Giochi proibiti a Bojano. Addio a corse, passeggini in piazza

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Dite Addio a passeggini, palloni, biciclette e monopattini, cari bambine e bambini. A Bojano un’ordinanza vieta ai piccoli  di giocare. Multe per i genitori dei piccoli disobbedienti.

( UMDI – UNMONDODITALIANI) Niente più partite di pallone, corse in bicicletta, passeggiate con il monopattino e salti atletici con lo skate. “E un pericolo per le macchine”, sostengono in molti “alcune delle quali sono state accidentalmente ammaccate, i bambini devono giocare al parco giochi!” Beh, quello di Parco Collodi con le sue altalene e i suoi scivoli rotti non sembra un parco divertimento molto accogliente, anzi, diciamo che è frequentato più da adolescenti e adulti, a causa del  bar lì situato. Lì non c’è posto per i più piccoli e così madri e padri con i rispettivi pargoli si sono trasferiti nelle piazze e da qui sono nate proteste a causa di macchine e motorini ammaccati. Qualche cittadino si ribella “I bambini devono giocare altrove”: ma anche voi potete parcheggiare altrove!

 

Nasce così un’ordinanza fortemente riprovata da Sinistra Ecologica Libertà Bojano, emessa Giovedi 5 luglio 2012 alle ore 9.37, che a Bojano vieta ai piccoli pallone e bici nei luoghi pubblici. “Che Bojano non fosse una città propriamente a misura di bambini – scrivono i giovani di Sel – ce ne eravamo già accorti da un pezzo. Che questa amministrazione fosse poco accorta e sensibile nei confronti dei più piccoli e delle loro esigenze (basti vedere la baraccopoli dove li tengono da otto anni e che si ostinano a chiamare  scuola primaria) pure era un dato di fatto oramai accertato.

 

Ma che questa amministrazione, e questo sindaco, con un’assurda ordinanza a firma del responsabile del settore V, proibissero ai piccoli di giocare a palla o con le bici nei pochissimi spazi di aggregazione pubblica destinati anche loro, suona addirittura ridicolo e induce all’indignazione. La paradossale vicenda che in questi giorni infiamma i discorsi dei genitori, ha in sé tutti contorni del tragico e del comico allo stesso tempo.

Del tragico in quanto il divieto di giocare a palla o con le bici, con i monopattini, i pattini e tutti gli “acceleratori di velocità” imposto nelle aree pubbliche di Piazza Roma, Piazza della Vittoria e Parco Collodi (qui in realtà è vietata solo la palla), da sempre destinate anche ai giochi all’aperto dei bambini, rischia di trasformarsi in pesanti multe per i genitori di quei piccoli disobbedienti che oseranno, udite udite, dare due calci ad un pallone o fare un giro in bici, sullo  skateboard o sui pattini nelle poche aree di aggregazione di Bojano.

Ma il fatto ha anche del comico, anche se c’è veramente poco da ridere, dato che in città non esistono altri spazi dedicati alle famiglie, ai bambini e ai loro giochi all’aperto.

L’ordinanza, di fatto, impedisce ad intere famiglie di uscire liberamente in piazza con i propri figli. Infatti, chi ha bambini sa che è impossibile andare in piazza senza portare i giochi che i piccoli più amano.

 

Ciò significa che molto presto, oltre ad una città in coma dal punto di vista economico, avremo anche una piazza vuota, con tutte le ripercussioni sulle piccole attività che vivono di quel flusso fatto di bambini e genitori che comprano gelati, piccoli giocattoli, bici, accessori di ogni genere e tutto il necessario per quando si è fuori. Al contrario di quello che pensano questo Sindaco e questa Amministrazione, noi riteniamo che per rendere vivibile una città bisogna  cominciare dai più piccoli, dai futuri cittadini, dai bambini. E partiamo da questa constatazione: se le condizioni di vita in città sono buone per i piccoli sono buone per tutti, a prescindere dall’età. Il denaro speso per migliorare la qualità di vita di bambini e ragazzi (e quindi delle loro famiglie) è un investimento sicuro per l’intera collettività.

La questione infanzia va messa dunque con urgenza al centro dell’attenzione  dell’amministrazione comunale, perché riguarda la scuola e l’educazione in primis, ma anche l’aria, il traffico, il verde, l’assistenza, lo sport, il tempo libero. Per questo, chiediamo a chi di competenza di ritirare il ridicolo provvedimento e all’amministrazione di adoperarsi per la realizzazione in città di spazi adatti alla vita all’aperto e ai giochi dei più piccoli. E per vedere come si fa, non bisogna andare neanche  tanto lontano. Basta dare uno sguardo ai paesini del circondario. Tutti, ad eccezione di Bojano, sono dotati di aree verdi attrezzate che,oltretutto, richiamano bambini e genitori anche da Bojano.

Infine al sindaco, in quanto primus inter pares, diciamo che al posto di sognare  ad occhi aperti, fantasticando realtà che non esistono, si scuotesse dal torpore e ascoltasse di più la voce dei suoi concittadini. E qualche volta, per rendersi conto di quello che gli accade intorno, portasse anche lui in piazza i suoi figli. Magari a giocare!”

 

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