Spid e Cie ruolo dell’ID digitale. È il 2016 quando lo Stato Italiano introduce il Sistema Pubblico d’Identità Digitale (SPID). 10 anni dopo, lo SPID è usato da oltre l’85% della popolazione. Nel 2019 emerge un’altra forma di identità digitale: la CIE, che garantisce un livello di sicurezza nettamente più alto e può fungere anche da passaporto
Spid e Cie ruolo dell’ID digitale per creare un intrattenimento più sicuro. Non ci sono se e ma: l’identità digitale è un must. Sia perché ormai tutti i siti della Pubblica Amministrazione la richiedono, sia perché sempre più siti privati stanno adottando sistemi basati proprio sull’accesso con ID digitale, sia essa lo SPID o la CIE. L’obiettivo è garantire una maggiore sicurezza e ridurre il rischio di frodi e furti d’identità, oltre che, naturalmente, rendere l’accesso molto più semplice. Questo vale anche per l’intrattenimento digitale, dove l’uso di identità certificate sta diventando un elemento chiave per la sicurezza degli utenti.
L’evoluzione dell’identità digitale in Italia
È il 2016 quando lo Stato Italiano introduce il Sistema Pubblico d’Identità Digitale (SPID) per consentire un accesso semplificato ai siti della Pubblica Amministrazione. Dieci anni dopo, lo SPID è usato da oltre l’85% della popolazione e ha molteplici applicazioni.
Inizialmente, c’è un po’ di resistenza allo SPID, che sembrava inutilmente complicato e faticoso da creare. Con la pandemia, la situazione cambia radicalmente. Gli uffici della Pubblica Amministrazione rimangono chiusi o ad accesso limitato, così i cittadini hanno bisogno di qualcosa che permetta di accedere da remoto a:
- servizi della Sanità Pubblica
- bonus statali
- certificazioni
- pratiche amministrative
- iscrizioni scolastiche
- Agenzia delle Entrate
- previdenza sociale
Ciò accelera fortemente la diffusione dell’identità digitale, che diventa imprescindibile. Ed è proprio grazie a questa nuova popolarità che lo SPID inizia a uscire dai confini dei semplici servizi al cittadino, e ad entrare nel privato. Banche, assicurazioni, università e piattaforme private ne adottano l’utilizzo per semplificare il login e rafforzare i controlli sull’identità degli utenti. Questo processo apre la strada a un concetto più ampio di identità digitale, non più limitato ai rapporti con lo Stato.
Tuttavia, nello stesso periodo emerge un’altra forma di identità digitale: la CIE. Sebbene la fase di creazione della CIE anticipi di molto lo SPID, infatti, partendo nel 2001, la distribuzione di questa carta ai cittadini comincia solo nel 2019. Avendo già CNS (Carta Nazionale dei Servizi), che nel 2003 sostituisce il vecchio Codice Fiscale, e lo SPID, potresti pensare che la CIE sia un’aggiunta inutile.
In realtà, è lo scopo finale.
Il futuro dell’identità digitale: la Carta d’Identità Elettronica (CIE)
La CIE non nasce come un’alternativa allo SPID o come un goffo tentativo di unire le due identità, ma è il suo naturale punto di arrivo. A differenza di altri sistemi di autenticazione, la CIE è direttamente collegata all’identità fisica del cittadino e rilasciata dallo Stato come documento ufficiale, integrando in un unico strumento riconoscimento personale e accesso digitale.
Dal punto di vista pratico, la CIE garantisce un livello di sicurezza nettamente più alto perché:
- L’autenticazione avviene tramite chip, PIN o app dedicate
- L’identità viene verificata automaticamente
- Un sistema di crittografia avanzato protegge i dati del cittadino
- Riduce il rischio di frodi e furti d’identità
- Il controllo centralizzato da parte di enti pubblici consente piena tracciabilità della carta
Per tutte queste ragioni, la CIE viene usata anche da enti privati e persino nell’intrattenimento, come nel caso dei casinò con la registrazione CIE.
Tutti gli usi della CIE
Abbiamo detto che la CIE viene usata per i servizi della Pubblica Amministrazione e per siti privati. Ma nello specifico?
Beh, per quanto riguarda il lato ufficiale, puoi sfruttare la Carta d’Identità Elettronica per:
- Accedere a portali comunali, certificazioni online, pratiche amministrative e modulistica digitale
- Prenotare visite a carico del Servizio Sanitario Nazionale e accedere al Fascicolo Sanitario Nazionale
- Richiedere incentivi, contributi e altre misure governative volte al cittadino
- Effettuare iscrizioni scolastiche e universitarie, oltre che accedere ai relativi servizi digitali
- Pagare tasse e tributi
- Consultare la propria posizione INPS e accedere ai servizi offerti
- Accedere ai portali regionali e ai relativi servizi
Dal punto di vista, diciamo, meno ufficiale, puoi usare la CIE per:
- Aprire un conto bancario ed effettuare operazioni online
- Registrarti su vari siti d’intrattenimento
- Effettuare l’autenticazione digitale per i servizi dedicati alla mobilità
- Effettuare il login su piattaforme appartenenti ad aziende private
- Accedere a servizi digitali che richiedono la verifica dell’identità
Usare la CIE per viaggiare
Al nostro elenco degli usi della CIE manca un punto fondamentale. Un ultimo uso della Carta d’Identità Digitale che forse non ti aspetteresti. L’espatrio.
La CIE può, infatti, fungere anche da passaporto, a condizione che sia assente la dicitura “non valida per l’espatrio”. Con essa puoi viaggiare:
- Nei paesi membri dell’Unione Europea
- Nei paesi membri del Patto Schengen sulla libera circolazione
- Paesi extra-UE che hanno accordi particolari con l’Italia
Naturalmente, ci sono eccezioni, ad esempio, dal 2021 la CIE non è più valida per entrare nel Regno Unito, e in ogni caso non basta negli Stati che richiedono un visto turistico o lavorativo. Però, può essere usata sia per l’espatrio che per il turismo nei luoghi elencati. Se non sei sicuro della validità della Carta d’Identità Elettronica nel paese in cui intendi viaggiare, puoi controllare il sito viaggiaresicuri.it, che fornisce tutte le informazioni necessarie.
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