Iran, Crosetto: “Serve missione Onu per garantire sicurezza nello Stretto di Hormuz”

Attualità

(Adnkronos) – "I Paesi non hanno detto no a mettere in sicurezza Hormuz. Hanno detto no a una missione che poteva sembrare quasi un ingresso in guerra in quel canale, mentre invece ciò che auspicano tutti i Paesi è una missione multilaterale internazionale che in qualche modo possa garantire la sicurezza a Hormuz". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto in un collegamento con Tg4 'Diario del giorno' per il quale "la presenza dell'Unifil è la salvezza del Libano" . "Bisognerebbe che le le Nazioni Unite si mettessero alla testa di questa cosa e poi a quel punto, probabilmente tutte le nazioni ma non soltanto quelle europee, non soltanto quelle della Nato, ma a quel punto anche tutte quelle asiatiche e l'India, parteciperebbero perché l'impatto energetico di Hormuz è principalmente verso l'Asia – ha sottolineato – Per noi è un impatto molto forte soltanto per l'aumento dei prezzi conseguente al blocco di Hormuz e per la parte che riguarda il gas liquido che arriva dal Qatar, ma l'impatto principale è quello che stanno subendo l'India, la Cina, cioè l'Asia. Per cui probabilmente una missione che metta in sicurezza Hormuz riuscirebbe a mettere attorno al tavolo d'accordo quasi tutto il mondo, perché non provare a farla?".  "I primi a chiederci di rimanere in questa fase per tutelare una possibilità della fine della guerra che sta colpendo il Libano sono gli stessi libanesi e le stesse Nazioni Unite – ha detto ancora Crosetto – Gli stessi contingenti si rendono conto del valore di questa missione di pace per far finire anche questa guerra che è in corso. Le alternative sono due: o in qualche modo gli Hezbollah vengono disarmati da una missione multilaterale delle Nazioni Unite o li disarma Israele con la guerra come sta facendo adesso. Non c'è una terza via, per cui la nostra presenza è la salvezza del Libano ed è un modo per evitare una nuova guerra civile che infiamma il Libano, poi magari da lì si trasferisce alla Siria, in Giordania, perché il più grande problema quando scoppiano questi incendi é che vengano spenti il prima possibile non che li si lasci a bruciare altri terreni e ad allargarsi ed è quello che sta facendo la missione Unifil lì".  Parlando dei diversi attacchi alle nostre basi in Medio Oriente, Crosetto ha detto: "La preoccupazione è tanta, non si immagina quanto". "Tutti i militari che era troppo pericoloso lasciare, non aveva senso perché la loro missione non sarebbe stata portata avanti, sono stati fatti rientrare, ne saranno fatti rientrare altri – ha affermato – quasi totalmente da Baghdad, ancora una parte da Erbil, ancora una parte dal Kuwait; quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare. Non si può lasciare qualcuno che non abbia una missione e non sia fondamentale per ciò che deve fare in quel luogo, per cui tutti gli altri sono stati fatti rientrare o saranno fatti rientrare a breve". 
—internazionale/[email protected] (Web Info)

Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

Lascia un commento