Il governo dello Yemenha revocato il permesso concesso agli Stati Uniti per compiere missioni antiterrorismo nel Paese impiegando sul terreno truppe delle forze speciali. Lo riporta il New York Times, secondo cui la decisione arriva dopo il raid ordinato il mese scorso dalla Casa Bianca in cui sono rimasti uccisi alcuni civili, tra cui bambini. Lo Yemen è anche uno dei sette Paesi colpiti dal bando sui musulmani del presidente Trump
La Casa Bianca ha continuato in questi giorni a parlare di un “successo”. Ora la decisione delle autorità yemenite rappresenta un deciso passo indietro per la strategia del nuovo presidente Usa, che è quella di un’azione più aggressiva nei confronti dei gruppi del terrorismo islamico come l’Isis e Al Qaeda.
Uno degli aspetti da chiarire è se il Pentagono abbia ricevuto da Trump maggiore autonomia nel selezionare e compiere le sue missioni antiterrorismo: una richiesta che durante l’amministrazione Obama era stata più volte respinta dalla Casa Bianca, mentre Trump ha più volte sostenuto la necessità di dare di più libertà d’azione alle forze armate.
In settimana la decisione sul travel ban
Intanto la Corte d’appello di San Francisco ha fatto sapere che la decisione sul “travel ban” di Trump arriverà “probabilmente in settimana”. L’obiettivo del governo è ribaltare la decisione di un giudice federale di Seattle, che venerdì aveva bloccato l’ordine esecutivo.
L’ordine esecutivo firmato venerdì dal presidente degli Stati Uniti vieta l’ingresso a tutti i siriani fino a nuovo ordine e per 90 giorni ai cittadini di Iran, Iraq, Yemen, Somali, Sudan e Libia. Aggirano la restrizione la doppia cittadinanza e alcuni visti diplomatici. Soggetti alla richiesta di autorizzazioni anche i possessori di Green Card o permessi di soggiorno. Sospeso per quattro mesi il programma sui rifugiati
In dettaglio, queste le misure previste:
– Vietato l’ingresso negli Stati Uniti fino a nuovo avviso a tutti i cittadini siriani, il cui Paese è teatro della guerra civile dal 2011
– Per i cittadini di Iran, Iraq, Yemen, Somalia, Sudan e Libia vietato l’ingresso negli Stati Uniti per un periodo di 90 giorni, il tempo di rivedere i criteri per il rilascio dei visti. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno precisato che il decreto riguarda tutti i cittadini di questi Paesi, ad eccezione di quanti hanno la doppia cittadinanza e di alcuni visti diplomatici.
– Il decreto riguarda anche le persone provviste di visto di soggiorno per immigrati in regola o Green Card. Per poter entrare negli Stati Uniti, i titolari di una Green Card che si trovano attualmente all’estero devono recarsi al consolato americano per ottenere un permesso speciale, stando a quanto precisato dal Dipartimento di Stato. Per quanto riguarda invece i cittadini dei sette Paesi musulmani interessati dal decreto che hanno la Green Card e oggi si trovano negli Stati Uniti, se vogliono viaggiare all’estero devono chiedere un’autorizzazione preventiva alle autorità degli Stati Uniti per poter rientrare..
08 / 02 / 2017
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