
La Svizzera che non ti aspetti. La tragedia di San Silvestro nella nota località turistica di Crans-Montana era evitabile? La risposta a questa domanda è semplice e netta: Certamente e senza alcuna ombra di dubbio.
Bastava non adibire a discoteca e riempire di pubblico un locale interrato, molto probabilmente progettato come rifugio anti-atomico, senza finestre e senza uscite di sicurezza.
Per carità, anche in Italia abbiamo avuto tragedie simili, in ultimo quella avvenuta l’8 dicembre 2018 a Corinaldo nella discoteca Lanterna Azzurra, dove sei giovani persero la vita e 59 feriti a causa di una calca generata dallo spruzzo di spray al peperoncino.
Nel Vallese si registrano al momento 40 morti e oltre un centinaio di feriti, molti gravissimi con ustioni su oltre il 60% del corpo.
Diciamola tutta: che possano succedere incidenti simili nella Svizzera uno proprio non se l’aspetta.
Conosco bene le complesse procedure per il rilascio dei permessi della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo di Roma Capitale.
Per l’ultima delle tante manifestazioni aperte al pubblico che per oltre 10 anni ho direttamente organizzato durante l’Estate Romana, l’Arena Farnesina nel 2020, abbiamo prodotto ben 1.134 pagine di documentazione tecnica…
Un lavoro immane che ha coinvolto non solo ingegneri, architetti, geometri, ma praticamente tutte le tipologie di professionisti…
Ebbene, a differenza di altri operatori, ho sempre considerato giusto e opportuno che il Comune della mia Città fosse estremamente rigido, fiscale ed irremovibile nel rilasciare permessi. Questa non è burocrazia, questa è sicurezza.
Sono felice e orgoglioso di vivere in una città dove mio figlio, quando esce, sa che se entrerà in un locale pubblico, questo per essere aperto ha dovuto adottare, senza deroghe, tutte le misure necessarie a rendere minimo il rischio di incidenti. E sono anche felice di sapere che questo viene verificato da una apposita Commissione di esperti. Anche questa è una ricchezza. E vale molto più dei soldi...
La burocrazia deve essere ridotta e semplificata, non c’è alcun dubbio, questa è una battaglia che insieme al Presidente Giuseppe Sarnella combattiamo come Confimprese Turismo Italia.
Ma quando le pratiche riguardano il rischio e la sicurezza, non sono mai troppe le questioni da affrontare.
Non credo di essere l’unico ad essere rimasto basito dall’apprendere che in una celebre località turistica della amata Svizzera si sia potuto organizzare un veglione di Capodanno in un locale completamente interrato, senza finestre, senza uscite di sicurezza e persino arredato con materiali non ignifughi.
La coppia di quarantenni francesi che gestisce il locale subiranno un giusto processo, ma questo non cancellerà quanto accaduto.
Occorre invece prevenire e soprattutto controllare, con ancora maggiore attenzione e rigore nelle località turistica, cosa che almeno nel cantone svizzero purtroppo non è avvenuta.
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