Kadher Tamini a Guglionesi, coordinatore nazionale comunità palestinesi in Italia

Kadher Tamini a Guglionesi, coordinatore nazionale comunità palestinesi in Italia

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Kadher Tamini a Guglionesi sabato 16 agosto alle ore 18:00 nella Villa Comunale “Castellara”. L’evento dedicato alla tragedia del popolo palestinese e alla memoria di Refat Alareer. L’incontro, coordinato da Maurizio Varriano vedrà la partecipazione di esponenti istituzionali

Kadher Tamini a Guglionesi per l’incontro intitolato “If I must die” Se dovessi morire, tu devi vivere per raccontare la mia storia, che si terrà sabato 16 agosto alle ore 18,00, all’interno della Villa Comunale “Castellara” di Guglionesi. Incentrato sulla tragedia infinita del popolo Palestinese il focus tratterà dell’immane tragedia che, col suo portato di orrore, deve risvegliare le coscienze della comunità internazionale da un sonno colpevole che ha “permesso” la cancellazione del processo di pace per “due popoli e due Stati” che, nel settembre del 1993, sembrava a “portata di mano”.

Kadher Tamini a Guglionesi tra memoria e denuncia

In quella data, infatti, Yitzhak Rabin (allora primo Ministro di Israele) e Yasser Arafat si strinsero la mano (nel cortile della Casa Bianca alla presenza di Bill Clinton allora presidente degli Stati Uniti) dopo la firma degli accordi di Oslo con i quali, per la prima volta, Israele riconosceva nell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), l’interlocutore ufficiale del popolo palestinese e, nel contempo, l’OLP riconosceva il diritto di Israele ad esistere rinunciando alla lotta armata per la creazione di uno Stato Palestinese. Il premio nobel per la pace, assegnato nel 1994 ad Arafat, Rabin e Shimon Peres, sottolineò l’importanza di quell’accordo.

 Poi… nel novembre 1995, al termine di una manifestazione a sostegno degli accordi di Oslo, venne ucciso Rabin per mano di un colono ebreo estremista di destra contrario ad ogni accordo con i Palestinesi. Fu “un delitto che uccise la pace”.

Le ultime parole di Rabin furono la via della pace è preferibile alla via della guerra: ve lo dice uno che è stato un militare per 27 anni. Oggi, a distanza di 30 anni da quell’assassinio, le immagini della tragedia palestinese entrano nelle nostre case suscitando angoscia e sdegno.

Quotidianamente, come denuncia “Medici senza frontiere” si registrano a Gaza violenze mirate e indiscriminate, da parte delle forze armate, contro la popolazione Palestinese costretta alla fame.

Il presidente Mattarella, con il suo solito stile garbato e preciso, parla di ostinazione a uccidere indiscriminatamente. Tanti Consigli Comunali in Italia hanno espresso la loro ferma condanna di quanto sta avvenendo a Gaza, spingendosi a chiedere “sanzioni” (quali ad esempio il blocco della vendita delle armi deciso, in queste ore, dal Governo tedesco) o incisive forme di boicottaggio nei confronti di quelle aziende che traggono profitto dal conflitto in corso.

Ma attenzione, il 69% degli Israeliani chiede la fine della guerra in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi in mano ad Hamas (vedi sondaggio richiamato dal “Sole 24 ore”).

Vivere per raccontare: la forza della memoria, il peso della verità

If I must die – Se dovessi morire, tu devi vivere per raccontare la mia storia” sono le parole di Refat Alareer poeta, scrittore e professore universitario palestinese rimasto ucciso in un raid israeliano a Gaza nella notte fra il 6 e il 7 dicembre 2023. “Vivere per raccontare” l’orrore del lager anche per coloro che “non ci sono più”: questo era il desiderio di Primo Levi.

Raccontare, dunque, per far conoscere: in occasione dell’incontro, tornerà fruibile la “mostra biografica su Primo Levi”, collocata nello spazio antistante l’ingresso della ex scuola musica nella villa Comunale “Castellara”, composta da 30 tavole disegnate da Alessandro Raghiasci e commentata/sceneggiata da Matteo Mastragostino che ci aiuta a conoscere, con un linguaggio semplice e diretto, la sconvolgete vergogna dei campi di concentramento e delle leggi razziali.

Per lo stesso motivo verrà esposta nuovamente la mostra “Al Nakbaalle radici della tragedia Palestinese” ideata dallo storico Gilberto Gilberti (considerato uno dei massimi esperti della questione Palestinese) che racconta l’esodo di 700 mila Palestinesi (come stimato dalle Nazioni Unite) dopo la sconfitta della prima guerra combattuta tra Arabi e Israeliani. L’incontro, quindi, costituirà una importante occasione per approfondire i contorni di una tragedia, per capire cosa possono fare le Istituzioni, cosa può fare la comunità e cosa possono fare i cittadini consumatori anche alla luce delle dure prese di posizione assunte da diversi paesi europei.

L’incontro coordinato da Maurizio Varriano (giornalista e presidente della “rete” tra le Sartorie sociali), vedrà la partecipazione di Khader Tamimi (coordinatore nazionale delle comunità Palestinesi in Italia), Nino Ponte (Sindaco di Montorio dei Frentani), Giorgio Gagliardi (presidente Arci Francesco Jovine), rappresentanti del mondo politico e sociale impegnati sul tema. La mostra resterà aperta anche nei giorni 17, 18 e 19 agosto.

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Alessia Cioffi

Sono Alessia Cioffi, ho 25 anni mamma a tempo pieno. Sono diplomata al liceo dello scienze umane, attualmente sto svolgendo il servizio civile, un'esperienza che mi arricchisce ogni giorno a livello umano e professionale. L'arte è la mia più grande passione, fin da piccola adoravo perdermi tra i colori! Quando non sono impegnata a rincorrere i miei figli o a inventare nuove attività insieme, mi dedico anche alla cucina, adoro sperimentare nuove ricette, soprattutto se si tratta di dolci! Mi piace rigenerarmi tra sentieri e cieli aperti; fare passeggiate immerse nel verde mi ricarica. Ho una mente aperta, sempre pronta ad accogliere nuove idee, culture e prospettive, perché credo che la bellezza della vita stia nella scoperta e nella condivisione!

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