di Romina Nocera –
La Redazione Umdi, accoglie ancora una volta molisani emigrati. Ospiti speciali Angelo Lippucci dal Canada e Lucho Mora dall’Argentina che hanno allietato la giornata con i racconti delle proprie esperienze. Grande emozione nel tornare in terra molisana
(UMDI-UNMONDODITALIANI) Casa Molise ha accolto con gioia i molisani emigrati Lucho Mora e Angelo Lippucci. Abbracci, lacrime, strette di mano, pacche sulle spalle. I due sono rimasti piacevolmente sorpresi dall’accoglienza loro riservata, sin da quando sono arrivati in Molise. Angelo Lippucci, noto per essere stato il promotore e l’organizzatore della raccolta di fondi che ha portato ad erigere lo stupendo “Monumento all’Emigrante” di Bagnoli del Trigno, nel 2009 è stato soprintendente di sartoria per le uniformi degli atleti per il Comitato Olimpico dell’Australia e Nuova Zelanda in preparazione delle Olimpiadi invernali del 2010. Sotto la sua completa e assoluta responsabilità gli oltre duemila tra capi di vestiario e calzature degli 80 atleti australiani, di cui due vincitori di medaglia d’oro e uno dell’argento. Non è la prima volta che Casa Molise accoglie molisani d’origine emigrati alla ricerca di fortuna. Lo scorso 28 luglio, presso la sede del quotidiano internazionale Un Mondo d’Italiani, diretto da Mina Cappussi, un pullman Gran Turismo ha fatto scendere 29 ragazzi, tra cui Armando Manzo, commerciante di abbigliamento, originario di Duronia, orgogliosamente molisano fin nel midollo, da sempre impegnato in iniziative e attività volte a rafforzare i legami con la madre patria. Con il gruppo anche i quattro allenatori storici: Marcello Manzo, da cui i genitori Giovanni e Maria, partirono nel ’53; Carlo Ettore, originario di Frosolone. I suoi genitori Antonio e Lina emigrarono nel ’49; Daniel Julia, anche lui originario di Frosolone. Sua madre, Maria Carmignia, emigrò nel ’44 con il padre, Egidio Colaneri e la madre, Bice La Porta; Luigi Santella, originario di Jelsi. Michelangelo Santella e Antonia Fabbro, suoi genitori, emigrarono nel ’57. Per
questa occasione, protagonisti sono stati Lippucci e Mora, il 14 agosto al piano superiore di Casa Molise – Molisani nel Mondo, l’evento è creato e patrocinato da Mina Cappussi, organizzato da Centro Studi Agorà e dal quotidiano internazionale UNMONDODITALIANI Umdi, Ippocrates, Casa Molise, Regione Molise-Patto per lo Sviluppo del Molise e con i ragazzi del Servizio Civile Nazionale all’interno del progetto Molise Noblesse Festival. Una grande scritta a fare da cornice all’incontro. “Benvenuti in questa che è la Casa per tutti i molisani nel mondo – ha cominciato Mina Cappussi – punto di riferimento affinché vi sentiate proprio come a casa vostra, accolti con calore e affetto. Quelli che vedete qui affianco a me sono i ragazzi del Servizio Civile Progetto Turchese di Agenzia Agorà. Il progetto è stato fortemente voluto da me e prevede appunto una serie di azioni di supporto agli emigrati e alle loro famiglie, nonché un progetto di raccolta delle storie di emigrazione da lasciare alle generazioni future”. La Cappussi lavora da anni nel settore dell’emigrazione appunto, ha persino curato il primo Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo, un’opera grandiosa, unica nel suo genere, corredata di fotografie e documenti originali e anche inediti, che ha già ottenuto riconoscimenti prestigiosi. La presentazione, infatti, nasce sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero Affari Esteri. La stessa dirige uno dei pochi quotidiani al mondo riservati a chi è lontano dalla patria. Obiettivo principale delle iniziative della dott.ssa Cappussi è creare legami e per rafforzare il senso di appartenenza e l’amore per il Molise, un progetto di rafforzamento dei rapporti tra Molise Canada e Argentina sostenuto da un quotidiano che è assai letto nel mondo. La visita a Casa Molise si è rivelata particolarmente emozionante, anche se breve, ma non finisce qui. Altre iniziative sono pronte per collegare il Molise con gli altri stati.

Esperienze di Emigrazione
Tony Perfetto, emigrato in Australia dice: “L’integrazione è uno dei punti forti del sistema politico australiano. Le persone che arrivano come immigrati o come rifugiati sono accolti con grande ospitalità. L’assistenza sanitaria è rigorosa ed è aperta a chiunque abbia delle serie difficoltà ed è in cerca di un aiuto concreto. Gli stranieri vengono selezionati in base alle proprie capacità professionali e vengono direzionati in ambiti lavorativi altamente specifici. Io ho dovuto ottenere il riconoscimento dei titoli di studio per esercitare la mia professione. C’è un sistema anglosassone per cui bisogna sostenere degli esami per entrare nel mondo del lavoro. Negli anni il sistema politico è cambiato e il governo cerca di incentivare il multiculturalismo. Dopo un periodo di tempo relativamente breve l’immigrato trova integrazione, assistenza, istruzione e viene inserito nella società attraverso corsi di lingua inglese, fondamentali per una buona inclusione sociale”. Anche a Melbourne ci sono molte famiglie molisane ben integrate nei vari sobborghi della città. Gli italiani, arrivati in Australia a seguito della guerra si sono integrati ed inseriti talmente bene che sono rimasti e hanno avuto figli, che ora svolgono ruoli dirigenziali di alto profilo. Ricorrono usualmente cognomi, tanto per fare qualche esempio: Romano, Spina, Perrella, Campanella, Di Ciero, Chiovitti, Di Petta, Calabrese, Bernardo, Amatuzio, Maitino, Lucarelli, Iannetta, D’Amico, Tartaglia, Savino, Arcaro, Di Biase, Di Iorio, Di Pietro, Malatesta, Monaco, Iacobucci, D’Andrea, Colalillo, Colavita, tutti chiaramente molisani. A conclusione della giornata Mora e Lippucci non trattengono l’emozione e ammettono che ogni volta che tornano nella terra natìa provano sempre una sensazione diversa. Grande la commozione nel ritrovare i cari, rivedere amici di infanzia e posti meravigliosi. “Il Molise avrà la visibilità che merita perchè il Molise esiste!”
15 / 08 / 2017
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