di Don Mario Colavita
In una società debole, liquida, come l’ha definita il sociologo Bauman, in cui i rapporti sociali sono sempre più lontani e farraginosi, si ha il bisogno di ri-trovarsi insieme per il semplice fatto di stare lì insieme a dividere qualcosa di comune
(UMDI) Una festa, un compleanno, una nascita, un matrimonio, un funerale, sono occasioni che ci portano “obbligano” a stare insieme né più né meno. Questo stare insieme è fondamentale perché la convivenza ci fa crescere, anzi, è come una medicina contro l’egoismo e l’individualismo. Oggi molti preferiscono starsene a casa a vedere la Tv, un bel film in DVD, trascorrere la serata facendo zapping senza nessuna voglia di confrontarsi con gli altri, di discutere, di ragionare etc…
La festa patronale diventa il tempo in cui la comunità si ri-trova insieme attorno ad un evento non quotidiano, extra, cioè non fa parte della vita di tutti i giorni e per questo veste una particolare importanza per la vita sociale e personale di ciascuno.
Colletorto ha il suo patrono in S.Giovanni Battista, il precursore di Cristo e il più grande dei profeti. Solo di lui la Chiesa celebra due feste: la prima il 24 giugno (giorno della sua nascita) e il 29 agosto giorno del suo martirio.
Il significato della festa patronale affonda le sue radici nel mondo militare antico e in particolar modo nel periodo del massimo declino dell’epoca romana. Il patrono, infatti, era il capo di una famiglia particolarmente ricca e potente, attorno al quale si riunivano i cittadini che chiedevano protezione contro le violenze ed i soprusi. Con l’avvento del cristianesimo e la fine dell’impero romano, in un’epoca di sopraffazioni ed incertezza, la Chiesa divenne l’unica guida morale in grado di garantire soccorso. I protettori dei deboli e dei bisognosi divennero quindi i suoi rappresentanti: Papi, vescovi, abati, sacerdoti. La Chiesa ereditò, quindi, il concetto di “patrono” che venne, però, trasformato in senso cristiano.
Il patrono è un Santo, che per tradizione od elezione è venerato con culto particolare dal clero o dal popolo di un luogo. E’ protettore degli appartenenti ad una determinata classe o professione. Anche i soldati romani, dopo l’editto di Costantino del 313 d.C. con il quale l’Imperatore riconosceva a chiunque il pieno diritto di professare la religione cristiana e poneva ufficialmente termine alle persecuzioni, fecero proprio il concetto cristiano dell’amore ed iniziarono ad affidarsi alle cure ed all’intercessione dei Santi patroni.
Il 29 agosto si ricorda il martirio di S.Giovanni Battista
Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomé, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. La celebrazione della “decollazione” di Giovanni Battista è fissata al 29 agosto, probabile data del ritrovamento della reliquia del capo del Santo, ora conservata nella Chiesa di San Silvestro a Roma.
Il Patronato
Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità, e molte città e chiese ne presero il nome. Moltissimi sono anche i patronati, di cui ricordiamo i più importanti. Per via dell’abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono di sarti, pellicciai, conciatori di pelli; per l’agnello, dei cardatori di lana. Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori; per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici. Un inno in suo onore diede a Guido d’Arezzo spunto per i nomi delle note UT RE MI FA SOL LA, ed è quindi patrono dei cantori. Come battezzatore è patrono dei trovatelli, che venivano abbandonati alle porte dei battisteri. È patrono dell’ordine di Malta, e di molte confraternite che assistevano i condannati a morte.
L’inconografia
Attributo principale nell’iconografia è un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta “Ecce agnus Dei”; è vestito con l’abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.
Il Battista è rappresentato in tutti i momenti della sua vita, fin da quando, ancora nel ventre della madre, sussulta all’arrivo di Maria incinta di Gesù. È rappresentato bambino, già vestito con una pelle di cammello, in compagnia di Gesù e altri personaggi delle due famiglie. La raffigurazione più frequente è ovviamente la scena del battesimo di Gesù nel Giordano. È infine rappresentato nel momento del martirio, o subito dopo, quando la sua testa è presentata a Erode, Erodiade e Salomé.
Colletorto possiede uno dei più riusciti capolavori lignei di Giacomo Colombo Napoletano di adozione (Padova 1663, morì a Napoli nel 1731 ca) adolescente si trasferì a Napoli divenendo uno dei più famosi artisti lignei tanto da raggiungere anche cariche prestigiose come quella di prefetto della corporazione degli artisti napoletani ottenuta nel 1701 per i suoi meriti.
La statua di S.Giovanni Battista di Colletorto è di una imponenza unica. Il santo, con i capelli fluenti sulle spalle e l’aureola, indossa un ampio manto rosso, leva la mano destra con l’indice alzato e sostiene con la sinistra una lunga croce. Il suo sguardo è intenso e penetrante.
Per portarla in processione occorrono almeno 8 persone robuste con al fianco altre che ne danno il cambio. Quest’anno per onorare il patrono principale del paese i cavalieri angioini si sono resi disponibili per portare il santo patrono a spalla.
Festa, dunque, che ravviva il senso dello stare insieme sotto la protezione del precursore di Cristo e soprattutto motivo di ravvivare il senso cristiano della nostra vita e del nostro stare insieme
30 / 08 / 2008
E ancora
- Sostenibilità, con EcoFlow Stream risparmi fino a 1.993 euro in bolletta
- Terremoto oggi da Kamkatchka a Giappone, la casa trema per un minuto
- Roma ChilometroZero, la città si trasforma al Museo in Trastevere
- Fumetti, morto Angelo Maria Ricci: matita di Diabolik
- Russia, avanza la repressione di Putin. E la paura si diffonde anche fra le élite
