Dieta su misura “riduce 30% ricoveri e 20% accessi in Ps”, prof Laviano: “Risultati straordinari e più marcati tra chi soffre di malattie cardiovascolari, diabete e insufficienza renale cronica”

HEALTH - SALUTE

(Adnkronos) – Mangiare correttamente fa bene alla salute. E anche alle tasche di chi vive in condizioni di fragilità economica. È quanto emerge da uno studio della Tufts University condotto su larga scala in Massachusetts su oltre 1.800 beneficiari di Medicaid (il programma sanitario statunitense per persone a basso reddito) che hanno ricevuto pasti personalizzati, preparati e consegnati a domicilio secondo le indicazioni di un medico esperto in nutrizione. Ad analizzare per l'Adnkronos Salute il lavoro scientifico è Alessandro Laviano, direttore Nutrizione clinica dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma, che spiega in questa intervista i risultati della ricerca pubblicata su 'Nature Medicine'. "I risultati di questa ricerca – spiega il professor Laviano – sono stati sorprendenti: chi ha seguito una dieta personalizzata ha registrato il 31% in meno di ricoveri ospedalieri e il 20% in meno di accessi al pronto soccorso. In termini pratici, significa 443 ricoveri e 403 visite in meno ogni 1.000 persone trattate, in soli 6 mesi di osservazione. Numeri che testimoniano importanti risparmi sia per quanto riguarda la salute dei pazienti sia per quelli che sono i costi del sistema sanitario". Altro elemento rilevante è quello legato alle patologie. "Noi medici non facciamo altro che ripetere la lezione di Esculapio: 'che il cibo sia la tua medicina…'. I vantaggi di seguire una dieta controllata, infatti, secondo quanto dice la ricerca, sono stati ancora più marcati tra chi soffre di malattie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale cronica o depressione. E – continua il direttore – sempre valutando anche l'aspetto economico, possiamo dire che i risparmi netti sono stati ancora più elevati, arrivando fino a 10.450 dollari per i pazienti con problemi cardiaci e oltre 12.000 dollari per quelli con insufficienza renale". 
Quindi come nutrizionista cosa consiglierebbe a un paziente che già segue una terapia farmacologica? "Prima di tutto di evitare il fai da te e quindi di rivolgersi a un centro specializzato e di seguire un regime adattato alle esigenze cliniche e alle preferenze alimentari del paziente, dopo una attenta valutazione nutrizionale iniziale. L'integrazione di cibo sano nella cura clinica può migliorare rapidamente la salute dei pazienti più fragili e ridurre anche i costi per il sistema sanitario. Il modello usato in questa ricerca potrebbe essere sperimentato anche qui da noi perché investire in alimentazione personalizzata per i pazienti più vulnerabili non è solo una scelta etica, ma anche una strategia efficace per migliorare la salute pubblica e contenere la spesa sanitaria". 
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Mina Cappussi

Sono nata il 14 luglio, che è tutto dire! Docente a contratto per l’UNIVERSITA’ ROMA TRE, Facoltà di Lettere, dipartimento di Linguistica, Corso di “Metacomunicazione sul Web e New Media” Laureata con Lode in Scienze Politiche, Master in Management Sanitario Professionale di II livello Master in Diritto del Minore Roma Sapienza, Master in Didattica professione Docente, Perfezionamento in Mediazione Familiare e consulente di coppia Università Suor Orsola Benincasa Napoli, Diploma di Counselor, Master sull’Immigrazione e le Migrazioni Italiane Università Venezia, Master in studi su Emigrazione Forzata e dei Rifugiati - University of Oxford, Master Class in Giornalismo Musicale, Diploma DSA, Diploma Tecnologo per l'Archeologia Sperimentale. Scrittrice, saggista, giornalista, artista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, International Press Card Federation of Journalists, Direttore e Publisher dal 2008 del quotidiano internazionale UN MONDO D’ITALIANI

http://www.minacappussiartista.it/

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