Che giorno è oggi? Il 13esimo di quarantena da coronavirus

Attualità

La mia vita la vivo ad un quarto di pizza alla volta! I tempi scanditi dalla video conferenza Skype per la formazione con i ragazzi del servizio civile, il cibo, le passeggiate tra soggiorno e camera, con mia madre si diverte a ribaltare tutta casa. Dovete sapere che mia madre sta vivendo male questa quarantena, non tanto per il fatto di restare a casa ma perché non sa fare la spesa per una settimana e di conseguenza non sa programmare i pranzi e le cene, così la cucina diventa un campo di battaglia. L’altro giorno per disperazione mio fratello voleva portare giù il gatto: ora è nascosto da qualche parte in casa! Questa quarantena mi ha fatto capire che il mio fidanzato ci tiene davvero a me

(UMDI – UNMONDODITALIANI) Che giorno è oggi? Non lo ricordavo, quindi ho acceso il telefono e ho visto che è il 23 Marzo 2020, ma per me è anche il 13esimo giorno di quarantena. Sinceramente neanche questo ricordavo quindi sono andata su Instagram (luogo pieno di persone intente a preparare pietanze, a mangiare e a fare i flash mob) perché lì tutti portano il conto dei giorni come i detenuti portano il conto sui muri. Ma giustamente le persone come me chiuse in casa cosa dovrebbero fare oltre a questo? Io, per esempio, passo le mie giornate mangiando per noia, la mia vita la vivo ad un quarto di pizza alla volta e so per certo che questa quarantena resterà tutta sui fianchi. Volete sapere come trascorro le mie giornate? No, non me l’ha chiesto nessuno ma ve lo racconterò comunque. Mi alzo tra le urla di mia madre che rimprovera mio fratello di non seguire le lezioni online, mentre mia sorella mi salta sul letto con quel maledetto cane! A volte penso: mah, una quarantena in ospedale non mi dispiacerebbe…Mi alzo, prendo il telefono e ricordo all’improvviso: la video conferenza Skype per la formazione con i ragazzi del servizio civile! E allora, mentre faccio colazione, entro sul gruppo e faccio partire la chiamata rendendomi subito conto di non essere l’unica mezza addormentata. La cosa mi rassicura e continuo a mangiare con Vittorio che chiede di vedere la frangetta tagliata di Mina e Danilo che fuma la sigaretta dopo il caffè. Leggendo fin qui penserete: ma che razza di formazione è questa? Tranquilli, non pensate male, noi lavoriamo, ma ci serve del tempo per carburare!

LE VIDEO CONFERENZE DI MINA CAPPUSSI E MAMMA CHE RIBALTA TUTTA CASA

Le video conferenze formative non ci sono tutti i giorni perché abbiamo anche l’attività di ricerca relativa ai servizi socio-sanitari presenti sul territorio e l’attività di solidarietà alla comunità che consiste in un filo diretto, via telefono, con gli anziani che vivono da soli in casa, per farli sentire meno soli, per ascoltarli, per sentire come stanno ed eventualmente segnalare le criticità ai servizi locali. Nelle mattinate in cui sono relativamente “libera” dall’orario rigido del videocallmia madre si diverte a ribaltare tutta casa perché “questa casa fa schifo!”. Fortunatamente non usa più la scusa del “non sia mai viene qualcuno” per farmi mettere in ordine con ansie e preoccupazioni. Finita la videochiamata, è mezzogiorno passato, anzi quasi ora di pranzo e a casa mia si scatena il delirio. Perché? Ve lo spiego subito.

IL DELIRIO DELL’ORA DI PRANZO

Dovete sapere che mia madre sta vivendo male questa quarantena, non tanto per il fatto di restare a casa ma perché non sa fare la spesa per una settimana e di conseguenza non sa programmare i pranzi e le cene per una settimana! La cucina diventa un campo di battaglia, con pentole ovunque che la sottoscritta dovrà infine lavare e sistemare.

IL CANE A PASSEGGIO, IL GATTO NOIl pomeriggio, tra uno spuntino e l’altro e il collegamento via skype per chiarimenti e approfondimenti, faccio una camminata in soggiorno e in corridoio; la sera è il mio turno di portare giù il cane, povero, che con la mia sono 15 volte che scende. L’altro giorno per disperazione mio fratello voleva portare giù anche il gatto, ora è nascosto da qualche parte in casa, da allora non si fida più di noi, e non lo biasimo. La sera, essendo buio, ho paura e il mio cane è più un coniglio che altro, quindi prendo il telefono e inizio a chiamare il mio fidanzato fin quando, esasperato, risponde con un “e stavo mangiando, un attimo!”.

L’AMORE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Questa quarantena mi ha fatto capire che il mio fidanzato ci tiene davvero a me, soprattutto perché mi vede ogni giorno conciata peggio: occhiaie e borse fin sotto i piedi, pigiama ad oltranza, capelli che chiedono pietà. Più tardi apro Netflix che, se potesse parlare, mi direbbe con tono disperato “ti prego finiscila di sfogliarmi, non ho nient’altro da farti vedere!” Così per la sesta volta vedo il solito film strappalacrime e mi metto a dormire. E la mattina si ricomincia, tutto da capo!

LA SALUTE PIU’ IMPORTANTE DI UN APERITIVO

Queste sono le mie giornate in quarantena, non sono il massimo, ma per ora è tutto quello che si può fare, anche perché la mia salute e quella dei miei familiari è più importante di un aperitivo, di una passeggiata per i centri commerciali e di una corsetta per il centro città. E con questo concludo. C’è un pezzo di pastiera mi chiama.

*Alice Caruso, operatore volontario di Servizio Civile Universale, progetto Smeraldo di Agenzia Agorà

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