Ex Ilva, scoppia la protesta: lavoratori occupano l’aeroporto di Genova

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(Adnkronos) – I lavoratori ex Ilva di Genova hanno occupato l'aeroporto Cristoforo Colombo. Gli operai sono partiti in corteo dallo stabilimento di Cornigliano. All'arrivo all'aeroporto non hanno trovato resistenza da parte dei poliziotti che li hanno fatti passare. La decisione di occupare, presa oggi all'alba nell'assemblea dei sindacati per decidere sulle azioni di lotta, arriva dopo l'annuncio dei commissari del ricorso alla cassa integrazione per quasi tutti i dipendenti dello stabilimento ligure. Una delegazione di lavoratori è stata poi convocata in prefettura. I sindacati di Fiom, Fim e Usb stanno raggiungendo il palazzo del governo. "Andiamo un gruppetto, voi rimanete qua, l'aeroporto è bloccato, le piste sono chiuse", ha dichiarato il delegato Rsu Fiom Armando Palombo. "Il governo dov'è?", urlano i lavoratori. In questo momento l'accesso alle partenze è bloccato dagli operai con le felpe della Fiom e i caschetti da lavoro. Il delegato Rsu Armando Palombo ha dichiarato: "L'aeroporto è occupato finché il governo non darà una risposta chiara". 
Tensione allo scalo tra gli operai e alcuni passeggeri che hanno tentato di forzare il blocco all'area imbarchi. Sono volati insulti, ma nessun contatto fisico. Gli operatori dell'aeroporto hanno abbassato la saracinesca che porta all'area dedicata alle partenze. A causa della manifestazione, "l'accesso ai controlli di sicurezza è temporaneamente sospeso", spiega intanto in un messaggio diffuso sui social l'aeroporto Cristoforo Colombo. Poco prima delle 10 il presidente della Regione Marco Bucci ha raggiunto l'aeroporto: "L'accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo: chiederemo ai commissari di chiarire la situazione", ha detto. "Siamo rimasti tutti sorpresi – ha aggiunto riferendosi all'annuncio della cassa integrazione da parte dei commissari – ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C'è però anche un'altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d'Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l'autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente".  Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha chiesto sabato scorso di estendere la misura dagli attuali 4.450 lavoratori fino a un massimo di 8.622, con validità fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe o rinnovi. La richiesta riguarda altri 4.172 dipendenti e coinvolge quasi tutti gli stabilimenti del gruppo. La comunicazione è stata trasmessa ai sindacati, ai ministeri competenti e alle Regioni interessate. La decisione arriva in una fase delicata per il futuro dell’acciaieria e dell’intero comparto siderurgico italiano, dopo lo stop imposto all’area a caldo dello stabilimento di Taranto. L’ampliamento della cassa integrazione è stato motivato dai commissari con la necessità di adeguare l’organizzazione aziendale alle conseguenze del provvedimento giudiziario. La richiesta presentata da Acciaierie d’Italia interessa soprattutto il sito pugliese, ma avrà conseguenze anche negli stabilimenti del Nord Italia. In particolare si prevedono fino a 6.964 lavoratori in cig a Taranto (su un totale di 7.875), 870 a Genova (su un totale di 917), 515 a Novi (su un totale di 542). La richiesta coinvolge anche le altre sedi del gruppo, tra cui Racconigi, Marghera, Paderno e Legnaro. Complessivamente, Acciaierie d’Italia conta 9.626 dipendenti, secondo i dati riportati nella comunicazione.  
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Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

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