(Adnkronos) –
Hamas ha accettato in linea di principio il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza, che prevede l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi israeliani. Lo riferiscono fonti a conoscenza della questione ad Haaretz. Sembra che il Qatar sia stato coinvolto nel tentativo di convincere Hamas ad accettare l'impalcatura dell'accordo e Trump spera di finalizzarlo con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu quando si incontreranno lunedì. Come parte dell'accordo per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, Israele rilascerebbe centinaia di prigionieri palestinesi e ritirerebbe gradualmente le sue forze dalla Striscia di Gaza. Sarebbero almeno 38 i palestinesi rimasti uccisi dall'alba nella Striscia di Gaza, 25 dei quali a Gaza City. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera che cita fonti mediche degli ospedali dell'enclave palestinese. "I bambini non possono morire di fame" e "non c'è alcuna una ragion militare per continuare a martellare quello che è già ridotto in macerie". Barack Obama, da Dublino, fa sentire la sua voce, critica il proseguimento delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, non risparmia osservazioni sul premier israeliano Benjamin Netanyahu e denunce per Hamas. "E' inaccettabile – ha detto l'ex presidente degli Stati Uniti in dichiarazioni diffuse dal suo ufficio e rilanciate dalla Cnn – ignorare la crisi umanitaria in corso a Gaza ed è necessario insistere sul fatto che entrambe le parti devono trovare una strada in cui uno stato palestinese e la sua autonomia coesistano con un Israele sicuro". Di Netanyahu, intervenuto ieri all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Obama – che arrivò alla Casa Bianca nel gennaio del 2009 – ha ricordato: "Non siamo sempre andati d'accordo". E non ha risparmiato critiche. "Purtroppo, spesso i leader, i politici, hanno un interesse personale nel sostenere l'idea che si tratti semplicemente di loro e di noi e che la colpa sia loro perché questo li aiuta a rimanere al potere – ha incalzato – E' un gioco cinico. L'ho visto durante tutta la mia presidenza e non sono sempre stato popolare in quella regione. Penso sia giusto dire che io e il premier israeliano, che è sempre lì, non eravamo grandi amici". E contro Hamas ha tuonato: "E' il massimo del cinismo l'approccio crudele di Hamas nel tentativo di risolvere un problema che mette a rischio tutta la loro popolazione e da parte mia il rifiuto è allo stesso modo". —internazionale/[email protected] (Web Info)
