“Ho tradito mia moglie” sull’omicidio ricina a Pietracatella Gianni Di Vita confessa ai Pm

“Ho tradito mia moglie” sull’omicidio ricina a Pietracatella Gianni Di Vita confessa ai Pm

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“Ho tradito mia moglie” sull’omicidio ricina a Pietracatella Gianni Di Vita confessa durante l’ennesimo incontro in Questura. Un nuovo tassello nelle indagini sulle donne morte avvelenate dalla ricina in Molise. Gianni Di Vita. Padre e marito delle due vittime avrebbe confessato di aver tradito la moglie Antonella Di Ielsi. L’ex sindaco di Pietracatella, inoltre, nel corso dello stesso interrogatorio avrebbe comunicato agli inquirenti anche il nome dell’amante.

Il verbale di sommarie informazioni testimoniali (Sit) che vede protagonista Gianni Di Vita, del resto, non fa che confermare ciò che era noto, anche se ufficioso. Nella famiglia Di Vita non era tutto rose e viole come si era voluto far credere all’inizio, con la gente che faceva a gara con giornali e tv per raccontare che la famiglia del mulinobianco viveva proprio in quel fazzoletto di terra selvaggia che è il Molise.

Nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e Sara Di Vita (15 anni), rispettivamente moglie e figlia di Gianni, non ci sono ancora indagati ufficiali, ma il caso della ricina di Pietracatella potrebbe portare a breve ad un colpo di scena.

La Procura di Campobasso è in attesa del rapporto dell’Fbi sui messaggi apparsi su Reddit risalenti al periodo compreso tra giugno 2025 e gennaio 2026. Un anonimo chiedeva notizie su come realizzare il delitto con la ricina e le modalità illustrate risultano molto simili a quello avvenuto a Pietracatella e dagli indirizzi Ip utilizzati potrebbero arrivare elementi interessanti.

Gianni Di Vita, come ricostruito da Il Corriere della Sera, nel puntuale articolo di Alessandro Fulloni, ha ammesso di aver tradito la moglie. L’ex sindaco di Pietracatella, incalzato dagli inquirenti che già conoscevano il nome, e che evidentemente sanno fare il loro mestiere, avrebbe anche confermato l’identità dell’amante.

La notizia della crisi coniugale della coppia è precipitata su Pietracatella come l’uragano che giunge in piena notte e ti sveglia da un brutto sogno. Il sogno della famiglia felice vaticinata dalle testate della prima ora.

Un paese concorde nel tratteggiare figure integerrime e una coppia innamorata come il primo giorno. Che la coppia fosse in crisi, invece, gli inquirenti lo sapevano già, dato che Antonella lo aveva confidato a qualcuno. In un messaggio whatsapp del 2018, quindi risalente a ben 7 anni addietro, e che la Mobile ha trovato nel suo cellulare, la donna chiedeva a un’amica: «Aiutami a trovare un avvocato divorzista».

Convocata in Questura, sulle prime quest’amica si era allineata alle voci di paese circa la famiglia del mulino bianco. Giammai parlare male dell’ex sindaco e della sua famiglia. E così l’amica di Antonella, ben sapendo di ostacolare le indagini e depistarle, non aveva confermato la circostanza, negando qualsiasi dissidio familiare tra Antonella e Gianni. Ha dovuto fare passo indietro dopo essere stata indagata per favoreggiamento. Segno che gli inquirenti, in Molise, fanno sul serio. Anche il padre della vittima, Salvatore Di Ielsi, aveva confermato le voci di un tradimento di Di Vita, sostenendo comunque di non ritenere il genero responsabile dell’accaduto.

Inoltre, particolare non di poco conto,il marito dell’amante di Di Vita avrebbe incontrato Antonella, scambiando anche dei messaggi con lei, proprio lo scorso 22 dicembre, ovvero il giorno prima dell’avvelenamento, il 23 dicembre 2025. La Squadra Mobile di Campobasso sta lavorando, tra l’altro, anche su questa pista.  L’incontro tra le due vittime di tradimento, Antonella Di Ielsi e il marito dell’amante di Gianni Di Vita.

Inoltre c’è da mettere in conto il furto di ben 7 computer avvenuto, a marzo, nel liceo di Casacalenda, dove lavora la cugina di Gianni Di Vita, che è stata ascoltata più volte dagli inquirenti. Furto avvenuto proprio nei giorni in cui da Pavia arrivava l’esito degli esami di laboratorio sull’utilizzo della ricina per avvelenare madre e figlia.

E infine l’incendio doloso che lo scorso giugno ha distrutto una scuola elementare nei pressi del liceo.

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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