Su 192 medici necessari in Molise solo 69 con un contratto che garantisca uno sguardo a lungo termine. Eppure di tali 69 ben 41 assicurano poche ore al giorno. Poi c’è il contributo insostituibile dei giovani medici specializzandi che non sono soggetti a ordini di servizio e dovrebbero assicurare solo 6 ore al giorno, ma di fatto sono onnipresenti in reparto o in sala operatoria
Su 192 medici necessari in Molise solo 69 lavorano con continuità. La Guardia Medica è pesantemente penalizzata; in forse la garanzia dei turni di Continuità assistenziale in Molise. L’ASReM fa sapere di star mettendo in campo ogni azione possibile per evitare sospensioni. A tal proposito è bene chiarire che, a fronte di un fabbisogno teorico di 192 medici per coprire le 44 sedi regionali, quelli contrattualizzati a tempo indeterminato sono appena 69. Di questi, solo 28 lavorano a tempo pieno.
L’annoso problema degli specializzandi
Il servizio, inoltre, si avvale del contributo di giovani medici specializzandi, nella maggior parte dei casi residenti fuori regione, che garantiscono una disponibilità limitata (minimo di due turni) e che non sono soggetti a ordini di servizio, non essendo dipendenti diretti ma liberi professionisti convenzionati.
La soluzione proposta dall’Asrem
Proprio per fronteggiare l’emergenza, la Struttura Commissariale ha messo in campo tre provvedimenti (DCA):
1. Deroga ai massimali (Febbraio 2025): permette ai medici, su base volontaria, di lavorare più ore per aumentare il guadagno.
2. Incentivi per le “sostituzioni” (Luglio 2025): maggiori compensi per chi copre il territorio di sedi limitrofe rimaste chiuse.
3. Potenziamento 118 (Novembre 2025): aumento delle tariffe per l’emergenza territoriale e apertura ai medici di base abilitati.
Non possiamo obbligare nessuno
Nonostante tutto, l’ASReM non può obbligare nessuno a coprire sedi per cui non è stato firmato un contratto. La soluzione non risiede più nel semplice “reclutamento straordinario”, che pure è stato tentato senza successo, ma in una rifondazione totale del servizio.
Il DM 77/2022 le Case di Comunità
“Il modello di riferimento – ha dichiarato il Direttore Sanitario dell’ASReM, Giovanni Giorgetta – è il DM 77 del 2022, che prevede l’integrazione della Continuità Assistenziale all’interno delle nuove Case della Comunità. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione, ferma a un accordo regionale del 2007, per passare a un ruolo unico dell’Assistenza Primaria. Solo con questa riorganizzazione, definita ‘inderogabile e in dirittura d’arrivo’, si spera di stabilizzare un servizio che oggi vive sulla precarietà e sulla buona volontà dei singoli”.
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