Mainelli tossicodipendenti esercito gratuito. Liberalizziamo o sosteniamo reddito

Mainelli tossicodipendenti esercito gratuito. Liberalizziamo o sosteniamo reddito

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Mainelli tossicodipendenti esercito gratuito: in Italia la droga si può liberamente consumare, ma non si può vendere. I capi, quelli veri, non fanno uso di sostanze stupefacenti, sono sì criminali, e della peggiore specie

Mainelli tossicodipendenti esercito gratuito. Sul famosissimo social network, un pensiero condiviso da molti. Secondo l’avvocato, se un Procuratore Generale dice che si sta combattendo una guerra contro la droga dice una cosa giuridicamente inesatta.  “Infatti – scrive Mainelli – i magistrati non possono “combattere” contro qualcosa il cui uso è PIENAMENTE LEGITTIMO in questo Stato. In realtà la loro attività è rivolta verso le persone che le sostanze stupefacenti le vendono o, comunque, le cedono a terzi”.  “Ma anche in questo caso bisogna che i cittadini riflettano su una questione non di poco conto – continua poi l’avvocato – gli spacciatori vendono o cedono sostanze di LIBERO USO in Italia, e sono, praticamente TUTTI tossicodipendenti”.

Mainelli tossicodipendenti esercito gratuito: droga principale fonte di reddito

“Sono – continua l’avvocato Mainelli su Facebook – l’esercito gratuito con il quale la malavita piazza sul mercato quella che è la loro principale fonte di reddito, e cioé la droga”. Per l’avvocato, i capi, quelli veri, non fanno uso di sostanze stupefacenti, sono sì criminali, e della peggiore specie, ma mantengono sempre la mente lucida, e hanno, inoltre, la fortuna di delinquere in uno Stato che ha creato le migliori condizioni per far transitare nelle loro casse qualcosa come 15,3 miliardi di euro ogni anno.

Si al consumo, no alla vendita

“Ogni anno – prosegue Mainelli –  grazie allo spaccio, nelle casse della malavita organizzata transitano circa 45/50 miliardi di euro. Questo è possibile in quanto in Italia la droga SI PUO’ LIBERAMENTE CONSUMARE MA NON SI PUO’ VENDERE. I tossicodipendenti aumentano ogni anno, quelli economicamente autonomi ricorrono a quelli senza reddito per fare rifornimento, e NON RISCHIANO NIENTE perché degli stupefacenti ne fanno un uso personale”.

L’esercito dei tossicodipendenti venditori – aggiunge l’avvocato Alfonso Mainelli – che pure aumenta ogni anno al pari della povertà, accetta il rischio del carcere per superare le crisi di astinenza, che sono violente e possono diventare anche fatali. Serve a qualcosa dire: chi ve lo ha fatto fare a diventare tossici? No, non serve a niente, e prima o poi li prendono ed appaiono i titoli sui giornali: sgominato… distrutto… annientato… il traffico di droga a…. ma tempo 24 ore e tutto ricomincia daccapo, i capi, però, non li vedrete mai, né in galera né sulla strada a vendere. Perché se tu Stato autorizzi l’uso della droga qualcuno la deve pur vendere, necessariamente, perché la dipendenza da sostanze oggi è velocissima a manifestarsi e di conseguenza si crea un mercato enorme che non si combatte con la sola repressione”.

Liberalizziamo o sosteniamo a reddito?

Il post si conclude con la presentazione di due possibili soluzioni. La prima soluzione adottabile, per Mainelli è quella di liberalizzare la vendita, e farsi carico dei tossicodipendenti senza reddito. In cambio di un percorso serio di disintossicazione, sottraendoli così alla malavita organizzata. “Proibisci – conclude Mainelli, esponendo un’altra possibile soluzione – anche l’uso delle sostanze stupefacenti, con le stesse condanne previste per gli spacciatori, così chi opera nel settore potrà dire di combattere, EFFETTIVAMENTE, la droga. Mantenere in carcere circa 20.000 spacciatori ci costa sui 3 milioni di euro al giorno. Aiutarli seriamente ad uscire dalla tossicodipendenza dandogli, nel frattempo, le sostanze di cui hanno bisogno, e farli nel contempo lavorare”. “Con paga sindacale – conclude l’avvocato Alfonso Mainelli- ci costa meno della metà, allora, detto questo, adesso vi viene qualche dubbio sul perché lo Stato NON PROIBISCE l’uso della droga, ma ne proibisce la vendita?”

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Ilaria Sabbatino

Studentessa di Informatica all'Università del Molise, 22 anni, maturità tecnico economica (ragioneria). Attualmente presto Servizio per l'Italia come volontaria del Servizio Civile Universale progetto Molise Noblesse e sono stagista per il Corso di Giornalismo della Scuola di Giornalismo UMDI. Amo gli animali, in particolare i cani, mi piace l'estate e il mare. Adoro la danza Classica, attività che ho svolto per nove anni.

2 thoughts on “Mainelli tossicodipendenti esercito gratuito. Liberalizziamo o sosteniamo reddito

  1. Interessante analisi. Mi stupisco del fatto che in Italia, terra di imitatori e “ fads sociali”
    l’uso della droga sia permesso (liberalizzato) ma non la vendita. In Canada si avveravano le stesse lacune e il giverno per toglierla dalle grinfie della malavita ha passato una legge che permette l’uso di marijuana per scopo medico e ricreativo e permesso negozi di distribuzione al pubblico maggiorenne. Un risultato oisitivi di questa legge è che gli spacciatori hanno perso controllo significativi del mercato della droga e il governo ci ha guadagnato tassando la vendita di stupefacenti ricreativi e a usare i fondi per la riabilitazione fisica e psicologica dei tossicodipendenti. Inoltre si è eliminato il ridicolo sistema di incarcerazione per coloro pescati con droga ad uso personale. Un passo avanti…meglio di star fermi!

    1. Gent.mo Tony,
      leggo con piacere il suo commento, che ci offre uno spaccato emblematico della politica sociale in Canada.In effetti non ci vogliono chissà quali soloni per capire che l’attuale sistema italiano ha un duplice obiettivo: colpire il tossicodipendente che ha necessità di procurarsi la propria dose, e alimentare le organizzazioni mafiose che sul commercio di droga fondano la propria economia altamente redditizia. L’avvocato Mainelli ha fatto una disamina interessante e impietosa, evidenziando la schizofrenia macroscopica del sistema repressivo, che foraggia la malavita. Giro la parola all’avvocato Mainelli se volesse intervenire ancora sulla questione. Forse è giunto il momento di affrontare la problematica con mente lucida e, soprattutto, tanto buonsenso!

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