Bojano, dimissioni ora zero. Il sindaco Marco Di Biase spiega tutto in conferenza stampa

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Ground 0 per Marco Di Biase. Un segretario assente, il computer che non si usa, i certificati medici che si susseguono, i consiglieri che saltano da un banco all’altro, i dimissionari, i monitori, i censori, i detrattori, i soldi che mancano, le pendenze giudiziarie, le strategie politiche, il voto di Carlo Perrella, le pendenze della passata amministrazione. Oggi alle 15.30 la conferenza stampa per spiegare come stanno le cose. Ma potrebbe essere solo un segnale per il prefetto, o per far digerire un rinnovo della giunta…

(UMDI – UNMONDODITALIANI) Mi dimetto! Sono le 18.30 circa di una calda domenica di luglio, anno 2019, quando Marco Di Biase, patron della Clinica Villa Esther e figlio del più longevo sindaco di Bojano, il compianto Gino, rassegna le proprie dimissioni con una missiva indirizzata al Presidente del Consiglio comunale, Remo Perrella, ai consiglieri Roberta Scinocca, Angelo Arena, Silvio Massimo Perrella, Virgilio Spina, Lucia Amatuzio, Giuseppina Malatesta, Carmen Zuccarino, Massimo Romano, Mariacristina Spina, Carlo Perrella e Gaetano Policella, al Prefetto di Campobasso e al segretario generale, Giuseppe Principe. Alle 18 è ancora giorno, facile che non siano state notate luci accese a Palazzo San Francesco. Fatto sta che domenica 21 luglio Marco Di Biase ha aperto il pesante portone del Palazzo comunale, richiudendolo probabilmente in pochi minuti. L’uscio aperto nel  giorno festivo avrebbe insospettito la popolazione e così Marco Di Biase deve essersi guardato intorno per capire se la situazione fosse tranquilla, per poi dirigersi in tutta fretta nella sua stanza, al primo piano del palazzo. Come un ladro per poter statuire la propria scelta, senza interferenze, evitando possibili interventi a distoglierlo dall’azione che aveva meditato già da tempo, e addirittura minacciato da diverse settimane. E’ salito nella sua stanza, dicevamo, e ha scritto due righe, ops, un solo rigo, esattamente questo: “Il sottoscritto Marco di Biase con la presente  rassegna le dimissioni da Sindaco del Comune di Bojano”. Tutto qui, non uno straccio di spiegazione. Interpretazioni, ipotesi, argomentazioni quante ne vogliamo, le spiegazioni invece arriveranno oggi, nella conferenza stampa convocata per le 15.30. E’ stato ancora il diretto interessato, con il suo indirizzo di posta personale, a scrivere ai giornalisti. “Bojano, 22 luglio 2019. Ieri sera ho rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco del Comune di Bojano. Domani 23 luglio 2019, alle ore 15.30 terrò una conferenza stampa presso il Palazzo Colagrosso. Saluti”

Ovviamente, grande attesa per il promesso appuntamento, che consentirà a Di Biase di dire finalmente la sua. In effetti all’atto dell’insediamento, il 5 giugno 2016, la lista di Marco ha trovato  una situazione difficile, se non tragica, eredità della passata amministrazione: 18 milioni di debiti, crisi economica (nonostante i tre consiglieri regionali che rappresentano l’area matesina in consiglio regionale, e nonostante lo stesso governatore della regione, Donato Toma, che viene proprio dalla Giunta Di Biase); disoccupazione ai minimi storici, per non parlare delle liti all’interno della maggioranza, che dovrebbe mostrare compattezza per il buon andamento della vita amministrativa.

DIMISSIONI NON POLITICHE, DICE LUI

“Le mie dimissioni non sono dimissioni politiche – ha detto Di Biase a Riservato – ma dettate da difficoltà gestionali ed economiche”. In realtà la situazione è più complicata di quel che sembra a prima vista. C’erano stati i contrasti con i colleghi di cordata (una lista, lo ripetiamo, suggerita dall’ex governatore Frattura) con le dimissioni dell’assessore Roberta Scinocca e dei consiglieri Zuccarino e Silvio Perrella dalla maggioranza.

VOCI DI CORRIDOIO, CERTIFICATI MEDICI, COMPUTER E IMMOBILISMO

Ma le voci di corridoio vanno più in profondità, e parlano di dissidi insanabili con il segretario generale, dr Giuseppe Principe, in carica dal 2018 e piuttosto latitante. Nato a Napoli nel 1961, Principe è titolare della sede di segreteria convenzionata dei comuni di Bojano e Cercemaggiore essendo subentrato al dr Michele Pagliuca espatriato al comune di Pontecorvo. Tra i dipendenti c’è chi mormora che si tratti di un segretario sempre assente o molto malato, a giudicare dai numerosi certificati medici che giungono reiteratamente in municipio. Ma c’è chi avanza persino l’ipotesi che il segretario in parola non usi il computer, almeno a giudicare dalle dichiarazioni di altri dipendenti ricettati per scrivere banalissime lettere. E certo che un segretario generale sia una figura di primo piano in un comune di novemila abitanti, nella situazione di default in cui si trova la città di Bojano. E se, come sembra, il segretario non firma, l’attività amministrativa è di fatto paralizzata. Né possiamo dimenticare la lunga lista relativa alla “moria”, per così dire, di segretari generali, che ha caratterizzato gli ultimi anni di palazzo San Francesco (LEGGI L’ARTICOLO)

 

CARLO PERRELLA E LE POLTRONE DA DIFENDERE

Insomma, a fronte dei problemi economici dell’ente, sembra che a indurre il sindaco a dimettersi sarebbero stati anche i forti contrasti interni alla maggioranza. Il consigliere Carlo Perrella, inviso dagli ex colleghi di lista per l’avveniristico salto della quaglia in diretta (responsabile della permanenza dell’amministrazione, che sarebbe caduta con la mancata approvazione del bilancio, cui assicurò il voto dai banchi dell’opposizione), nel corso del più recente consiglio comunale aveva dato un ulteriore ultimatum all’assise, ricordando che il suo voto è stato ed è determinante per la tenuta in vita dell’amministrazione. Tra le persone normali questi si chiamano in “ricatti” perseguiti addirittura dalla legge, ma in un’assise civica prendono il nome di “strategia politica” e nessuno ha nulla da eccepire, perché servono spesso a mantenere le poltrone e il buon vivere. Perrella non aveva mancato frecciatine, non troppo velate, nei confronti dell’assessore Virgilio Spina, al quale contesta di fare il doppio gioco: da una parte nel suo ruolo di assessore e vicesindaco della giunta Di  Biase e dall’altra come accusatore nei confronti della vecchia amministrazione guidata da Antonio Silvestri (uomo ombra di Policella) della quale lo stesso Carlo Perrella faceva parte, mentre oggi è in  maggioranza con Di Biase, pur essendosi presentato in campagna elettorale come suo oppositore, fomentato da Massimo Romano. Un matrimonio, quello Perrella-Romano, che sembrava poco credibile fin dall’inizio, una unione “di fatto”, dettata evidentemente da convenienze, che confermò le criticità ipotizzate con un divorzio subitaneo e scenografico.

Sempre nell’ultimo consiglio Carlo Perrella ha chiesto il rimpasto di giunta con l’ingresso di altre persone (oltre ai danni, gravi, già fatti, imponendo (già, non si dice ricatto, ma si pronuncia strategia politica) l’ingresso di candidati non eletti, quindi non votati dai cittadini) e un ridimensionamento di Virgilio Spina.

UN MESSAGGIO AL PREFETTO O UN RIMPASTO INDOLORE

Che sia legata alla situazione di stallo con il segretario generale latitante, al problema economico, alle vicissitudini politiche e ai salti di quaglia con stravolgimento della volontà degli elettori, le dimissioni di Marco Di Biase non sono irrevocabili (l’aggettivo  non è scritto specificatamente nella lettera) e potrebbero essere ritirate entro 20 giorni. Questo significa che Di Biase  intende lanciare un messaggio al prefetto, o a Toma, o disegnare l’agognato rimpasto senza troppo dolore per i consiglieri che, in caso contrario, dovrebbero rinunciare obbligatoriamente alla poltrona con l’arrivo del commissario fino alle prossime elezioni.

Resta la questione dei debiti, pesanti, che non hanno consentito sonni tranquilli al povero Di Biase per l’evidente rischio del commissariamento.  L’Organo di liquidazione ha scritto al sindaco e al Consiglio comunicando che le richieste dei creditori, aggiornate allo scorso 10 luglio, sono pari a quasi 18 milioni di euro. Ma poiché in generale non sono debiti certi, poiché privi di un precedente impegno di spesa, devono essere portati all’attenzione del Consiglio per essere riconosciuti con atto formale. D’altronde soldi non ce ne sono, e la paralisi che ha colpito l’amministrazione di Marco Di Biase fin dall’insediamento non ha consentito azioni tese a reperire risorse, stante l’assenza di progettazione, legata probabilmente alla carenza di personale.

Se entro 20 giorni Marco Di Biase non ritirerà la proprie dimissioni, arriverà il commissario a gestire fino alla convocazione delle prossime elezioni amministrative!

CONTENZIOSI, CHIESTI INDIETRO 174MILA EURO

C’è infine la questione dei contenziosi, per esempio quello relativo ai canoni idrici, che meriterebbe un pool di avvocati di massimo livello per far valere le ragioni di un comune che si è spogliato della propria acqua che alimenta tutto l’acquedotto molisano e quello campano.

Anche sulla vicenda dei segretari comunali, ricordiamo che ben 174mila euro sarebbe stati chiesti in restituzione dalla Corte dei conti sulla base di indagini che riguarderebbero le assunzioni a tempo determinato dell’ex segretario comunale Alfonso La Banca e del figlio Giovanni che subentrò al padre dimissionario con un bando di selezione attivato dall’esecutivo di Antonio Silvestri alla fine del 2015. La Banca era stato segretario generale del Comune di Bojano dal 2006 fino al 2011, andando poi in pensione, ma continuando a svolgere attività presso l’ente (come spesso accade) con un incarico a tempo determinato di dirigente del Primo settore ed anche con funzioni di vicesegretario, nomina conferitagli  direttamente senza alcun bando selettivo. L’incarico esterno a La Banca aveva la durata di un anno e si rinnovava ogni volta fino al 2015, quando si è dimesso. A subentrargli il figlio Giovanni, assunto a seguito di un bando selettivo. Il rapporto di lavoro di Giovanni La Banca è durato fino al termine dell’amministrazione Silvestri, a giugno del 2016, con trattamento giuridico ed economico categoria D6. Non solo la Corte dei conti, ma anche l’ispettore ministeriale (Mef) avrebbe rinvenuto irregolarità, e addirittura “illegittima” l’assunzione in violazione della legge 724 del 1994.

Insomma, con una tale eredità sulle spalle, amministrare la città di Bojano non deve essere stato facile. E infatti…

CURIOSITA’

A proposito, una curiosità. Passi che di domenica pomeriggio il sindaco si rechi in municipio nella sua stanza. Passi che accenda il computer e scriva una lettera di un rigo per presentare le proprie dimissioni. Ma addirittura sempre di domenica pomeriggio attiva il protocollo elettronico e invia la Pec ai destinatari della comunicazione? Marco Di Biase, ci stupisci!

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

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