Salute il film di Riccardo Milani: dalla capitale della zampogna a un set cinematografico nazionale. Il 22 maggio 2026 a Scapoli due giovani molisane, Valentina Pisano di Colle d’Anchise e Alessia Cioffi di Bojano della redazione UMDI Un Mondo D’italiani e Molise Noblesse Ippocrates, insieme a Daniele Monaco di Carpinone hanno preso parte alle riprese del nuovo film del regista italiano, vivendo dall’interno il mondo del cinema tra emozione, tradizione e sorpresa
Salute il film di Riccardo Milani a Scapoli, il Molise è protagonista. Non solo come sfondo suggestivo, ma come cuore pulsante di una nuova produzione cinematografica destinata alle sale di tutta Italia. Tra Venafro e le località limitrofe della provincia, sono iniziate le riprese di Salute!, il nuovo film di Riccardo Milani dedicato al tema della sanità. Prodotto da Our Film, il lungometraggio sarà girato interamente in Molise e arriverà nelle sale italiane nel periodo natalizio del 2026, con otto settimane di lavorazione e una troupe composta da 94 professionisti.
Salute il film di Riccardo Milani: un cast d’eccezione
Salute! rappresenta la prima esperienza in Molise per Riccardo Milani, autore di successi come Come un gatto in tangenziale, Grazie ragazzi e Un mondo a parte. Un cineasta che ha saputo raccontare l’Italia contemporanea con ironia e profondità, alternando la commedia alla riflessione civile. Il regista aveva anticipato il progetto durante le Giornate Professionali di Cinema, spiegando di voler affrontare il tema della sanità attraverso storie ed esperienze quotidiane. Nel cast figurano Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Antonio Albanese e Virginia Raffaele alcuni dei volti più amati della comicità italiana.
Scapoli, la capitale della zampogna
La scelta di Scapoli come location non è casuale. Questo piccolo e suggestivo paese dell’alto Molise, incastonato tra i monti delle Mainarde, custodisce una tradizione antichissima: è la capitale delle zampogne. Qui sopravvive l’antica tradizione grazie a un numero ristretto di artigiani che si tramandano le tecniche di costruzione, e il Museo Internazionale della Zampogna ne raccoglie e celebra la storia.
Il Molise come set e comunità
I casting per le comparse si sono svolti a Termoli, Agnone, Isernia, Venafro, Campobasso e Scapoli, coinvolgendo personale sanitario, donne in stato di gravidanza e numerose figure legate alla cultura popolare tradizionale: musicisti, ballerini, zampognari in abiti tipici, figuranti per la ‘Ndocciata di Agnone. Una produzione che ha scelto il Molise non come cornice pittoresca, ma come protagonista autentico.
Sul set con il costume di Isernia: la nostra esperienza
Tra le comparse selezionate per la giornata del 22 maggio a Scapoli figurano Alessia Cioffi e Valentina Pisano, della redazione UMDI Un Mondo D’italiani e Molise Noblesse Filitalia Ippocrates fondati da Mina Cappussi, che hanno partecipato alle riprese indossando il costume tradizionale di Isernia. Un’esperienza intensa, inattesa nei dettagli, che ha lasciato il segno. Da Bojano ha partecipato anche Domenico Prioriello con il bufù e da Carpinone il violinista Daniele Monaco.
“Quando ho messo piede sul set non immaginavo cosa significasse davvero stare dall’altra parte dello schermo”, racconta Alessia Cioffi. “Scopri che dietro ogni scena c’è un lavoro enorme: attese, posizionamenti, ripetizioni continui. La troupe si muove con precisione. Il vestito tradizionale di Isernia che portavamo addosso non era un semplice abito di scena, era una responsabilità. Sentivamo di rappresentare qualcosa di più grande di noi stesse.”
“La cosa che mi ha colpita di più è stata la dimensione collettiva di tutto”, aggiunge Valentina Pisano. “Ci sono molte persone che lavorano perché la scena riesca, ognuna al suo posto, con una professionalità che si percepisce in ogni gesto, dal fonico allo scenografo, dal costumista al truccatore. E tu, come comparsa, fai parte di quella macchina. Devi essere presente, ma con misura. Indossare il costume tradizionale di Isernia mi ha dato una consapevolezza in più: sentivo il peso della nostra cultura, della nostra identità. In un certo senso portavamo il Molise intero su quel set.”
“Non mancano nemmeno gli imprevisti, – continua Valentina – le mie scarpe si sono rotte, mi sono avvicinata a chi lavorava dietro le quinte, e la troupe mi ha salvata con un paio di ciocie.”
“È stata un’emozione doppia”, sottolineano Valentina e Alessia. “Quella personale di trovarsi in mezzo a una produzione nazionale, e quella collettiva di vedere la propria terra valorizzata. Che Scapoli, con la sua storia, le sue zampogne, la sua bellezza naturale diventi scenario di un film atteso in tutta Italia non è cosa da poco.”
“Ringraziamo Mariantonietta Colella, presidente dell’Associazione Voci e Tradizioni – concludono le due ragazze – che ci ha coinvolte in questa esperienza straordinaria. E’ stata lei a proporci di prendere parte alle riprese come comparse in costume. Una di quelle proposte a cui non si può dire di no, e che poi si rivelano molto più grandi di quanto ci si aspettasse”.
Un’esperienza che va oltre la curiosità personale e diventa racconto di un territorio. Perché il cinema, quando incontra una comunità, non riprende soltanto paesaggi: raccoglie storie, volti, tradizioni vive. E il Molise, ancora una volta, ha qualcosa da dire.
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