A Bojano la moneta italica da portar via. In occasione del Ver Sacrum

Cultura

Moneta della Lega Italica a disposizione degli appassionati il 19 agosto, in occasione del Ver Sacrum, presso gli stand informativi della FIDAPA allestiti per la serata. Un evento per promuovere la cultura, il turismo e le tradizioni bojanesi.

(UMDI – UNMONDODITALIANI) Ver Sacrum e rituali Sanniti: così la sezione bojanese della Fidapa BPW Italy rievocherà l’epopea dei nostri antenati, i Sanniti Pentri e le vicende di un popolo nobile e bellicoso dell’Italia antica, che deriva da una migrazione di genti di stirpe sabina-safina, guidate da un bue e da un condottiero, Comio Catronio, alla ricerca di nuove terre sotto la tutela del Dio Marte. Nacque così, sulle falde del Matese, dall’incontro una nuova città e un nuovo popolo. Nel corso dei secoli i Sanniti misero a dura prova le mire espansionistiche della giovane repubblica romana, durante le cosiddette guerre sannitiche, e, una volta assoggettati a Roma, non vedendosi riconosciuti come cittadini, insorsero e combatterono contro di essa, nella Lega italica, quella che forse può essere a ragione  considerata la prima “guerra sociale” della storia (cioè, non una guerra di conquista o di difesa, ma di rivendicazione dei diritti politici e civili). Quest’anno, il corteo composto da oltre 250 figuranti e i 10 quadri scenici realizzano, fra l’altro, un significativo passaggio dal mito alla storia (dalla Fondazione di Bovaianom alla Guerra Sociale), attraverso la messa in scena del Giuramento dei popoli italici e di un monologo in cui il comandante supremo degli eserciti sanniti, il pentro Gavio Papio Mutilo, riflette sulla crudeltà e sulla paradossale inutilità delle guerre. Per rafforzare le valenze didattiche della nuova scena, oltre che per celebrare il valore della “Gens Fortissima Italiae”, è stata, con l’occasione, riprodotta una moneta, sul modello del denario in argento con “Guerriero e Toro”, coniato nel 89 a. C., proprio quando Bovianum era lacapitale della Lega italica: gli esemplari riprodotti saranno a disposizione di estimatori ed appassionati, il 19 di agosto, presso gli stand informativi FIDAPA allestiti per la serata.

 

Ecco la descrizione della moneta: sul dritto la testa laureata dell’Italia a sinistra, con collana ed orecchino a un pendente; dietro è raffigurata Viteliù. Sul verso un guerriero stante di fronte, con la testa elmata volta a destra; con corazza e mantello, si appoggia con la mano destra alla lancia avente la punta rivolta in basso e stringe con la sinistra l’elsa della spada; il piede  sinistro poggia sul corpo disteso della lupa romana (o calpesta uno stendardo romano?) e a destra un toro accovacciato di fronte. In esergo, una lettera di controllo. “Questa fortunata emissione, la più ampia in ambito osco (251 esemplari noti) fu certamente approntata a Bovianum (Bojano), nel periodo in cui la città rivestì il ruolo di seconda capitale degli insorti italici – dopo la resa dei Vestini, Marrucini, Peligni e Marsi e la caduta di Corfinium (Italica) -, per orientare ideologicamente, in senso sannita, i ribelli intenzionati a proseguire la lotta contro Roma: fu allora che i Sanniti, rimasti da soli a capo degli insorti contro la “lupa”, arrivarono ad elaborare un concetto d’Italia (Viteliù) non romana, come “terra del toro”, un’Italia cioè rappresentata in senso stretto dalle genti del “ver sacrum” guidato da questo animale, ossia da tutte quelle popolazioni italiche centromeridionali che altri filoni della tradizione antica, ancora noti a Strabone, consideravano etnicamente affini ai Sanniti”

 

La storia diventa emozione e insegnamento, nella città di Bojano, che fu di volta in volta, nel corso dei secoli, capitale del Sannio Pentro (Bovaianom), municipio e colonia romana (Bovianum), centro del gastaldato longobardo e della contea normanna dei de Moulins (Bobiano o Boviano), oltre che precoce sede  di diocesi cristiana. Concludiamo con un asupicio: la cultura se ben gestita – cooperando sinergicamente sul territorio fra soggetti pubblici e soggetti privati -, se affidata a enti, professionisti, manager qualificati, se efficacemente saldata alla promozione del turismo, lungi dal costituire solo ed esclusivamente un onere per le amministrazioni, può diventare una importantissima leva di sviluppo economico, anche qui da noi, in Molise. Abbiamo una terra ricchissima di bellezze naturali e custode di una storia millenaria, peccato che coloro che la amministrano siano un po’ distratti e guardino altrove!

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