di Libera Mente –
L’innominato non si è fatto trovare. E sì che lo chiamavano col megafono per intervistarlo, per una foto, per rappresentare il Giro d’Italia a Bojano, capitale dei Sanniti Pentri. In Molise, 6^ tappa della 99^ edizione della corsa rosa 2016. I bambini di 14 anni fa, oggi adulti, rapiti dalle stesse emozioni. Trionfo dello sport: grande assente Silvestri
(UMDI-UNMONDODITALIANI) Giro d’Italia 2016 a Bojano: biciclette, pedalate, auto e moto della Polizia, gadget, sorrisi, selfie e un grande assente: il sindaco, Antonio Silvestri, l’innominato, chiamato a gran voce con il megafono, mancante, come al solito. Sindaco ancora per poco, Silvestri, a dire la verità, perché tra 20 giorni si andrà alle urne per scegliere il successore dell’innominato. E magari si sceglierà un amministratore più presente, uno che quando passa il Giro d’Italia si senta orgoglioso di
essere italiano e primo cittadino! Sono passati 14 anni dall’ultima volta che la carovana rosa ha percorso le strade della capitale pentra.
Era il 23 maggio 2002, 85^ edizione della gara ciclistica, quando fu allestito il traguardo su corso dei Pentri. I bambini di allora, che all’epoca esposero uno striscione per salutare gli amici della scuola con cui erano gemellati, ora sono adulti e, nonostante gli anni passati, continuano ad avere sguardi trasognati per quel che stanno per vivere. La giornata non sembra essere delle migliori, causa la presenza di nuvoloni grigi, che annunciano una pioggia imminente, ma la gente non si scoraggia e comincia a riversarsi sulle strade ore prima dell’evento. La tensione è palpabile, l’atmosfera carica di elettricità ed emozione e sono tutti in
trepida attesa, ma non manca molto all’arrivo dei primi mezzi, infatti in lontananza si sente il rombo dei motori e in un attimo Piazza Roma viene invasa dalla musica e dagli svariati colori delle automobili che precedono la corsa.
Le persone si precipitano ai vari camioncini che distribuiscono gadget gratuiti, e per i bojanesi tutto prende vita, come quando arrivano le feste di agosto: i bambini corrono, giocando con i palloncini, i fischietti e le bandierine, mentre gli adulti e i
ragazzi più grandi cercano di conquistarsi cappelli, mini lattine di birra e tutto ciò che viene dispensato generosamente. Il tempo scorre e, per ingannare l’attesa, tanti cominciano ad informarsi su dove si trovino i ciclisti e quanti chilometri li separino ancora dall’arrivo. Improvvisamente, comincia una specie di conto alla rovescia e l’emozione cresce sempre di più, finché non si sente il rumore dell’elicottero con cui la corsa viene ripresa dall’alto, e in un attimo giungono i corridori, che sfrecciano sul percorso designato, facendo andare la folla in visibilio.
Un applauso all’unisono riempie lo spazio circostante e i più temerari urlano e soffiano nei fischietti, imponendo ancora di più la propria presenza, cercando di trasmettere incoraggiamento ai pedalatori. L’entusiasmo sprigionato per questo evento è la prova che al mondo ci sono cose che non smetteranno mai di emozionare ed unire le persone, anche a distanza di anni.
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12 / 05 / 2016
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