Disegno Mucche in Sciopero realizzato da una bambina di 12 anni contro gli allevamenti intensivi, ha scatenato una polemica in Piemonte: proteste, petizioni e un acceso dibattito che dal diario scolastico arriva fino al Consiglio regionale
Disegno Mucche in Sciopero realizzato da una bambina di dodici anni è diventato, in pochi giorni, il centro di una polemica che coinvolge genitori, associazioni di categoria, politici e perfino il Ministero dell’Istruzione. L’immagine, vincitrice di un concorso artistico promosso dalla Fondazione Comunitaria del Verbano Cusio Ossola, raffigura alcuni animali da cortile che manifestano contro gli allevamenti intensivi. L’opera è stata inserita nel “Diario Amico” 2025/2026, distribuito a migliaia di studenti del primo ciclo nel territorio del Vco (Verbano Cusio Ossola).
Disegno Mucche in Sciopero: l’arte di una bambina e la bufera degli adulti
Il diario, realizzato nell’ambito di un progetto educativo coordinato dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e sostenuto da Ars.Uni.Vco e dalla stessa Fondazione, nasce con finalità inclusive e formative. Tuttavia, la pubblicazione del disegno ha acceso un acceso confronto pubblico, trasformandosi in un caso politico e culturale. L’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurale ha denunciato i contenuti del diario come offensivi nei confronti degli allevatori di bovini, chiedendone il ritiro immediato e l’intervento del ministero competente. Alcuni genitori hanno aderito alla protesta, reclamando il ritiro delle circa settemila copie già distribuite. La vicenda ha generato anche una contrapposizione sui social: due petizioni online si fronteggiano, una contro il disegno, che ha raccolto oltre 1.114 firme, e una a sostegno della giovane autrice, promossa dall’attivista animalista e blogger Carmen Luciano, con più di 14.600 adesioni.
Il caso è approdato infine in Consiglio regionale del Piemonte, dove la consigliera Federica Barbero (Fratelli d’Italia) ha presentato un ordine del giorno per ottenere chiarimenti sulla diffusione del diario nelle scuole. Alcune voci chiedono addirittura sanzioni disciplinari nei confronti del personale scolastico coinvolto, accusato di promuovere un presunto “orientamento ideologico vegan-animalista”.
Nel mezzo della disputa, tra accuse e prese di posizione, resta però in silenzio la protagonista involontaria di questa storia: la bambina che, con la spontaneità dei suoi dodici anni, aveva solo voluto disegnare ciò che pensava fosse giusto.
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