Paolo Chiesi Foundation, la presidente: “Da 20 anni con business ed etica”

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(Adnkronos) – "La Fondazione è nata vent'anni fa, in occasione del settantesimo anniversario dell'azienda Chiesi, un momento in cui Paolo e Alberto Chiesi, insieme ad altri membri della famiglia, hanno deciso di rendere ancora più concreto il connubio tra business ed etica e quindi dare una dimostrazione tangibile, mettere in pratica la responsabilità sociale d'impresa e la visione che hanno sempre avuto: un'impresa al servizio dello sviluppo della società". Lo ha detto Maria Paola Chiesi, presidente di Paolo Chiesi Foundation, all'evento per la celebrazione dei 20 anni di attività che si è svolto nell'headquarters della farmaceutica, a Parma, spiegando all'Adnkronos Salute che l'intestazione della Fondazione a Paolo Chiesi è "per ricordare e onorare la memoria del nostro presidente" e fondatore che ha guidato questa realtà filantropica "per 15 anni e ha sempre creduto in noi, ci ha sempre sostenuto, ci ha incoraggiato ad amare la vita, a studiare, a essere coraggiosi. Ricordare la sua memoria – sottolinea – significa trasmettere i suoi valori al futuro, alle nuove generazioni, a chi verrà dopo di noi e continuerà la missione della Fondazione. E' sì un modo per ricordare il passato, una persona che ci ha lasciato lo scorso anno, ma è anche un proiettare nel futuro il suo ottimismo e la sua visione". Il legame con l'Africa "nasce per certi versi casualmente, da un incontro inatteso, di quelli che regala la vita, con il neonatologo Paolo Villani – racconta la presidente – Ma nasce anche dalla grande esperienza che l'azienda aveva sviluppato, in particolare in neonatologia. In Africa il bisogno di cure, di qualità neonatali essenziali e di accesso alle cure è molto forte. Proprio per questo la Fondazione si è concentrata sull'Africa: era lì che potevamo mettere meglio a frutto tutte le nostre conoscenze, le nostre esperienze, il network con i medici e con il mondo della scienza". In 2 decenni di vita ci sono stati "tanti traguardi, ma anche tanti fallimenti e tanti apprendimenti – rimarca Chiesi – La cosa più importante è ascoltare, capire il contesto, non pensare di avere la verità in tasca, non essere presuntuosi. Questo è forse il traguardo più grande che abbiamo raggiunto in questi vent'anni: avere un approccio che si pone in ascolto, a servizio degli altri, senza voler imporre nulla a nessuno". —[email protected] (Web Info)

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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