Successo Bojano Culture e Generazioni intorno alla tavola annunciato per Filitalia UMDI Molise Noblesse. Un prezioso momento di scambio di emozioni, sapori autentici, tradizioni antiche e teneri ricordi tra generazioni diverse
Successo Bojano Culture e Generazioni, evento organizzato da Filitalia Molise Noblesse con il quotidiano internazionale UMDI Un Mondo d’Italiani. La merenda culturale, tenutasi il 12 settembre presso l’Open Space Veticara, ha riunito generazioni diverse attorno alla tavola, tra racconti e dolci ricordi.
Successo Bojano Culture e Generazioni: accoglienza ospiti
I ragazzi del Servizio Civile hanno accolto gli ospiti: Marco Monaco ha introdotto l’argomento, seguito da Alessia Cioffi e Valentina Pisano che hanno descritto le loro merende dell’infanzia: i muffin al cioccolato e allo yogurt e la ciambella, preparati in passato dalle loro nonne.
Alessio Spina e i modi di dire del dialetto bojanese
Alessio Spina, ospite dell’evento, ha deliziato i presenti con una preparazione gastronomica speciale: “Questo è il panino che si usava portare in montagna, farcito con peperoni e formaggio – ha spiegato – Bojano si stende sotto la montagna del Matese e qui la pastorizia era una prassi, per cui capitava spesso di incontrare un amico e di chiedere cosa si portava per fare uno spuntino condito con l’aria pungente dell’altitudine. Nu cantill nel tascapane, lo zaino, e si metteva dentro un mestolo di sugo con le polpette“.
“Addirittura hanno trasformato le espressioni inglesi in modi di dire dialettali – ha proseguito poi Alessio – il sandwich veniva chiamato ru sanguicc o anche ru sanguicciell, come vezzeggiativo“.
“Quando si trattava di un panino particolarmente imbottito – ha aggiunto – si chiamava la ncatnata, per dire che era pieno di cose buone: frittata, cipolle, peperoni, formaggio“.

Lo scattone
Rosangela Tedeschi è intervenuta raccontando la preparazione dello scattone, un piatto caldo definito povero, originario dell’Alto Molise: “Si fa cuocere la pastina o la pasta, quando è pronta si mette nel piatto con l’acqua di cottura e si aggiunge il vino rosso, volendo anche una spolverata di pepe – ha affermato – è un rimedio che si usava prima per riscaldarsi nelle sere d’inverno oppure contro il raffreddore“.
La ‘mbosta, il pasto del popolo
Secondo quanto dichiarato da Maria Ottaviano, la merenda più gettonata era la ‘mbosta: “Si tagliava il coperchio del pane, si farciva con peperoni fritti in padella, uova strapazzate e tante altre cose buone. Una volta riempita, si richiudeva e si doveva massaggiare, prima di essere mangiata“.

Tracchiulelle, zucca, peperoni
A concludere l’incontro, Emilia Petrollini, che ha conquistato tutti con un piatto ricco di sapori e tradizione: le tracchiulelle, costine di maiale con zucca e peperoni.

Un semplice pomeriggio, carico di significato, che ha unito diverse generazioni in un dialogo fatto di ricordi, sapori, tradizioni antiche e abitudini culinarie tutte da raccontare.
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