Castello di Torella successo memorabile celebrato da Filitalia Umdi Molise Noblesse. Un evento culturale di grande valore, tra arte, musica, memoria storica e testimonianze d’eccellenza nel racconto di Donna Angela
Castello di Torella successo memorabile riscosso. La fortezza medioevale, dichiarata Monumento Nazionale Casa-studio Museo di Elena Ciamarra Cammarano, ha affascinato grandi e piccoli, offrendo un viaggio unico tra cultura, memoria e bellezza.
Castello di Torella successo memorabile: un millennio di storia
Torella del Sannio ha accolto un evento straordinario che ha riportato i partecipanti indietro nel tempo:
Eretto probabilmente tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV su un antico presidio militare, il castello domina un dosso collinare nell’alta valle del Biferno, a guardia del tratturo Castel di Sangro-Lucera, nella zona più elevata dell’abitato, vicino alla chiesa madre dedicata a S. Nicola di Bari e a S. Clemente Martire.
Le fonti angioine attestano che nel 1266 esisteva un feudo chiamato Turellam, munito di un castello raggiungibile attraverso tre porte, appartenente a Tommaso Capuano. L’edificio, a forma quasi trapezoidale, conserva alcuni elementi originali di impianto angioino, come le tre torri cilindriche a base scarpata e una torre quadrata sul lato posteriore. Nel corso dei secoli ha subito ampliamenti, soprattutto dopo i terremoti del 1456 e del 1805. Nel periodo rinascimentale furono costruiti due grandi terrazzi. Le torri occidentali presentano una struttura particolare: una curiosa sommità ad arco, simile a quella di Rocca Cilento, in provincia di Salerno.
La fortezza passò attraverso numerose famiglie nobili: Capuano, Sanframondo, di Capua, Caracciolo, Greco, Marchetta, Del Giudice e Francone, il cui stemma è ancora visibile sulla torre quadrata. Dopo il terremoto del 1805, l’ultima proprietà feudale cedette il maniero a Gennaro Ciamarra, che vi trasferì con la famiglia, trasformandolo in residenza borghese. Oggi il castello è diviso tra due proprietari, uno dei quali discendenza dei Ciamarra, testimoniando secoli di storia.
Protagonisti tra le mura
Tra gli ospiti, la scrittrice, giornalista e artista, Mina Cappussi, i ragazzi del Servizio Civile Universale Valentina Pisano e Marco Monaco, la cantante lirica soprano, Alessandra Gioia, la figlia Vittoria Vera Gioia, pianista e compositrice, l’artista e gallerista, Carlo Alvise Crispolti, il cultore di Dante, Alessio Spina e il musicista, Domenico Prioriello, insieme alle piccole Giorgia, Sofia e Giulia.
A guidare la visita, Angela Piscitelli, moglie e compagna di vita del compianto Leonardo Cammarano. Oggi Donna Angela, insieme alla figlia Elena, vive tra le mura del castello, custode di un’immensa biblioteca e di migliaia di opere d’arte che raccontano un secolo di cultura italiana.
“Questo castello ha mille anni di storia – ha raccontato Donna Angela – e nasce come struttura difensiva, con mura imponenti e spesse. Le finestre che vedete oggi sono ottocentesche, così come le stoffe che arredano le sale, provenienti dall’Africa e risalenti alla fine del XIX secolo. Elena Ciamarra, si era recata in Africa per disegnare volti di etnie diverse dalla nostra e appuntare le melodie dei beduini.”
Un’artista senza confini: Elena Ciamarra
Elena Ciamarra, figlia del noto avvocato e novelliere molisano, Giacinto Ciamarra, e della napoletana Adele Contieri, nacque a Napoli nel 1894. Dedicò la sua vita all’arte e alla musica, distinguendosi come una delle prime donne a conseguire il diploma di pianoforte, violino, composizione e direzione d’orchestra.
Durante i suoi viaggi all’estero, entrò in contatto con numerosi artisti, intellettuali e maestri, arricchendo il suo percorso culturale. Studiò anatomia all’università di Napoli, dove incontrò il futuro marito, Pasquale Cammarano, studente di chirurgia. Dal loro matrimonio nacquero Leonardo e Maria Luisa, detta Minna. Leonardo, a sua volta, sposò Silvia Croce, figlia di Benedetto Croce, e successivamente Angela Piscitelli.
All’interno del castello sono oggi custoditi circa cinquecento disegni di Elena Ciamarra, testimonianza della sua intensa attività artistica. Durante il percorso, gli ospiti hanno visitato la camera da letto dell’artista, osservando gli arredi originali e un mobile sul quale sono poggiati i pigmenti che utilizzava nel suo lavoro.
A tal proposito, Angela Piscitelli ha raccontato come Elena impiegasse i pigmenti per la realizzazione delle copie, riservando i colori a olio per i quadri originali.
Mare in tempesta
Percorrendo le sale del maniero, i visitatori hanno ammirato uno Steinway, unico al mondo: “Questo pianoforte ha 150 anni, è stato acquistato come modello di esposizione a Napoli – ha spiegato la signora Piscitelli – la sua meccanica non è mai stata cambiata. Le sollecitazioni emotive che trasmette non sono quelle dei pianoforti moderni.”
Proprio su questo strumento, la talentuosa Vittoria Vera Gioia ha eseguito “Mare in tempesta”, una melodia da lei composta, regalando un momento di intensa emozione:
La visita si è conclusa lungo un percorso stretto: dopo aver attraversato la camera da letto, gli ospiti sono saliti sulla torre. Una culla ha catturato l’attenzione. Alla sua vista, Alessio Spina ha rievocato un’espressione dialettale ironica che riportava alla sua fanciullezza: “Ah, chella cundra ca nun s’è rmutcata!“.
Molise Noblesse
Da anni Molise Noblesse, Movimento per la Grande Bellezza di una Piccola Regione, si occupa di promuovere l’identità del territorio, attraverso iniziative, eventi e collaborazioni. L’obiettivo è far conoscere un Molise autentico, dove luoghi come il Castello di Torella non sono solo monumenti da ammirare, ma simboli di una “storia che ha tanto da raccontare”.
E ancora
- Morta alla festa in villa a Bagheria, l’agghiacciante presagio sulla piscina nell’invito
- Turismo: TH ‘conquista’ il villaggio Free Beach di Costa Rei
- Piano Mattei, Talò: “Conta il metodo, approccio sia paritario”
- Eurogruppo e Ecofin a Copenaghen, le videonews dal nostro inviato
- Venezia 82, parte il toto-italiani: da Paolo Sorrentino a Pietro Marcello
