Corazza (Apiafco): “Associazioni ai tavoli dove si prendono decisioni su cure”

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(Adnkronos) – “I pazienti vanno prima di tutto informati e istruiti: è necessario elevare la qualità del confronto affinché si ristabilisca tra paziente e medico quel rapporto di fiducia che oggi è andato in parte scemando. In ogni ambito patologico soffriamo pesantemente la carenza di medici e infermieri, con liste d’attesa che diventano lunghissime, specialmente in ambito dermatologico”. Così Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), intervenendo oggi a Roma all’evento ‘Innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione’, nel corso del quale è stato presentato il Consensus Paper sulla sanità partecipativa, frutto del lavoro congiunto di Altems e Ucb.  “Il paziente non deve essere solo ‘al centro’ delle scelte, ma di fianco a coloro che le assumono – afferma Corazza – Per raggiungere questo traguardo la strada è ancora lunga: nonostante l’emanazione di decreti e disegni di legge, bisogna ancora lavorare affinché i pazienti, o chi li rappresenta, possano sedere stabilmente ai tavoli dove si prendono decisioni estremamente importanti su terapie e cure”. Un passaggio critico dell’intervento ha riguardato l’accesso alle nuove terapie. “Per i farmaci innovativi – sottolinea la presidente Apiafco – lo stesso ministero è talvolta orientato a riservarli a patologie con pochi malati. Ma noi, che contiamo un milione e 400mila pazienti di cui 200mila in forma grave, cosa dobbiamo fare? C’è molto da fare, ma oggi le associazioni sono profondamente cambiate: non si limitano più soltanto ad accudire i pazienti, compito comunque nobile, ma hanno sviluppato una forte attività di advocacy. Le associazioni oggi sono composte da professionisti in grado di interloquire pariteticamente con le istituzioni”.  L’aspetto economico, purtroppo, non è secondario. “Mancano i soldi e si è costretti a prendere delle decisioni – sottolinea Cavazza – Nelle malattie dermatologiche che rappresento, non si muore: per questo i farmaci innovativi sono preferibilmente dedicati a patologie come quelle oncologiche. I pazienti con malattie dermatologiche sono tantissimi in Italia, e la qualità della vita è problematica. Bisognerebbe facilitare l’accesso alle cure, soprattutto quelle innovative, invece continuano a proporci farmaci vecchi che costano poco. Il dialogo non è facile – conclude – notiamo una certa sordità, come se ci fosse sempre qualcosa di più importante”. 
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Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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