Pace, inclusione e transizione verde, le chiavi del Salone della CSR per andare oltre

Ambiente

(Adnkronos) – Cala il sipario sulla 14esima edizione del Salone della CSR e dell'innovazione sociale. Tre giorni di confronti e dibattiti dedicati alle sfide della sostenibilità che hanno registrato 6.500 presenze negli spazi dell'Università Bocconi di Milano. L'evento sul fil rouge 'Andare oltre' ha visto la presenza di 254 aziende e organizzazioni, 546 relatori che hanno preso parte a 120 eventi. Non solo numeri, ma una circolarità di idee e riflessioni che soddisfa i promotori. "Sono stati trattati ampiamente gli aspetti legati al sociale e quelli legati ai temi ambientali", sottolinea all'Adnkronos Rossella Sobrero, fondatrice di Koinètica e promotrice del Salone della Csr, facendo un bilancio della kermesse. "In più occasioni c'è stata la capacità di raccontare esperienze positive. Il Salone non vuole essere ottimista a tutti i costi, ma mette in mostra soluzioni che esistono. Basta conoscerle e far crescere nelle persone la voglia di portare un contributo nell'innovazione", aggiunge. "In questi tre giorni sono venuti fuori temi importanti. Si è parlato tanto di inclusione, non solo di Diversity & Inclusion (D&I), quindi attenzione alla parità, ma anche di rispetto delle opinioni diverse. Nelle aziende l'approccio dovrebbe essere quello di ascoltare non solo tutti gli stakeholder, ma anche i propri dipendenti. Altro tema al centro dei confronti: la transizione energetica, tra difficoltà e opportunità. C'è anche un 'non andare oltre', ovvero non andare oltre i limiti, che purtroppo rispetto agli ecosistemi stiamo già superando. Occorre, quindi, trovare un equilibrio per aiutare una transizione che fa ancora fatica a svilupparsi", afferma Sobrero. Poi sul cambiamento climatico puntualizza: "Non viene più negato, ma si fa poco: le soluzioni non vanno trovate, ci sono. Bisogna solo sostenerle con convinzione". "Ho insistito per inserire una conversazione sul tema della pace, perché le aziende dovrebbero contribuire a creare una cultura di pace", prosegue Sobrero, tra le principali esperte italiane di responsabilità sociale d'impresa. "La pace non è una questione riservata alle grandi istituzioni, la microeconomia è fatta dalle imprese. Una persona passa metà della sua vita a lavorare in un'azienda e se respira una cultura di pace, con una riduzione dei conflitti e il dialogo diventa anche un portatore di valori positivi nella famiglia e all'esterno". Secondo la promotrice a caratterizzare l'edizione 2026 del Salone è stato comunque l'ascolto delle persone, "l'abbiamo fatto anche attraverso l'iniziativa Vox Pop IA" che ha dato voce ai visitatori attraverso brevi video e parole chiave sui temi della sostenibilità. 
—[email protected] (Web Info)

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

Lascia un commento