Confimprese Turismo: il nuovo ministro Mazzi ha tutte le qualità che servono. Veronese, classe 1960, l’attuale Sottosegretario alla Cultura con delega allo spettacolo ha raggiunto a piedi il Quirinale per giurare nelle mani del Capo dello Stato. Gianmarco Mazzi ha quindi formalmente assunto la carica di Ministro del Turismo succedendo a Daniela Santanché.
«Siamo particolarmente lieti di questa scelta di Giorgia Meloni che ci carica di ottimismo – ha commentato a caldo il Presidente di Confimprese Turismo Italia Giuseppe Sarnella – Arte e cultura sono infatti un volano fondamentale per lo sviluppo del turismo e il nuovo ministro ha una notevole esperienza ed incarna tutte le capacità per indirizzare al meglio l’intero comparto turistico. Esprimiamo quindi la nostra stima, manifestando grande fiducia nel suo lavoro».
A differenza di quanto viene percepito, il turismo non è importante solo nel nostro Paese, ma rappresenta una colonna portante dell’economia moderna a livello globale. Il contributo totale del turismo al PIL mondiale è stato infatti stimato in 11,1 trilioni di dollari, circa il 10% dell’economia globale. Il turismo è inoltre uno dei principali motori per la creazione di posti di lavoro, grazie a barriere all’ingresso relativamente basse e alla sua natura di servizio ad alta intensità di manodopera. Il settore ha supportato circa 357 milioni di occupati a livello mondiale rappresentando circa il 10% dell’occupazione globale.
Praticamente 1 lavoratore su 10 è impiegato nel turismo ed è importante evidenziare che il settore impiega una percentuale significativa di giovani e donne. Infatti, i dati ufficiali rilevano che il 15,5% della forza lavoro turistica ha tra i 15 e i 24 anni e che le donne rappresentano il 40% dell’occupazione diretta.
«Il settore turistico è in costante crescita dappertutto – sottolinea il Presidente di Confimprese Turismo Italia – Le previsioni stimano che entro il 2035 il numero di occupati salirà a oltre 460 milioni, arrivando a sostenere 1 posto di lavoro ogni 8 nel mondo. E se il turismo è così importante in tutto il mondo, appare di tutta evidenza che dovvrebbe esserlo ancor di più proprio nel nostro Paese, che senza dubbio è il più bello del mondo. Eppure lo abbiamo maldestramente e per troppo tempo trascurato. Nel 1993 lo abbiamo addirittura soppresso! L’Italia non ha avuto un Ministero del Turismo per ben 28 lunghi anni. Solo nel febbraio 2021 il Ministero è stato finalmente ripristinato dal Governo di Mario Draghi».
Il comparto turistico italiano si conferma un pilastro insostituibile dell’economia nazionale, vivendo una fase di espansione senza precedenti che lo ha portato a superare definitivamente i livelli pre-pandemici. Sono proprio i numeri a dimostrare che il turismo è un settore in grado di trainare l’intero sistema Paese. Il contributo del turismo alla ricchezza nazionale è in costante ascesa. L’impatto complessivo – diretto e indiretto – è previsto raggiungere i 237-240 miliardi di euro. Già oggi il turismo italiano sostiene circa 3,2 milioni di posti di lavoro e le proiezioni a lungo termine mirano a un’incidenza del turismo sul PIL nazionale pari al 12,6-13% entro il 2034. Questo dato corrisponde a circa il 13-13,2% dell’occupazione totale in Italia.
«I flussi turistici mostrano una dinamica di crescita solida, con l’Italia che finalmente si riposiziona ai vertici delle classifiche europee – conclude il Presidente Sarnella – Ora ci sono tutte le condizioni per finalmente imboccare la strada giusta – conclude il Presidente Sarnella – Il nuovo ministro ha tutte le caratteristiche per alimentare il binomio arte e cultura come volano per il nostro turismo. Oltre il 50% dei turisti stranieri sceglie l’Italia specificamente per l’offerta culturale. Chi viaggia per arte e cultura tende a spendere mediamente il 20-25% in più al giorno rispetto al turista balneare o generalista, investendo in servizi di guida, cataloghi, artigianato e ristorazione di qualità. Il turista moderno non vuole solo “vedere” un quadro, ma vuole “vivere” la cultura. Questo include l’enogastronomia (cultura del cibo), l’artigianato artistico e le tradizioni locali, creando un ecosistema di sviluppo che valorizza l’intera filiera del Made in Italy. Nutriamo quindi la speranza che il nuovo ministro riesca a dare una scossa all’intero settore ed a farlo considerare fondamentale volano di sviluppo sostenibile e occupazione qualificata per il futuro. Confimprese Turismo è al suo fianco per sostenerlo nell’iimpresa di rendere il nostro Belpaese una “superpotenza” turistica, capace di trasformare il proprio patrimonio culturale e naturale in un volano di sviluppo sostenibile e occupazione qualificata per il futuro».
