Give Peace a Chance, tra chiacchiere alla chitarra, musica e un muro di desideri per Molise Noblesse a Bojano

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Evento conclusivo del ciclo Parole & Musica: una chiacchierata informale per Molise Noblesse, Give Peace a Chance è stata una conversazione amichevole sui temi di libertà, presa di coscienza, etica, diritti umani, diritti civili, diritti degli animali, controinformazione, massificazione, e impreziosita dalle parole e accordi delle canzoni che hanno fatto la storia, a trent’anni dalla caduta del muro

(UMDI UNMONDODITALIANI) Un inno di pace, voci all’unisono unite per un solo scopo, scatole cariche di parole e musica, a trent’anni dalla  caduta di quel mostro di cemento chiamato Muro di Berlino. La Sala Universitaria dello storico Palazzo Colagrosso di Bojano, il 26 novembre 2019, ha ospitato Give Peace a Chance, evento conclusivo del ciclo “Parole & Musica”: una chiacchierata informale per Molise Noblesse, aperta al contributo di tutti. Non è stato un concerto, un convegno; non è stata nemmeno una conferenza, convention o meeting, ma una conversazione amichevole sui temi di libertà, presa di coscienza, etica, diritti umani, diritti civili, diritti degli animali, controinformazione, massificazione, e impreziosita dalle parole e accordi delle canzoni che hanno fatto la storia! A  prestare la voce ai Beatles, ai Pink Floyd, a Bob Dylan e a Lucio Battisti, l’esecuzione unplugged a cura dell’avvocato chitarrista rock Alfonso Mainelli, accompagnato dal canto di Grazia De Gregorio e Kaory Ruggeri, volontarie del servizio civile. Luce soffusa, un caloroso cerchio  di persone, che contrastava l’atmosfera fredda di fine novembre, che si rifletteva timida fuori le finestre del Palazzo e la voce di John Lennon a dare il benvenuto ai ragazzi turchesini, ideatori dell’evento, e ospiti presenti; GIVE PEACE A CHANCE! era l’inno che riecheggiava in sala. Il brano del 1969, scritto dall’ex Beatles, è diventato uno dei “vestiti migliori” del movimento pacifista americano a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, quando gli USA perdevano uomini in Vietnam e tra le strade del paese a stelle e strisce si protestava contro la guerra e per i diritti umani. Quale titolo migliore, dunque, di DIAMO UNA POSSIBILITA’ ALLA PACE (traduzione di give peace a chance) per l’evento che ha riportato alla memoria anche il trentennale della caduta del muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre del 1989. Nulla di casuale, nemmeno le scatole poste al centro del cerchio, pensate come se fossero un muro di idee, parole.

 

INTERVENTI MUSICALI

 

 

Particolarità dell’evento Give Peace a Chance, sono stati i piccoli stacchi musicali. Grazia De Gregorio ha prestato la sua voce alle canzoni Another Brick in The Wall dei Pink Floyd, e Imagine di John Lennon; Kaory Ruggeri ha eseguito Let It Be dei Beatles,  Knocking On Heaven’s Door di Bob Dylan e Il Mio Canto Libero di Lucio Battisti. Gli iconici brani sono stati eseguiti in acustico dall’avvocato dall’anima rock, Alfonso Mainelli.

SCATOLE, MURI…

“All in all it’s just another brick in the wall…” Un evento impregnato fino all’ultimo di musica. C’era da aspettarselo che tutto venisse curato nei dettagli, persino delle semplici scatole di cartone, che sono diventate un muro da “abbattere”. Un muro con su scritte le parole di artisti famosi e canzoni, che ogni partecipante ha fatto  cadere giù, pietra dopo pietra, leggendo la frase, e iniziando così il dibattito. “Possiamo essere eroi anche solo per un giorno”; “La libertà spaventa perché così siamo liberi di sbagliare. E l’uomo ha paura di sbagliare”; “Ci vuole coraggio per essere liberi”; “Immagino la gente che vive in pace”, sono solo alcune delle frasi riportate sulle scatole, nel ricordo di artisti come John Lennon, David Bowie, Martin Luther King, o Bob Marley, in nome della pace e della libertà umana.

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