Tutti i poliziotti sono bastardi

Attualità

di Stefania Paradiso *

(UMDI UNMONDODITALIANI) A.C.A.B, al cinema dal 27 gennaio, è un film di Stefano Sollima tratto dall’omonimo libro di Carlo Bonini. Una film intenso sia dal punto di vista fisico ma soprattutto dalle riflessioni che nascono dalla visione. Il titolo è già di per sé significativo: A.C.A.B (All Cops Are Bastards) è uno slogan creato dagli skinheads nell’Inghilterra degli anni Settanta e che, nel tempo, è diventato un richiamo universale alla guerriglia nelle città, nelle strade, negli stadi.

Il film racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra, Negro e Mazinga, che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà,scena sgombero campo rom black bloc, No Tav etc.

La trama si snoda basandosi sulla vicenda di quattro uomini legati da un lavoro difficile come quello del celerino. I protagonisti del film hanno singolarmente tutta una serie di problematiche che incidono pesantemente nella loro vita e la coesione tra “fratelli” rimane, forse, l’unico modo per superarli o molto spesso riuscire a conviverci. Il rapporto con il loro lavoro viene vissuto in due condizioni diametralmente contrapposte quali amore e odio ma sempre al servizio di uno stato che si dimentica di loro.

Una narrazione violenta, cruda mirata a riproporre la dura realtà che avvolge il lavoro di sigla questi uomini. L’interpretazione degli attori è coinvolgente e appropriata. Sollima ripropone tutto con grande intensità riuscendo davvero a coinvolgere lo spettatore fino in fondo e trasmettendo l’angoscia e le paure che possono provare nelle situazioni vissute da questi uomini.

Nel film vengono ricordati la scomparsa di Stefano Raciti poliziotto morto in servizio a Catania nel corso del derby Catania – Palermo e di Gabriele Sandri tifoso laziale, ucciso da una pallottola sparata da un poliziotto in una stazione di servizio, così come la morte di Giovanna Reggiani, uccisa da un romeno e il G8 con “la grande porcata”scena film della Diaz.

Where is my mind dei Pixies, Seven Nation Army dei White Stripes e Club Foot dei Kasabian danno al film la colonna sonora perfetta. Una musica che si muove e pulsa con la stessa rabbia ed emozione del celerino e dello spettatore.

Un film capace nel mettere di fronte lo spettatore al disagio della violenza, di quella violenza che non è solo e soltanto fisica ma sociale, politica, etica.

Raccontando manifestazione ed eventi pubblici da un punto di vista diverso, ovvero dentro il casco di un poliziotto si riesce a capire anche un’altra realtà.

Pierfrancesco FavinoEro già sicura di voler vedere questo film, sia per il tema sia perché penso che Pierfrancesco Favino sia uno degli attori italiani più bravi che abbiamo. Ma c’è stata una cosa che mi ha spinto a vederlo subito: venerdì l’attore, ospite a “Le invasioni Barbariche” su La7, incalzato dalla Bignardi che gli ricordava tutte le critiche ricevute, ha difeso il suo lavoro con coerenza ed intelligenza ed ha aggiunto delle cose che mi hanno fatto riflettere. Pierfrancesco Favino ha detto: “Mi sono arrivati molti messaggi in cui mi scrivevano di vergognarmi. Io ho interpretato un ruolo e ho cercato di capire un nuovo punto di vista. La rabbia, la solitudinee l’isolamento di questi uomini che diventano davvero fratelli. Nessuno mi ha mai detto di vergognarmi quando ho interpretato un criminale, unstefano sollima mafioso, un corrotto o un assassino. E questo dovrebbe farci riflettere sui modelli che abbiamo. La violenza non va giustificata, ma quando a noi, senza spiegarci la scena hanno messo degli scudi in mano, la spinta fisica è partita dalla pancia, senza recitare. E lì ho anche capito che sono comunque degli esseri umani, per quanto addestrati”.

Il film è stato, appunto, ampiamente criticato, contestato, visto come un inno alla violenza e all’abuso di potere.

Se in sala non senti fiatare nessuno per il solo timore di perdere una parola. Se il tuo cuore batte a mille per l’adrenalina e l’emozione, la paura e i pensieri. Se esci dal cinema pensando che esistono più punti di vista e che no, dall’altra parte non ti ci eri mai messo, e che forse devi capire meglio, allora Bang: il film è perfettamente riuscito!

31 / 01 / 2012

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