Viaggio sul Matese Letteratura di montagna, recentemente pubblicato in un libro del professore Francesco Tavone in vendita online dalle piattaforme specializzate. Il volume inaugura la collana editoriale di saggistica varia da lui ideata “Gli undecumanini”, nome che rimanda alla colonia romana Bovianum Undecumanorum. La collana ha come logo l’immagine di una giovane donna romana, tradizionalmente chiamata Fausta, impressa nella stele funeraria di probabile epoca augustea situata nel giardino pubblico posto nel retro del palazzo municipale di Bojano
Viaggio sul Matese Letteratura di montagna, un saggio interessante, approfondito, innovativo, con cui il prof. Francesco Tavone (studioso e autore di numerosi saggi storici) affronta un tema a lungo trascurato dalla letteratura italiana: il rapporto tra letterati e paesaggio montano, con l’obiettivo specifico di far conoscere il contributo dato al nuovo genere letterario dallo studioso molisano Chiovitti con il suo “viaggio” sul massiccio del Matese, importante gruppo montuoso dell’Appennino centro-meridionale tra il Molise e la Campania.
Viaggio sul Matese Letteratura di montagna uno sguardo fuori dall’Italia
L’esposizione inizia con uno sguardo fuori dall’Italia citando gli studi compiuti nella Svizzera umanistica per la diffusione di un innovativo approccio con i rilievi montani e ponendo l’attenzione su Brevort Coolidge, Burnet, Scheuchzer, Haller, Kant, De Saussure, Rousseau ed Hegel.
A essere rammentato è anche Volta per il suo viaggio nella Svizzera italiana. Il lavoro prosegue con una panoramica sulla letteratura di montagna in Italia dal Medioevo agli inizi del Novecento: dalle prime testimonianze rintracciabili in Dante e Cino da Pistoia, per proseguire soffermandosi a parlare della presenza dei rilievi montuosi in Petrarca, Boccaccio, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, D’Annunzio, Pascoli, Fogazzaro e Serao.
Ricordati sono pure Verga e Stoppani. La sezione si chiude con la citazione di autori della seconda metà del secolo scorso, oppure a cavallo tra Novecento e Duemila, come Gadda, Buzzati, Campana, Rigoni Stern, la poetessa Antonia Pozzi, Cognetti e Corona. Nella seconda parte dell’opera Tavone traccia un profilo biografico di Bonifacio Chiovitti e illustra lo scritto chiovittiano “Il Matese”, pubblicato nel 1838 e riproposto nel 1857 con il titolo “Il Matese. Impressioni e rimembranze”.
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