Marcondiro vince Voci per la Libertà assieme a Nour Eddine con il brano Exil Anima Migrante, insignito da Amnesty International. Il brano dell’eclettica coppia unisce la tradizione musicale marocchina alla canzone d’autore italiana. Il progetto fa parte del Primitive Robot Tour che porterà i due musicisti sui palchi tra Italia e Marocco. Promuovendo un messaggio di dialogo e incontro tra culture
Marcondiro vince “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” insieme a NOUR EDDINE per il loro brano “Exil Anima Migrante”, scritto a quattro mani e prodotto da Marco Marchese Borrelli per PARODOI Dischi. La canzone si inserisce nel progetto del PRIMITIVE ROBOT TOUR, un circuito di concerti che vedrà i due artisti esibirsi in importanti occasioni, tra cui la Festa del Trono all’Ambasciata del Marocco in Italia il 30 luglio a Roma, il concerto a Tropea il 13 agosto per il Comitato della Dante Alighieri, e l’evento al Consolato italiano in Marocco il 3 ottobre, organizzato con la Dante Alighieri di Casablanca.
Marcondiro vince Voci per la Libertà, con una canzone che supera le frontiere
“Exil Anima Migrante” rappresenta un ponte tra due culture lontane ma vicine, unendo la tradizione musicale sufi marocchina con la canzone d’autore italiana. Il brano nasce dall’ideale di un abbraccio tra popoli, una fusione di suoni e storie che dà vita a uno spettacolo di musica dal vivo unico e coinvolgente. Sul palco, due artisti con background diversi ma complementari: Marcondiro, artista di Media Arte, regista, musicista e cantautore, con una formazione che spazia dalla cultura popolare colta all’elettronica; e Nour Eddine, musicista sufi che mescola il misticismo della tradizione ancestrale con contaminazioni di musica occidentale classica e sacra. Insieme, una coppia esplosiva. Che infatti ha captato le preferenze che hanno dato la vittoria e il trionfo di Exil Anima Migrante.

La loro collaborazione, iniziata nel 2019 negli studi di Parodoi Dischi e maturata attraverso esperienze di musica folk ed elettroetnica, si basa su stima reciproca e amicizia sincera. Entrambi hanno pubblicato lavori per CNI (Compagnia Nuove Indye) di Roma e si sono esibiti in numerosi concerti in Italia e all’estero. La loro partnership rappresenta un esempio di come musica e cultura possano unire e abbattere le barriere, promuovendo valori di libertà e dialogo tra i popoli.

Marcondiro, un artista poliedrico tra suoni e forme
L’artista Marco Marchese Borrelli in arte Marcondiro ha dato vita al primo Robot Primitivo, realizzato in Marmo di Carrara a lavorato dall’intelligenza artificiale in grafica 3D, si ispira ai Giganti di Mont’e Prama, reperti archeologici della civiltà nuragica sarda. L’opera rappresenta una fusione tra passato e futuro, tecnologia e tradizioni artistiche. Nell’ottobre 2024 è stata presentata al Festival internazionale di Verona “Marmorac”.
La scultura come suono plasmato
“Su quest’opera – afferma Marco Marchese Borrelli – si riflette il mio concetto di arte senza “arte-fare” perché non sono uno scultore della pietra, in questo caso del marmo di Carrara, ma sono uno scultore del suono, del video e della grafica. Di questo personaggio vediamo per ora solo la testa, ma in realtà c’è un intero corpo che anch’esso richiama tratti distintivi dei “Giganti di Mont’e Prama” di Cabras. Ecco, non sono uno scultore ma posso anche io oggi imprimere la mia idea e scolpirla nel futuro attraverso l’aiuto delle macchine, dei robot. La scultura rappresenta per me un suono che viene plasmato, avendo una formazione da musicista, quello che è imponderabile, ineffabile e imperscrutabile è ciò che mi interessa. Quindi la musica non poteva diventare tangibile e farsi materia, se non grazie all’aiuto delle macchine”.
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