Benzina meno cara nella seconda regione più piccola d'Italia, grazie ad una legge regionale approvata in chiusura di questo anno particolare per adempiere alle prescrizioni della Unione Europea e alle pronunce della giustizia tributaria nazionale. 0,026 euro di risparmio per ogni litro di carburante presso qualsiasi distributore Assopetroli aveva chiesto a Campania, Liguria e Molise di sospendere il pagamento dell’IRBA

Benzina meno cara dal 1° gennaio 2021 in Molise. L’Irba illegittima, Italia sanzionata da Ue

Attualità Notizie Locali

Benzina meno cara nella seconda regione più piccola d’Italia, grazie ad una legge regionale approvata in chiusura di questo anno particolare per adempiere alle prescrizioni della Unione Europea e  alle pronunce della giustizia tributaria nazionale. 0,026 euro di risparmio per ogni litro di carburante presso qualsiasi distributore Assopetroli aveva chiesto a Campania, Liguria e Molise di sospendere il pagamento dell’IRBA

Benzina meno cara in Molise! Notizie che non siamo più abituati a dare, nel farraginoso meccanismo di crescita dei prezzi e degli aumenti generalizzati che si concentrano proprio alla fine dell’anno. Questa, invece, è una buona notizia per le “tasche” dei molisani, che arrivano dopo i piemontesi, i marchigiani e i laziali, le cui regioni hanno abolito prima il balzello, considerato illegittimo dalla Commissione Europea. Con la Legge regionale di assestamento 2020, la Regione Molise ha abrogato l’Imposta regionale sulla benzina per autotrazione, la cosiddetta Irba,  introdotta dalla Legge regionale del 31/12/2004 n. 38.

Risparmio di 0,026 euro a litro

La legge che aveva aumentato il costo del carburante era stata approvato nel corso del mandato di Michele Iorio, mentre presidente del Consiglio era Angiolina Fusco Perrella. Ma questo non significa che Toma sia il salvator mundi: all’epoca diverse regioni si erano avvalse della possibilità, poi la tassa è stata considerata illegittima, tanto che sia l’Unione Europea che Assopetroli ne avevano chiesto l’eliminazione. Sulla base di tale abrogazione, dal prossimo primo  gennaio 2021, l’Irba non sarà più dovuta dai contribuenti all’atto del rifornimento di benzina presso un qualsiasi distributore di carburante situato in Molise.  Ciò comporterà un minor aggravio tributario sugli utenti, pari ad euro 0,026 per ogni litro di benzina erogato dai distributori di carburante distribuiti sul territorio regionale. I titolari dei distributori dovranno procedere all’adeguamento del nuovo prezzo.

 

Irba, cos’è

L’Imposta Regionale Benzina Autotrazione (IRBA) è una tassa sconosciuta ai più, che riguarda le Regioni a statuto ordinario, introdotta nel 1990, entrata effettivamente in vigore soltanto nel 2012, è applicata sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, ivi compresi quelli destinati ad uso privato. La misura dell’IRBA è determinata in euro 0,0258 per litro di benzina (2,58 centesimi ogni 100 litri di carburante) ed era in vigore solo in 7 Regioni (Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Liguria, Marche).. Il decreto legislativo 398 del 1990 stabilisce che “le Regioni a statuto ordinario hanno facoltà di istituire con proprie leggi un’imposta regionale sulla benzina per autotrazione”. Successivamente, sono stati modificati i poteri delle Regioni a seguito della riforma del titolo V della Costituzione o della legge Calderoli del 2009. Perfino il governo Monti nel 2012 fece ricorso contro la legge regionale del Lazio che sanciva regole in materia di IRBA. Venne chiesto allora di “dichiarare costituzionalmente illegittimi e conseguentemente annullare” articoli specifici della legge, quella stessa legge che Bruxelles oggi ha abolito completamente.

Abolita in tutte le regioni

L’imposta è stata abolita nelle Marche, in Piemonte, nel Lazio. Solo Campania, Liguria e Molise risultavano inadempienti avendo, Assopetroli, chiesto proprio la sospensione del pagamento dell’IRBA. Dal 1 gennaio 2021 il Molise abolirà la tassa illegittima.

Benzina meno cara, dal 2021 senza Irba

A più di due anni dall’avvio della procedura di infrazione, l’Italia si appresta a sopprimere le addizionali regionali sulla benzina autotrazione. Nel luglio del 2018 la Commissione europea contestò all’Italia che la tassa regionale non aveva finalità specifiche, ma unicamente di bilancio, contravvenendo così alle norme Ue in materia

IRBA illegittima

Da tempo era stata posta la questione sull’illegittimità dell’imposta, iniziata addirittura con una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia appunto sull’illegittimità delle addizionali.

La Commissione europea inviava in tal senso una lettera di costituzione in mora all’Italia chiedendo l’abolizione dell’IRBA e sottolineando che l’incidenza dell’imposta è di circa 2 centesimi per litro di benzina, rispetto a 72 centesimi di accisa percepiti sulla base della legislazione armonizzata Ue. Nella nota si precisa inoltre che l’IRBA non ha finalità specifiche ma unicamente di bilancio, contravvenendo quindi alle norme Ue (articolo 1, paragrafo 2, della direttiva sul regime generale delle accise 2008/118/CE). Se l’Italia non avesse attivato entro due mesi, la Commissione dichiarava che avrebbe inviato un parere motivato alle autorità italiane.

Il parere della Commissione UE

Tale parere sottolineava che, in applicazione del diritto dell’Ue (direttiva 2008/118), gli Stati membri possono imporre altre imposte indirette oltre alle accise solo se sono rispettate due condizioni: che l’imposta sia riscossa per scopi specifici e che sia conforme alle norme Ue applicabili per l’accisa o l’Iva. Secondo la Commissione, l’Irba non soddisfa alcuno dei due requisiti. È di tutta evidenza che tale assunto comunitario, richiamato integralmente dalla giurisprudenza nazionale, rendono legittimi i presupposti non solo per impugnare ogni pretesa del tributo, ritenuto illegittimo, ma di poter agire per il recupero degli importi pregressi versati, articolando adeguatamente e tempestivamente tale richiesta.

 

Benzina meno cara, lo chiede anche la Giustizia Tributaria

Nel merito si è pronunciata anche la giustizia tributaria nazionale. La Commissione Tributaria Regionale per il Piemonte sezione Collegio n°6, dopo aver analizzato la natura del tributo stesso, dichiara illegittima l’imposta in questione considerando che “…, la natura, la gestione condivisa tra Regioni beneficiarie del gettito ed Agenzia delle Dogane portano a ritenere l’imposta ‘un’accisa sulla benzina’.

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI