Oratino grande successo Marionette in scena: la semplicità che incanta

Oratino grande successo Marionette in scena: la semplicità che incanta

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Oratino grande successo Marionette in scena annunciato per Filitalia Umdi Molise Noblesse, tra risate, emozioni, musica popolare e il fascino del dialetto bojanese. La storia d’amore e i pettegolezzi di paese hanno coinvolto grandi e piccoli, rendendo magico il pomeriggio alla casa Alloggio Il Giardino di Ninetta. Peppe è riuscito a conquistare Deborah?

Oratino grande successo Marionette in scena confermato da sorrisi, musica e tradizione che hanno animato la Casa alloggio Il Giardino di Ninetta a Oratino, dove i nonni, ospiti della struttura, hanno assistito con curiosità alla commedia in dialetto bojanese dal titolo “Me voje nzura”.

L’evento, promosso da Filitalia Umdi Molise Noblesse, ha visto la partecipazione di Mina Cappussi, scrittrice e giornalista, e Giovanna Di Soccio, della cooperativa sociale Ricerca e Progetto, insieme ai ragazzi del Servizio Civile Universale, progetto Central Special Guest 2, Alessia Cioffi, Marco Monaco e Valentina Pisano, e la collaborazione di Salvatore Caracciolo, Federico Laraia e Domenico Prioriello con le piccole Sofia e Giulia.

Oratino grande successo Marionette in scena: leggerezza e allegria

Attesa e silenzio sono stati interrotti dalle note vibranti dell’organetto dell’eclettico Domenico Prioriello e dall’allegria travolgente dei giovani protagonisti, pronti a dare vita a una storia d’altri tempi. Ad aprire il sipario sono state proprio le più piccole, Giulia ha accolto i presenti con un caloroso saluto, seguita da Sofia, che ha introdotto lo spettacolo:

Signori e signore – ha esclamato – vi piacciono le storie d’amore? Questa è speciale, vedrete la commedia delle marionette, in dialetto bojanese, come parlano i nostri nonni. C’è Peppe che vuole sposare Deborah, ma la mamma Mmaculata ha un bastone! Volete sapere come va a finire?”.

Non appena Peppe Paciuatta ha fatto la sua comparsa, insieme all’amico Ntuniucce Pettelone, invocando l’amore della sua Deborah, il pubblico ha iniziato a sorridere e applaudire:

“PEPPE: La si vista la fija de Mmaculata?

NTUNIUCCE: Ah scì, na bella wagliola

PEPPE: DEBORAH me piace assai

NTUNIUCC: Come ce chiama?

PEPPE: DE-BO-RAH

NTUNIUCCE: Che nome curiuse, ddo ru è jute a pija?

PEPPE: Ma che ne sacce I’…I sacce sule ca me piace assai…ma assaie assaie…nen ce dorme chiu

NTUNIUCC: Meglie accuscì, cha prima durmive sempre

PEPPE: Sempe ru solite

NTUNIUCCE: E tu allora? Mo parte n’ata vota come nu mbambalite, nen magne, nen duorme, pienze sule a chella là

Da qui ha preso avvio la divertente rappresentazione, animata dai diversi personaggi della storia: la giovane Deborah, la mamma, Mmaculata, e il vicinato pettegolo, sempre pronto a spiare e commentare la vicenda:

CUNCETTA: Dende a stu paese nen ce po’ manche durmì! Filumè Filumè te si svejate pure tu?

FILUMENA: Scine Cuncè, ma che è stu fracasse? Chi sta sunanne?

CUNCETTA: Tamiente lloche, ce sta Peppe Paciuatta sotte a la casa de Mmaculata

FILUMENA: Ma quisse è pazze! Aspè ca guarde….madoooò ce sta pure Ntuniucce

CUNCETTA: Li si viste? Demane, a lu mercate, sacce i e che raccuntame

ZE MENECHIELLE: Cuncè, c chi sta parlanne a chess’ora?

CUNCETTA: Stenghe parlanne che Filumena la cummare. Te si svejate pure tu mo?

ZE MENECHIELLE: Scine, so iute a lu bagne, so viste la luce appecciate e la fenestra raperta

FILUMENA: Ze Menechiè steme tamentenne due giuvene sotte a la casa de la famiglia Pisciotta. Nen si sentute come sonane?

ZE MENECHIELLE: Vabbuò, ma lassatele ai, chisse so wagliune, pure nu seme state giuvene. Ie mo me ne rivaje a liette, che demane me tenghe avezà priest pe ie a lu campe. Vu facete come vulete. Bonanotte.

CUNCETTA   e    FILUMENA: Bonanottee!!!

MMACULATA: Che sta succedenne?

Il dialetto bojanese, con le sue espressioni autentiche e i modi di dire di una volta, ha rievocato dolci ricordi. I nonni non sono stati solo spettatori, ma parte integrante del racconto, grazie alla narrazione coinvolgente dell’ideatrice e regista, Mina Cappussi. Tra una scena e l’altra, la musica popolare ha reso l’atmosfera ancora più calda e familiare, portando il pubblico a tenere il tempo con le mani e a intonare canti come “La Molisana” (Rosabella del Molise).

Lo spettacolo si è concluso con grande entusiasmo e applausi clamorosi per il lieto fine. Nel finale, con la benedizione di Mmaculata, il protagonista è riuscito a chiedere la mano di Deborah.

A seguire, un momento di gioiosa convivialità ha permesso ai presenti di riscoprire quel senso di comunità che è l’anima del Molise.

“Me voje nzurà sarà rappresentato a Isernia il prossimo 29 marzo in occasione delle celebrazioni legate ai riti e alle tradizioni della Quaresima con l’associazione Voci e Tradizioni.

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Valentina Pisano

Sono Valentina Pisano, 24 anni, laureata in Scienze della Formazione Primaria. Ho intrapreso questo percorso di studi poiché mi piacciono molto i bambini e il loro fantastico mondo fatto di piccole cose. Adoro leggere, per arricchire il mio bagaglio personale e scrivere, per comunicare al meglio con gli altri. Mi piacciono gli animali e la natura. Ho una particolare ossessione per le foto, attraverso gli scatti catturo dettagli o momenti delle giornate. Una delle mie più grandi passioni è ballare, sin da quando ero bambina sono stata amante dello sport. Sono contenta e volenterosa di intraprendere, con impegno, questa nuova esperienza nel servizio civile presso la redazione UMDI.

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