Successo Emozioni in Musica annunciato per Filitalia UMDI Molise Noblesse. Doppio appuntamento tra cultura e convivialità: salotto letterario e cena culturale all’insegna delle parole e della condivisione. La bellezza di un incontro tra generazioni e professionalità diverse, in un’atmosfera viva che ha dato voce alla musica e ai sentimenti più autentici
Successo Emozioni in Musica grande evento del 23 settembre all’Open Space Veticara. L’iniziativa, inserita nel ciclo “La Bellezza della Vita nei Borghi” Filitalia Molise Noblesse con il Servizio Civile Universale, ha rappresentato un momento conviviale di riflessione e condivisione denso di emotività e piacevoli ricordi.
Successo Emozioni in Musica: l’inconscio
A condurre questo viaggio nel vortice delle emozioni, Mina Cappussi, giornalista, direttrice del quotidiano internazionale Un Mondo D’Italiani e Counselor, seguita dall’introduzione dell’Emotional Manager, Monica Monaco, sulla valorizzazione delle emozioni.
“Le emozioni influenzano il nostro modo di pensare e relazionarci. Agiscono a livello inconscio. Sapete qual è la differenza tra logica e ragionamento? La logica è una struttura che stabilisce la validità di un ragionamento indipendentemente dal contenuto, mentre il ragionamento è un processo attraverso cui si arriva a una conclusione – ha spiegato Monica – le emozioni intervengono nel ragionamento, orientando l’attenzione sulle decisioni che prendiamo”.
“Non siamo fatti solo di materia, ma anche di energia – ha proseguito – ogni emozione ha una propria frequenza energetica che si trasmette e si percepisce, influenzando il nostro benessere e quello di chi è intorno a noi”.
L’emozione non ha voce
“Io non so parlar d’amore
L’emozione non ha voce”
Tra i momenti di grande intensità e coinvolgimento, la voce del giovane percussionista Simone Margiotta, accompagnata dal violinista Daniele Monaco, con il mandolino, sulle note del brano cantato da Adriano Celentano: “L’emozione non ha voce”, testo di Mogol e Gianni Bella.
Un amore sbocciato tra le note di una canzone di Aldo Succi
All’evento ha preso parte il geologo Aldo Succi, protagonista di un intervento davvero suggestivo. Da giovane scrisse una canzone che, inaspettatamente, arrivò a qualcuno. Una coppia s’innamorò sulle note della sua composizione. Spinti dal desiderio di ringraziare l’autore, i due innamorati scrissero delle lettere a tutti coloro che portavano il nome di Aldo Succi, non conoscendo la sua vera identità. Un semplice gesto, ma significativo.
Il racconto di una vita a bordo di una nave
Emilia Petrollini, per l’associazione Voci e tradizioni di Isernia, colpita dal film “La leggenda del pianista sull’oceano”, ha affermato: “Qualcuno che viveva fuori dal mondo, ma sapeva raccontare al mondo, il racconto di una vita a bordo di una nave. Dunque un isolamento solo apparente, in realtà ricco di cose e contenuti da trasferire”.
Lemon Novecento, un bambino abbandonato sul Virginian, transatlantico in servizio di linea tra l’Europa e gli Stati Uniti, all’inizio del Novecento viene trovato e cresciuto a bordo da un marinaio. Si rivela, crescendo, un pianista autodidatta, incantando i passeggeri. Nonostante abbia l’occasione di sbarcare, sceglie di restare sulla nave.
La storia viene raccontata da Max Tooney, trombettista che ha lavorato sul Virginian. Entra in un negozio di dischi per vendere la sua vecchia tromba. Prima di separarsene, la suona un’ultima volta, eseguendo un brano che il suo negoziante riconosce. A quel punto Max inizia a raccontare.
Meditando meditando, Giulio Capone
“Un mercoledì dedicato alla meditazione. Ci vediamo a Tivoli, nello studio di un collega, situato in una graziosa viuzza che sfocia in una piazza dove la mattina ci sono le bancarelle del mercato – ha raccontato Giulio Capone – il colore rosso dei peperoni si confonde con il giallo delle pesche, sullo sfondo del verde dell’insalata e dell’indivia.”
“E’ tutto ordinato: le bancarelle sono disposte una accanto all’ altra ed i prodotti ortofrutticoli fanno la loro bella mostra come se fossero opere d’arte. Il tutto sembra racchiuso in un quadro dai colori vivaci di Monet. – ha aggiunto – Siamo in quattro, i soliti quattro, “meditabondi” per non usare un termine scontato come meditanti. Questo termine esprime, secondo me, il girovagare nell’ Universo, nella Mente, ascoltando le delicate e profonde considerazioni di Alessandra. Il timbro delicato ma deciso della sua voce ci accompagna e ci conduce, ad occhi chiusi, in un Metaverso personale, dove una meravigliosa bolla fa’ la sua presenza e, con l’infinita leggerezza dell’Etereo, si insinua dentro di noi.”
“Le parole, il loro suono, diventano immagini; ogni resistenza scompare. Dentro di te un magma primordiale, fatto di nuvole bianche, dalle mille forme, si impossessa di te chiedendoti però qual è il problema che vuoi risolvere – ha continuato – la bolla si dilata sempre più, partecipando a questo “gioco” di chiarezza. Improvvisamente, il tocco delicato di una mano piccola, tiepida, quella di Alessandra, il suo scivolare sulla tua e tenerla con dolcezza decisa si fonde con la sensazione di calore delle dita della mano di Franco. Una corrente di energia piacevole attraversa il corpo. Le immagini nella bolla si fanno più nitide. Il Metaverso afferma la sua presenza, lasciando però spazio a fantasie, ricordi e sogni.”
Il ritorno alla realtà
“La magia piano piano si dissolve. Tutti e quattro riprendiamo contatto con l’usuale che sembra riaccoglierci nella sua tranquilla sicurezza. Un profondo respiro – ha concluso Giulio – uno stropiccio di mani e di occhi accelera questo ritorno al materiale. Siamo cambiati però: ognuno di noi ha uno sguardo diverso. Forse nei nostri occhi continua ancora a vivere, manifestandolo, la leggerezza e l’assenza di gravità dei nostri pensieri.”
Un’amica chiamata Musica
Presente all’evento Marco Monaco che ha condiviso con il pubblico una poesia dedicata alla musica, con parole semplici, ma profonde:
“La musica entra piano nel cuore,
porta gioia, tristezza, amore.
Con una nota posso volare,
con un accordo posso sognare.
Quando la ascolto, mi sento vivo,
ogni emozione diventa un motivo.
È come un amico che sa ascoltare,
senza parlare, sa consolare.”
Alessia e la metafora luminosa
“Per l’evento di questa sera ho pensato di citare uno dei miei cantanti preferiti, Ultimo, con il brano Piccola Stella – ha sostenuto Alessia Cioffi – un testo che racchiude con semplicità e poesia il senso di amore puro, protezione e speranza. La canzone si presenta come dialogo intimo”
“La Piccola Stella è una metafora luminosa, rappresenta chi illumina la vita nei momenti bui, anche se lontana non smette mai di brillare. E così lo è stato e lo è per me una persona a me cara, in quelle parole ci sono il mio amore, la mia protezione silenziosa – ha proseguito – una canzone che riesce a dire quello che a volte non sappiamo esprimere: che chi amiamo è la nostra luce nei momenti bui. E sentirla dal vivo è stato come sentirla sulla pelle. La musica è un linguaggio universale dell’anima capace di esprimere ogni sfumatura emotiva, ed è un rifugio emotivo perché ha il potere di custodire le nostre emozioni”.
Il cuore della musica
Un ulteriore intervento, Valentina Pisano, che ha ricordato le parole di un suo professore del corso laboratoriale di didattica della musica all’Università degli Studi del Molise: “La musica non viene vista come una semplice disciplina da imparare, ma per emozionarci. Le emozioni sono il cuore della musica”.
“La musica è una scienza.
La musica è matematica.
La musica è una lingua straniera.
La musica è storia.
La musica è educazione fisica.
La musica sviluppa l’intuito ed esige ricerca.
La musica è tutte queste cose, ma più di ogni cosa la musica è
Arte.
Questo è il motivo per cui insegniamo musica.
Non perché ci aspettiamo che tu ti diplomi,
che suoni o canti per tutta la vita.
Ma perché tu sia più umano,
perché tu sappia riconoscere la bellezza,
perché tu sia più vicino all’infinito oltre il mondo,
perché tu abbia qualcosa a cui aggrapparti,
perché tu abbia più amore, più compassione, più gentilezza,
più bontà… in breve più vita”
Rosangela Tedeschi tra passi di danza, canzoni, sogni, emozioni
“Il giorno era cominciato male. Mi ero alzata controvoglia, dopo una notte agitata e popolata di brutti sogni. Ciabattai svogliatamente in cucina per un caffè e, come al solito, senza pensarci, accesi lo stereo. Le note delle mie canzoni preferite cominciarono ad entrarmi nel cervello ancora intorpidito e piano piano riempirono tutta la casa. Man mano che la musica andava avanti, la brutta nottata si disfaceva. Accennavo passi di danza, canticchiavo le canzoni e mi ritrovai con Frank Sinatra tra le strade di “New York New York”, cominciai a volare con gli Eagles alla luce di “Tequila Sunrise”, mi trovai a condividere il pensiero di Gigi Proietti, che mi diceva che una risata aiuta a vivere. Il mio gatto mi guardò e, a suo modo, mi sorrise. La brutta nottata era sparita, avevo altra musica da ascoltare.”
Inoltre, non poteva mancare Domenico Prioriello, celebre per la sua cucina squisita. Tra i presenti all’evento anche la figlia Giorgia, i nipotini Samuele, Sofia e Giulia, l’ospite straniero Younas, Lidia, la mamma di Daniele, la psicologa Maria Ottaviano e l’avvocato Gabriella Marinelli.
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