Crimea Nel lessico dei lavoratori entra un nuovo vocabolo “DIRITTI”

Attualità

di Maurizio Compagnone*

(UNMONDODITALIANI – UMDI)Tra le novità più complicate da comprendere, il “numero di posizione assicurativa” che si richiede ai lavoratori per rimanere a lavorare in Crimea, di cui cittadini della Crimea non sanno neppure di cosa si parla. Per rimanere a lavorare in Crimea il lavoratore ha tempo per mettersi in regola fino al 1 ottobre 2014, ultima data utile concessa.

Alt sui posti di lavoro sono in consegna i questionari per i lavoratori da restituire ai datori di lavoro, dopo essere stati riempiti, costoro avranno il compito di farli pervenire alla Cassa pensione della Repubblica di Crimea. Il datore è tenuto a registrare tutti i lavoratori alle sue dipendenze. Per la Crimea è una grande novità che responsabilizza anche il datore di lavoro, ora non può più permettersi di non pagare il lavoratore o di non riconoscergli malattie o ferie. Finalmente i diritti dei lavoratori sono tutelati e i datori di lavoro sanno che non possono scherzare, non potranno più avvalersi di personale temporaneo, avranno necessità di avere una struttura efficiente regolarmente retribuita come qualsiasi azienda che si rispetti, con un pool di professionisti che monitorano il percorso dalla produzione all’immissione sul mercato.

Forse molti imprenditori si saranno pentiti di aver appoggiato il referendum, hanno ben compreso che il rispetto delle regole è un dovere e i lavoratori in caso ciò non avvenga possono avvalersi dei loro diritti.

05/04/2014

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