di Benedetta Massoni –
Ancora sangue sulla missione italiana in Afghanistan. L’on. Franco Narducci, Vicepresidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati ed eletto dagli italiani all’estero, ha espresso profondo cordoglio per la morte dei quattro alpini, militari del 7° reggimento di Belluno, avvenuta in una imboscata nella provincia talebana di Farah, in Afghanistan. Stanno attuando questa strategia subdola tesa a fare pressione sull’opinione pubblica per fare in modo che si abbandoni il campo. Una strategia che dobbiamo rendere vana anche attraverso il nostro sostegno all’azione dei militari italiani. La camera ardente nella Sala della Folgore del Comando del Comando Regionale Ovest a Herat
(UNMONDODITALIANI) Ancora sangue sulla missione italiana in Afghanistan. Ancora un attentato terroristico che ha seminato orrore e morte laddove le forze di pace lavorano per scongiurare l’erosione dei diritti fondamentali. L’ultimo attentato è costato la vita a quattro nostri connazionali. L’on. Franco Narducci, Vicepresidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati ed eletto dagli italiani all’estero, ha espresso profondo cordoglio per la morte dei quattro alpini avvenuta in una imboscata nella provincia talebana di Farah, in Afghanistan, dove i militari del 7° reggimento di Belluno, erano arrivati all’inizio di agosto per costituire la neonata task force south-east.
“Piena solidarietà e sostegno alle famiglie delle vittime e del ferito oltre che alle Forze armate ed al Capo dello Stato” ha dichiarato l’On. Narducci, oggi da Busto Arsizio dove si trovava per l’Assemblea del PD.
“Di fronte a episodi simili, che comunque testimoniano lo stato di difficoltà dei talebani di fronte all’operato prezioso dei nostri militari -ha continuato il parlamentare – bisogna però riaffermare il pieno sostegno alla stabilizzazione e allo sviluppo dell’Afghanistan nella prospettiva della ricostruzione e tendente a costruire un Paese democratico e libero senza condizionamenti; che è la ragione della nostra presenza in quell’area del mondo ”.
“I talebani hanno ben compreso l’importanza delle immagini choc delle morti dei nostri militari per l’opinione pubblica dei Paesi occidentali e quindi per i relativi governi – ha concluso l’on. Narducci – e stanno attuando questa strategia subdola tesa a fare pressione sull’opinione pubblica per fare in modo che si abbandoni il campo. Una strategia che dobbiamo rendere vana anche attraverso il nostro sostegno all’azione dei militari italiani presenti in Afghanistan”. Si tratta di un impegno forte che l’Italia ha assunto in nome del bene supremo che è la Pace e la libertà di una nazione.
Intanto la camera ardente, per l’addio ai quattro alpini morti ieri in un attentato avvenuto nella provincia di Farah, è stata allestita nella Sala della Folgore del Comando Regionale Ovest ad Herat, nell’Afghanistan nord-occidentale. L’omicidio plurimo è stato rivendicato stamattina dai talebani tramite il loro portavoce, mentre alla base militare commilitoni e familiari stanno porgendo l’ultimo saluto alle vittime, che ricordiamo: Francesco Vannozzi, 26 anni, pisano, Gianmarco Manca, 32enne di Alghero, Sebastiano Ville, 27 anni di Francofonte, in provincia di Siracusa e il più piccolo di tutti, Marco Pedone, 23anni, di Patù.
La camera ardente, è aperta dalle 13, ora locale e sarà seguita dalla messa funebre celebrata dal cappellano italiano sul luogo.
Dopo la messa la camera ardente resterà aperta fino alle 18.00 quando i feretri dovranno partire alla volta dell’aeroporto militare dove riceveranno un’altra benedizione religiosa e gli onori militari, prima di lasciare l’Afghanistan e rientrare in Italia, dove l’arrivo è atteso per domani. I funerali di “Stato” sono previsti invece per martedì.
10 / 10 / 2010
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