Boom di pensionamenti nelle scuole. Fuga o ricambio generazionale?

Scuola/Università/Sanità

“Stress in costante aumento”. Fuga degli insegnanti. 25 mila le domande di pensionamento. Invecchiamento della categoria, eccessivo carico di lavoro e incertezza legata a ulteriori riforme, tra le cause principali.

(UMDI-UNMONDODITALIANI) – Aumento di pensionamenti nella scuola: più 26 per cento in appena 12 mesi. Chi può lascia volentieri il posto ai più giovani temendo ulteriori inasprimenti dei limiti per abbandonare la cattedra. I dati dei pensionamenti che decorreranno dal prossimo primo settembre sono stati resi noti qualche giorno fa dal ministero dell’Istruzione. Per presentare l’istanza c’era tempo fino al 20 dicembre. Maestri e prof hanno presentato oltre 25mila domande di uscita, mentre quelle del personale Ata sfiorano le 8mila. L’incremento più evidente si registra fra i docenti della scuola secondaria superiore: più 32 per cento di uscite rispetto al 2017. A seguire, la scuola primaria che, con oltre 7mila pensionamenti richiesti. Per presentare la richiesta quest’anno occorrevano quasi 43 anni di contribuzione e 66 anni e 7 mesi di età. Gli aspetti che hanno influito su questi dati sono sicuramente l’invecchiamento della categoria, l’eccessivo carico di lavoro e di stress che si è costretti a sopportare e più di tutte l’incertezza legata a ulteriori modifiche e riforme. Secondo i sindacati, però non si tratta di fuga ma di un ricambio dettato dall’età anagrafica che cresce. “Un’uscita sospirata da molti anni per una generazione di docenti bloccati dalle riforme pensionistiche – commenta Lena Gissi, leader della Cisl scuola -. La scuola è sempre più complessa e non si possono reggere i ritmi fisici e le pressioni burocratiche. Dobbiamo riflettere, nel prossimo contratto, per individuare misure che aiutino coloro che hanno buone capacità intellettuali, ma che non sono in grado di rimanere in classe. Il tavolo negoziale sarà utile anche per questo”.

 

Visioni contrastanti

Vittorio Lodolo D’Oria, medico e studioso storico del fenomeno del burnout degli insegnanti, propende per un’altra lettura di questi dati. La politica allontana i docenti, categoria particolarmente esposta al burnout, dal pensionamento. Chi può lascia volentieri la scuola a causa dello stress psicofisico in costante aumento. Afferma infine che: “In appena un anno, dal 2016 al 2017, i suicidi degli insegnanti sono quasi quadruplicati: 6 nel 2016 e 22 nel 2017. Ovviamente si tratta di dati grezzi da approfondire, ma nel nostro paese si fa finta che il problema non esista. All’estero è diverso”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *