Carlo Alvise Crispolti dai pixel al codice morse del colore, creatività a gogò, ha portato a Viterbo l’eleganza che ti sorprende, una raffinata galleria nel sottopasso, rivoluzionando la fruizione dell’arte da parte del pubblico. Crispolti si racconta con gusto, dal cine Tv al coming out con se stesso, per scegliere, finalmente, senza condizionamenti. “O fai l’artista o fai il critico, o fai il curatore. Ma a me sta stretta l’etichetta. L‘unico vero critico imparziale sono io”
Carlo Alvise Crispolti dai pixel al codice morse del colore. Ma partiamo dall’inizio.
C’è un momento particolare, nella tua storia, che ha aperto un varco nella tua vita, che ti ha spinto a ripensare la vita così come programmata?
La mia prima compagna, psicologa del lavoro, si era occupata di una ricerca, secondo la quale la maggior parte degli uomini che andava in pensione veniva colpito da infarto perché non soddisfatti della propria vita. Magari avevano 3 figli, due case, un lavoro remunerativo, eppure tutto ciò non era quello che avrebbero voluto. Ai miei tempi, la massima aspettativa era il posto fisso. Mi porto dietro questo orientamento dell’esistenza basato su scelte imposte. Molte malattie che si manifestano ad una certa età sono la somma delle frustrazioni della vita. Il malessere interiore si manifesta con tumori. Di conseguenza, bisogna sempre ritagliarsi uno spazio personale, riservare e dedicarsi una parte della propria vita; non so, giocare a pallone, ad esempio, guardare un film, fare una ragazzata. Se reprimiamo tutto ne paghiamo le conseguenze. Nel mio caso, ho superato una patologia medica perché ho portato avanti i miei sogni, anche a discapito degli affetti.
E quali erano questi sogni?
Alla tenera età di quasi 60 anni sto realizzando quello che avrei voluto fare negli anni del diploma. Fare l’artista e occuparmi di arte. Io ho trovato la mia strada nell’arte, ma ognuno può e deve trovare la propria strada: non c’è un limite d’età.
A Roma c’è una scuola del comune poco pubblicizzata, ma che si rivela strategica. Si tratta della scuola di arti e mestieri, in cui viene insegnato un mestiere. E non pensate che sia così scontata. La frequentano chirurghi, avvocati, professionisti che avrebbero voluto fare il liutaio, la stilista, il falegname, il fabbro. Imparano a fare le vetrate delle chiese. Insomma, lì ti prendi la tua seconda possibilità
E così sei passato dai pixel al codice morse del colore, da grafico a gallerista e artista con la trovata geniale di una galleria al sottopasso di Viterbo
Non è mai troppo tardi per percorrere la propria strada
Cominciamo dall’inizio
Mio padre era un artista, dipingeva, era bravo. Ma all’epoca la famiglia veniva mantenuta dalla mamma, che lavorava al ministero, perché il marito, pur bravo, non riusciva a sfondare e a vendere le proprie opere. Il mio compagno di scuola, con la febbre della creatività che gli ardeva dentro, voleva fare l’artista, i genitori gliel’hanno proibito. Gli dissero che con l’arte non si campa. Adesso, a 50 anni, è finalmente docente all’Accademia di Belle Arti. Il padre alla fine è diventato famoso, ma quella difficoltà iniziale ha condizionato la vita del mio amico. Spesso i ragazzi seguono scelte imposte dai genitori. Sono condizionati prima dalla famiglia, poi dalla società: a prescindere dal successo che puoi raggiungere nella vita, farai sempre qualcosa che non è ciò che vorresti. Perché ognuno ha le sue proprie note che risuonano nel profondo, e quelle note dobbiamo ascoltare.
E invece che hai fatto piuttosto che dar voce alla tue note?
Il grafico pubblicitario, editoriale e multimediale, esprimendo così la creatività attraverso il mouse, abbandonando pennelli e colori. Ma se credi nei tuoi sogni, devi solo aspettare il momento propizio.
E dunque che ha fatto di speciale il “grafico” Carlo Alvise Crispolti?
Ho ripreso i pennelli, abbandonandomi completamente all’istintività, in contrapposizione alla precisione dei pixel, che mi hanno accompagnato per più di 30 anni. Ho cominciato a inviare le opere ai concorsi con ottimi riscontri, il mio stile piace per la particolarità che lo contraddistingue. E così ho esposto nelle maggiori capitali europee, a via Margutta e in diverse mostre a Viterbo, sia come curatore che come artista. Ho dato libero sfogo alla passione (repressa per così tanti anni), per divulgare non solo la mia arte, ma anche quella degli altri. Così ho aperto prima una galleria nel centro storico di Viterbo, poi un laboratorio artistico nella parte medievale ed ora curo le esposizioni in una galleria d’arte unica all’interno di un sottopasso.
Che ha significato per te mettere da parte Photoshop e cominciare a stendere colori materici’
E’ un ritrovare se stessi, dare voce alla propria voce.
E che timbro ha questa voce?
Tonante, perché dipingo solo quando ho l’esigenza di dipingere, è lampi e tuoni, come l’energia che si sprigiona nell’aria. Ma non c’è caos. Resta la mia natura di grafico, fuoriesce laddove c’è sempre un equilibrio tra i colori e le forme, si rimanifesta nelle forme astratte e nella bicromia nero/bianco.
Qual è il messaggio che fai passare?
Nell’ambiente artistico o fai l’artista o fai il critico, o fai il curatore. Ma a me, che amo esprimere tutto me stesso, mi sta stretta l’etichetta perché la creatività si manifesta in più forme. Quando uno dà voce alla propria voce non si può censurare nulla; l‘unico vero critico imparziale sono io. Non c’è opera o azione, che, portata al termine, non mi porti a dire: potevo fare diversamente, avrei potuto mettere il tal’altro colore, l’opera rimane compiuta nella misura in cui è vincolata. Sono sempre alla ricerca di qualcos’altro, perché siamo tutti alla ricerca di un pensiero che non è realizzabile: la perfezione.
Le tue opere sono zeppe di simboli, segni, figure, sagome, linee, come un codice morse
Quando dipingo o disegno lascio fluire i miei pensieri. Questi, quando si materializzano, appaiono come simboli
Tu hai la chiave di lettura?
A seconda dell’umore cambiano d’intensità e geometria.
Cosa c’è ancora del tuo vecchio lavoro?
L’equilibrio delle forme. Un vissuto che permea il colore e si ripresenta
Che ti senti di consigliare ai lettori UMDI?
Mai smettere di sognare.
Possiamo dire che stai vivendo una seconda vita?
Esattamente. Quello che sto facendo adesso è quello che volevo fare quando mi sono diplomato, per la sezione “Grafica” presso l’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione Roberto Rossellini, che i romani abbreviano comunemente in Cine Tv.
Dunque la creatività non l’hai abiurata
Mi ritengo una persona fortunata. Mi sono sempre occupato di cose per cui ho studiato. Mentre i miei compagni di classe sono nelle forze dell’ordine, fanno i rappresentanti di fotocopiatrici. Eravamo più di 30, pochi hanno preso la strada che volevano. Ci vediamo con regolarità, era una classe di creativi, cartoonisti, scenografi, grafici
Che vuoi fare da grande?
Non lo so
A livello sociale sono stato sposato, la casa l’ho comprata, ho estinto i mutui. Poi ci sono i sogni, la passione. E’ il motore che mi fa andare avanti, ma allo stesso tempo mi rende frustrato, perché uno ad un certo punto dovrebbe fermarsi, invece ogni volta che mi fermo si riparte.
Carlo Alvise Crispolti, chi è
Carlo Alvise Crispolti è attivo nel mondo artistico e culturale contemporaneo in Italia. È un creativo e promotore culturale coinvolto nell’organizzazione di eventi artistici, mostre e progetti culturali. Svolge anche il ruolo di responsabile dei rapporti con la stampa e le istituzioni in alcuni eventi culturali.
Ideatore e promotore di eventi culturali
Assieme ad altri professionisti del settore, è stato organizzatore e promotore dell’evento “Sinestesia” a Roma, una kermesse culturale che comprende arte, moda e spettacolo, e in cui ha svolto anche il ruolo di responsabile dei rapporti con la stampa e le istituzioni.
Il sottopasso che diventa galleria d’arte
Progetti di valorizzazione urbana: ha ideato interventi artistici in spazi pubblici, come la trasformazione di un sottopassaggio di piazza Crispi a Viterbo in una galleria d’arte urbana.
Percorsi espositivi e mostre
È stato ideatore del progetto espositivo “Omega” a Farnese, un percorso immersivo ed esperienziale che invita i visitatori alla riflessione attraverso installazioni artistiche e video d’arte. Crispolti si muove tra la creazione di progetti artistici, la curatela di mostre e percorsi espositivi e la promozione di artisti contemporanei.
Ha curato e organizzato percorsi espositivi come la mostra “Rolando Di Gaetani, un percorso artistico su più livelli” presso Palazzo dei Priori a Viterbo, mettendo in mostra opere pittoriche, disegni, sculture e ceramiche e supervisionando la realizzazione dell’evento in collaborazione con realtà culturali locali.
Ha promosso l’iniziativa di trasformazione del sottopassaggio di Piazza Crispi a Viterbo in una galleria d’arte urbana, offrendo spazio espositivo alle opere di artisti in un contesto urbano rigenerato.
E ancora
- Sostenibilità, Gadda: “Con legge antispreco risultati quantitativi e qualitativi”
- Daniela Zinnanti tramortita prima di essere uccisa con 30 coltellate dall’ex
- Us Open, Djokovic batte Tien dopo intervento del medico in campo. Cos’è successo
- Scioperi settembre 2025: treni, aerei e mezzi pubblici. Il calendario
- Zverev eliminato dagli Us Open: Auger-Aliassime lo rimonta in quattro set
