“Mi pento di non averne liberati abbastanza”: è la frase con cui Peter Young ha affrontato la condanna federale nel 2005, dopo oltre 7 anni di latitanza per la liberazione di ottomila visioni .
Mi pento soltanto di non averne liberati abbastanza” riassume la linea politica che Peter Daniel Young mantenne davanti al tribunale del Wisconsin nel marzo 2005. Nell’autunno 1997 l’attivista liberò ottomila visoni da sei allevamenti. Fermato subito dalla polizia nell’Iowa, Young sfruttò il rilascio per sparire e vivere da latitante fino al 21 marzo 2005, quando le autorità lo arrestarono a San Jose, in California.
Davanti al giudice di Madison, l’attivista rifiutò di chiedere clemenza. Dichiarò di rammaricarsi solo per non aver liberato più animali e per aver fatto chiudere appena due allevamenti su sei. Rivolgendosi direttamente ai proprietari presenti in aula, affermò che una società davvero etica avrebbe dovuto processare chi ingabbiava gli animali, non chi tentava di salvarli. Definì quelle azioni notturne il momento più alto della sua vita.
Prima di entrare in carcere per scontare due anni di reclusione federale e pagare 360 mila dollari di risarcimento, Young invitò il pubblico a continuare le liberazioni.
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