana Carbone

20 anni, diplomata al Liceo delle Scienze Umane- economico sociale. Impegnata come volontaria nel Servizio Civile Universale, progetto Molise Noblesse. Ho seguito un corso da giornalista presso la Scuola di Giornalismo UMDI. Amo gli animali. Ho un cane e un gatto. Sono molto paziente, sempre allegra e positiva. E mi cimento con curiosità nella scrittura!

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