Washington Post pubblica “piano di Trump per la Riviera di Gaza”

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(Adnkronos) – Un documento di 38 pagine dell'amministrazione Trump che delinea la ricostruzione postbellica della Striscia di Gaza prevede il trasferimento di tutti i palestinesi dall'enclave e la creazione di un polo tecnologico statunitense. Lo riporta il Washington Post, che scrive che ai palestinesi proprietari di terreni verrà offerto un token digitale in cambio dei diritti di sviluppo. Il token potrà essere utilizzato per finanziare la propria vita fuori dalla Striscia di Gaza o per riscattare un appartamento nelle nuove "città intelligenti e basate sull'intelligenza artificiale" della Striscia di Gaza. Gli Stati Uniti manterranno il pieno controllo dell'enclave per almeno un decennio, trasferendo gradualmente i compiti di controllo alla polizia locale da quelle che il documento descrive come "Pmc occidentali", ovvero società militari private. Il documento parla anche del coinvolgimento di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, menzionando infrastrutture come l'autostrada ad anello e il tram Mbs e l'autostrada Mbz. Mbs è l'acronimo di Mohammed bin Salman, principe ereditario dell'Arabia Saudita, mentre Mbz sta per Mohammed bin Zayed, sovrano degli Emirati Arabi Uniti. Secondo il documento rivelato dal Post, la Striscia di Gaza, spopolata e ricostruita, è designata come centro per l'industria privata, con aziende come Tesla e Amazon Web Services. Chiamata 'Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust', o 'Great Trust', la proposta è stata elaborata da alcuni degli stessi israeliani che hanno creato e avviato la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta da Stati Uniti e Israele, che ora distribuisce cibo all'interno dell'enclave.  La promessa fatta a febbraio dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump di assumere il controllo e riqualificare Gaza ha offerto sia il via libera che una tabella di marcia al gruppo di imprenditori israeliani, guidati dagli imprenditori Michael Eisenberg, un israeliano americano, e Liran Tancman, un ex ufficiale dell'intelligence militare israeliana.  Secondo fonti a conoscenza della pianificazione, avevano già affidato il progetto Ghf agli esecutori e si erano concentrati sul problema del dopoguerra, consultandosi con esperti finanziari e umanitari internazionali, potenziali investitori governativi e privati e alcuni palestinesi. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

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