Stato di crisi, stop alle tasse per aziende e professionisti. Ma c’è chi muore, intanto

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Dopo il riconoscimento della comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, dovuta all’emergenza Covid-19, e dopo lo stanziamento di 25 miliardi messi a disposizione dal Governo, l’Associazione Aepi, insieme ai sindacati, richiede diversi provvedimenti per quanto riguarda tutti gli adempimenti.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) L’Associazione Aepi, insieme ai sindacati, quali Ciu – Unionquadri, Cse, Flai Trasporti, Firas – Spp, Consil, sindacato Clas e Uic, nella lettera indirizzata al Governo, firmata anche dall‘Ancot ( Associazione Nazionale Consulenti Tributari), dopo aver riconosciuto la comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica dovuta all’emergenza Covid-19, richiede la sospensione di tutti gli adempimenti (tributari, fiscali, contributivi, assistenziali e amministrativi) fino al termine dello stato di crisi. E, poi, l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le imprese e lavoratori autonomi che abbiano o meno lavoratori dipendenti. Richieste fatte dopo l’annuncio dello stanziamento di 25 miliardi. Sul tavolo, una serie di priorità, rilanciate dalla Confederazione Aepi, per conto di 31 associazioni datoriali, intersettoriali e professionali in rappresentanza di 300mila imprese e 12mila professionisti. E la riduzione del 50 per cento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi o artigiani e commercianti che ne facciano richiesta, l’estensione delle misure di sostegno al reddito per tutti i lavoratori dipendenti assunti negli ultimi 4 mesi, blocco di tutti i licenziamenti nei tre mesi antecedenti allo stato di crisi. Inoltre, rispetto al bonus indennità, si chiede un’estensione per tutti i lavoratori autonomi e che sia raddoppiato rispetto alla cifra di 500,00 euro, ritenuta troppo bassa. Ma per Aepi gli interventi non possono prescindere da una rateizzazione dei pagamenti sospesi nei 12 mesi successivi al termine della situazione di difficoltà e dal blocco, non solo di tasse e contributi, ma anche di utenze e mutui. E ancora: credito d’imposta del 100 per centro gli investimenti che portino verso il lavoro agile. Infine, proteggere e rilanciare il made in Italy. «Abbiamo bisogno di azioni concrete, rapide e coordinate, anche con il coinvolgimento dell’Europa» dice il presidente della Confederazione Aepi, Mino Dinoi, che, la scorsa settimana, ha preso parte al vertice convocato dal ministro degli Esteri Di Maio per un piano straordinario. «Apprendiamo da Cassa Depositi e Prestiti e Sace dei 7 miliardi a sostegno delle imprese, di cui più della metà in vista del piano per la promozione del made in Italy, quindi a supporto delle attività di export. Non dimentichiamo le nostre eccellenze in questo momento di stallo. Piccole e microimprese che vanno tutelate, al pari delle altre». «Nei giorni scorsi – ha detto il presidente dell’Ancot – Associazione Nazionale Consulenti Tributari Celestino Bottoni – avevamo chiesto una sospensiva o un differimento generale di tutti gli adempimenti e provvedimenti per i professionisti. Le indicazioni emerse sembrano accogliere le nostre istanze. Confidiamo di usufruire di tali misure dalla scadenza del 16 marzo. Da questa emergenza ne usciremo più forti, vinceremo insieme questa sfida».

LA CONFEDERAZIONE AEPI E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI RICHIEDONO

revedere già una relativa rateizzazione dei pagamenti sospesi nei 12 mesi successivi al termine della situazione di crisi oggetto della presente: Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, degli adempimenti tributari, previdenziali, assistenziali ed assicurativi e dei relativi versamenti; Slittamento di 180 giorni dei termini di versamento dei tributi localiSospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, dei termini per lo svolgimento dei contraddittori presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate a seguito di istanza di accertamento con adesione, nonché per le procedure di mediazione tributaria; Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, dei termini utili all’impugnazione di atti e, più in generale, di tutti i termini processuali tributari; Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, dei termini di versamento relativi ad atti emessi da agenti della riscossione, ivi incluse rateizzazioni e definizioni agevolate, dalle società che gestiscono le attività di accertamento e riscossione dei tributi locali, e di tutte le procedure esecutive di riscossione coattiva; Derogare, per l’intero anno 2020, all’obbligo di apposizione del visto di conformità per l’utilizzo in compensazione di crediti erariali superiori a 5.000 €; Sospensione dell’obbligo di applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, di cui al decreto legge 24 aprile 2017, n.50, per l’anno d’imposta 2020; Riapertura dei termini per la procedura agevolata di stralcio di cartelle esattoriali in favore di soggetti in grave e comprovata difficoltà economica (cd. Saldo e Stralcio) con estensione a singoli carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2019. Estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le imprese e lavoratori autonomi con o senza lavoratori dipendenti con contestuale semplificazione per l’ accesso ai fondi, attraverso procedure omologate per tutte le regioni: Riduzione del cuneo contributivo a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS, consistente in una riduzione pari al 50 per cento dell’aliquota previdenziale per la sola annualità 2020; Riduzione del cuneo contributivo a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, consistente in una riduzione pari al 50 per cento del “reddito minimale” e delle aliquote previdenziali sul reddito eccedente il minimale, per la sola annualità 2020; Estensione dell’attuale disciplina di ammortizzatori sociali (congedi, cigo, cigs –cig in deroga – assegno fondo integrazione salariale) per TUTTI i lavoratori dipendenti assunti negli ultimi 120 dal riconoscimento dello stato di crisi; Estensione dell’ indennità di cui all’art.16 del decreto legge 2 marzo 2020, n.9 a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi nonché dei titolari di attività d’impresa residenti sull’intero territorio nazionale e contestuale potenziamento di detta indennità a 1.000 € mensili sino alla cessazione dello stato di crisi e rapportati all’effettivo periodo di sospensione dell’attività; Blocco di tutti i licenziamenti nei 90 giorni antecedenti lo stato di crisi; Introduzione di un credito d’imposta pari al 100 per cento per gli investimenti e le attività formative per l’adozione di piani aziendali di smart working. Sospensione e allungamento dei piani di ammortamento relativi a prestiti, mutui, leasing ed altre forme di strumenti finanziari a favore degli operatori economici e di tutti i cittadini. Protezione e rilancio del made in Italy. Evitare che gli Uffici pubblici diventino luoghi per l’estendersi dell’epidemia, limitando l’attività ai servizi essenziali e implementando tutte le modalità di accesso alle prestazioni con modalità telefoniche e telematiche.

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