Salvadori (Paolo Chiesi Foundation): “Per crescere servono partenrship”

Attualità

(Adnkronos) – "La flessibilità è essenziale se vogliamo crescere e adattarci. Dobbiamo avere chiara la nostra missione, ciò che la Fondazione rappresenta e ciò che vuole realizzare, ma allo stesso tempo non possiamo semplicemente restare come eravamo nel 2005. Il contesto dello sviluppo cambia ogni giorno e noi dobbiamo cambiare con esso. Come farlo? Prima di tutto, ascoltando. Dobbiamo ascoltare i nostri partner. Dobbiamo fare in modo che i nostri partner, i nostri stakeholder, persino i pazienti stessi, siano parte attiva nella progettazione dei programmi di sviluppo. La parola chiave è partnership". Così Massimo Salvadori, coordinatore Paolo Chiesi Foundation, intervenendo nel quartier generale della farmaceutica a Parma all'evento per i 20 anni di attività della Fondazione. "Il progresso reale e duraturo si ottiene solo quando le persone più coinvolte partecipano alla definizione del processo", sottolinea Salvadori, per questo servono "partnership a ogni livello: con le istituzioni, con le organizzazioni locali, con la società civile. Credo – aggiunge – che il settore filantropico abbia in questo un'opportunità e una responsabilità uniche. Diversamente dai donatori tradizionali, che spesso hanno vincoli e mandati più rigidi, la filantropia può creare spazi dove voci diverse si incontrano, dove gli attori si sentono valorizzati e dove può nascere l’innovazione. Per noi – chiarisce – innovazione non significa necessariamente qualcosa di completamente nuovo o rivoluzionario. Significa fare le cose in modo diverso, in modo migliore. Per questo abbiamo sviluppato due modelli: Nest" (Neonatal Essentials for Survival and Thriving), per migliorare l'accesso alle cure neonatali, e "il modello Gasp" (Global Access to Sustainable Pulmonology), incentrato sulla diagnosi e la gestione di malattie respiratorie croniche come l'asma e la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva). "Abbiamo bisogno di chiarezza di intenti e chiarezza di visione – conclude – Ma insieme alla chiarezza serve flessibilità. Perché senza flessibilità non si può restare rilevanti nell'attuale scenario dello sviluppo". —[email protected] (Web Info)

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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