Malattie rare, psicoterapeuta: “L’inclusione fa sentire meno soli e rari i pazienti”

Attualità

(Adnkronos) – "Con il progetto 'Ridefiniamo l'inclusione: parole e immagini per la Health Equity' abbiamo coinvolto persone con una storia di malattia rara, stakeholders, organizzato i focus group per esplorare il significato del termine inclusione. Il motivo? Includere è un concetto multidimensionale, ha degli aspetti etici ma anche emotivi e parlarne, fare cultura sull'inclusione è a sua volta un modo per includere le persone con una storia di malattia rara. Dai focus group sono emerse delle tematiche interessanti: per prima cosa non è la società che include, ma è la persona che vuole essere inclusa, per questo motivo racconta la sua storia". Lo ha detto Jacopo Casiraghi, psicologo-psicoterapeuta, coordinatore degli psicologi dei Centri clinici Nemo in Italia, in occasione della presentazione – ieri a Roma – di 'Ridefiniamo l'inclusione: parole e immagini per la Health Equity', la mostra realizzata dall'Osservatorio malattie rare (Omar) con il contributo non condizionante di Sobi e ospitata da Palazzo Merulana, museo di Roma: 10 artisti, tra i più apprezzati sulla scena nazionale e protagonisti di un'attività creativa unica, hanno preso spunto dalle parole emerse dai focus group di pazienti rari e onco-ematologici delle associazioni per realizzare delle illustrazioni basate proprio sull'idea di Health Equity, l'equità in salute. Fondamentale per la riuscita del progetto il dialogo costante con la psicoterapeuta.  "Io mi sono occupato di moderare, raccogliere e dare un significato a tutto quello che raccontavano le persone con una malattia rara – racconta Casiraghi – pazienti che hanno bisogno di tante cose, innanzitutto di essere riconosciuti, sentirsi un po' meno soli, un po' meno rari: parlare di inclusione è un modo per coinvolgerli, sentire la loro voce". Inoltre "hanno bisogno delle politiche utili a permettere loro di esprimersi, a volte vorrebbero anche dimenticare di essere malati e di essere trattati come persone e su questo aspetto anche il medico dovrebbe fare la sua parte".  —[email protected] (Web Info)

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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