Cucina vegana sottovalutata dai ristoratori

Cucina vegan limitata: i ristoratori sottovalutano le necessità di chi vuole mangiare sano

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Cucina vegan limitata in molti ristoranti che offrono menu limitati e poco curati per chi segue una dieta a base vegetale. Creare piatti 100% green richiede creatività e impegno, ma molti locali non sono disposti a farlo

Cucina vegan limitata in molti locali che si definiscono aperti a tutti, ma le opzioni a base vegetale vengono poco curate o addirittura non indicate su menu. Creare piatti 100% green richiede inventiva e qualità, e non tutti sono disposti ad innovarsi.

Cucina vegan limitata nei menu

Sebbene ci sia una crescente diffusione di stili di vita più sostenibili e rispettosi dell’ambiente, che prevedono il consumo esclusivo di alimenti completamente vegani e sostituti di carne e derivati, e l’aumento di persone che scelgono per motivi etici o per salute di intraprendere tali percorsi di vita, moltissimi ristoranti continuano ad offrire menu limitati per nulla invitanti. I piatti alternativi sono stati aggiunti di ripiego per accontentare quella parte di clientela, che pur pagando cifre inappropriate, si ritrova davanti opzioni deludenti contrariamente a chi segue una dieta onnivora, magari un’insalata scondita con della frutta secca oppure una porzione di patatine fritte.

Ciò vuol dire ignorare le necessità di un gruppo di persone sempre più numeroso che desidera mangiare sano ed essere rispettato. Ecco il dibattito di alcuni ristoratori americani.

Brian Cortes, chef de cuisine al Sour Duck Market, bar e birreria ad Austin in Texas, afferma come riportato su Eater che “chi cucina deve essere in grado trasformare qualsiasi tipo di cibo in manicaretti deliziosi, anche quello vegano”.

Mike Stankovich invece, dichiara che determinate proposte in carta dovrebbero risultare complete e gustose, indipendentemente dalle preferenze “Al Mid-City siamo flessibili, è possibile adattare le ricette ad ogni richiesta o particolare evenienza”.

Non mancano coloro che si schierano contro questo tipo di riflessione, ad esempio David Chang sostiene che: “Se non ti piace puoi andare altrove”.

La cucina green dovrebbe essere parte integrante del menu, e non è assolutamente vero che non vende perché poco appetibile, piuttosto non viene realizzata al meglio. Tutt’altro, ai fornelli bisognerebbe unire le idee creative più disparate al fine di rendere l’esperienza complessiva accessibile per chiunque.

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Valeria Scinocca

Ciao! Sono Valeria Scinocca, una ragazza di 21 anni che ha una grande passione per l'informatica, tanto che ho scelto di dedicare i miei studi a questo affascinante campo. Parallelamente, mi impegno nel Servizio Civile, presso l'OdV Ippocrates, dove ho l'opportunità di contribuire alla mia comunità e di crescere come persona. La mia vita è colorata da due grandi amori: il cibo e gli animali. Adoro esplorare nuovi sapori e sperimentare in cucina, trovando sempre nuove ricette da provare. Gli animali occupano un posto speciale nel mio cuore e mi piace passare il tempo con loro. Tra codice, impegni civici e passioni personali, cerco di vivere ogni giorno con entusiasmo e curiosità, sempre pronta ad apprendere e a scoprire nuove avventure.