Carbognano tracce sparse per un museo a cielo aperto di arte contemporanea

Carbognano Tracce Sparse per un museo a cielo aperto di arte contemporanea

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Carbognano Tracce Sparse, evoca una condizione di “disseminazione”: una costellazione di segni e presenze che non si raccolgono in un unico spazio ma si diluiscono in un processo frammentato ed erratico. Ogni intervento porta con sé la propria identità, il proprio linguaggio, sia per il medium scelto – pittura, scultura, installazione – sia per le tematiche affrontate, comunque immerse in un profondo dialogo tra antico e contemporaneo. E proprio il dialogo è al centro dell’iniziativa, consentendo, così, l’incontro tra artisti emergenti e figure già consolidate.  

Ogni opera genera, dunque, un sistema di relazioni plurale e mai concluso, dando forma ad un archivio in divenire e lasciando sul territorio “tracce” permanenti: la loro natura “sparsa” non è casuale ma rappresenta la cifra curatoriale del progetto, si allarga nello spazio e nel tempo, incontrando altre opere, altri sguardi, altri frammenti. Il visitatore non è spettatore passivo ma diventa esploratore attivo, capace di costruire la propria esperienza e le proprie connessioni personali.  

Le opere d’arte dell’edizione 2025 sono realizzate da Giulia Laurito, Sofia Massimi e Mitzkeya, con la partecipazione di Paolo Angelosanto – andando così ad aggiungersi alle opere dell’edizione precedente – di Stefania Fabrizi, Diletta Amori, Eirene, Gabriele Massei Vanessa Serrano.  

Per l’occasione, Roberto Vignoli presenta un progetto fotografico negli spazi della Chiesa S. Maria della Concezione, per la durata di un mese, mentre tutte le opere della prima e seconda edizione sono permanenti e visitabili tutto l’anno. Durante l’inaugurazione sarà possibile osservare anche l’intervento pittorico di Stan Luminita.  

Con Tracce sparse Carbognano si trasforma in un museo a cielo aperto, dove il linguaggio dell’arte contemporanea si intreccia con le stratificazioni storiche e architettoniche: dal Castello Farnese, un tempo dimora di Giulia Farnese, alle numerose chiese del Cinque e Seicento, fino ai vicoli che rivelano l’antica origine etrusca del borgo. Tracce Sparse si configura, quindi, come un laboratorio diffuso di produzione culturale, capace di ridefinire il ruolo del borgo, proiettandolo oltre i confini geografici e trasformandolo in un luogo di ricerca, incontro e riflessione sul contemporaneo.

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