di don Rocco Di Filippo –
Ringraziare diventa una vera missione gioiosa per gustare la bellezza della vita! I riti di Capodanno che servono a scacciare l’anno Vecchio, cioè tutto l’irrisolto nella vita, tutte le amarezze, tutta l’impotenza che proviamo di fronte al ruvido della realtà. Ringraziare è il verbo privilegiato che apre l’animo al bello e al nuovo! E’ la parola più sana e più breve e significativa e anche la meno costosa!
(UMDI – UNMONDODITALIANI) “Nel cuore di un prete, c’è il desiderio vivo e sincero per dire auguri a ciascuno della Comunità di Bojano, anche con una stretta di mano, possibilmente energica, vivace e ricca di comunicazione affettiva e mai formale, giammai cadente e senza slancio! Auguri allora a tutti e a ciascuno singolarmente, affinché questo anno nuovo, appena sulla soglia dell’ingresso nella Storia di ciascuno, sia riempito da tutti noi di situazioni nuove significative e belle! L’anno appena comparso viene definito nuovo perché tanto atteso, desiderato e accolto con tanta gioia. Ma poi anche questo, dopo più di trecentocinquanta giorni, diventerà vecchio e quindi non si vedrà l’ora per farlo fuori! Lo si caccia via con disinvoltura e con risentimento per non aver portato la felicità così attesa e sperata. E così, il volgere del tempo, che fa scivolare in questi giorni, il nostro cuore verso bilanci, ricordi e aspettative. Il mondo ha strani modi per festeggiare la fine e l’inizio dell’anno, lasciandosi coinvolgere da una esplosione quasi orgiastica per celebrare il Capodanno.
Quest’anno, per fortuna con meno rumori di schiamazzi e fuochi mortificanti. Ma non è mancata la voglia di esagerare con veglioni vari per intontirsi, esplodere, stappare, mangiare etc.! Perché tanta esagerazione? Evidentemente sono gli attimi coinvolgenti del Capodanno che servono a scacciare l’anno Vecchio, cioè tutto l’irrisolto nella vita, tutte le amarezze, tutta l’impotenza che proviamo di fronte al ruvido della realtà. Quindi si fanno i conti con le situazioni umane, per celebrare l’incapacità di vivere, facendo con un rituale quasi liturgico, una grande fuga dal reale!”
“Ma noi Cristiani abbiamo qualcosa di bello per glorificare e lodare Dio come hanno fatto i pastori, i grandi protagonisti dell’umiltà, nello scenario della Famiglia di Nazareth. Il qualcosa di bello si chiama “gratitudine”. Questo è quello che vale la pena celebrare con particolare partecipazione e intensità, la capacità di ringraziare! La gratitudine infatti, è tipica di un cuore abitato dallo Spirito Santo. E’ meraviglioso allora iniziare l’anno ringraziando Dio per il dono della vita, per la famiglia, per il dono dell’aria e dell’acqua, per il dono del fuoco e della terra con la quale dobbiamo imparare a dialogare sempre meglio, per il sole che illumina e riscalda, per gli uccelli che cantano e il bambino che piange e poi sorride, per tanti che si impegnano per rendere più bella l’umanità, per le campane che suonano e la forza che ci consente di camminare, per molte persone che ci hanno fatto del bene, per le offese ricevute e per la possibilità di poter perdonare, per le nuvole che passano e per il Cielo che resta! Insomma ringraziare è il verbo privilegiato che apre l’animo al bello e al nuovo! E’ la parola più sana e più breve e significatica e anche la meno costosa! Ringraziare poi per la serenità e la fiducia che possiamo coltivare e custodire senza dimenticare la bontà, diventa una vera missione gioiosa per gustare la bellezza della vita con nuovi atteggiamenti adulti e spirituali! Carissimi tutti, Gesù che è nato nei limiti, nelle fragilità e nelle nostre contraddizioni, in questo nuovo anno ci dona l’opportunità di impegnarci a donare qualcosa di originale per rendere il mondo più bello e più umano sapendo diventare intensi e presenti all’altro, in ogni situazione, in ogni parola e in ogni gesto. E’ il Figlio di Dio che è nato per noi a darci la Grazia per essere più affettivi e meno indifferenti, ma sempre “artigiani” della pace nella nostra città di Bojano facendola diventare, con il nostro impegno, giardino umano rinnovato, dove ciascuno sa dire “grazie” per la presenza dell’altro!”
Auguri di cuore, Don Rocco:
MOLISE NOBLESSE: MOVIMENTO PER LA GRANDE BELLEZZA
E don Rocco, titolare dell’Antica Cattedrale di Bojano, riedificata nel 1088 dal conte Rodolfo de Moulins, si inserisce in un filone di pensiero e di azione che fa capo a Molise Noblesse – Movimento per la Grande Bellezza, fondato proprio a Bojano
* don Rocco Di Filippo, parroco Antica Cattedrale di Bojano
03 / 01 / 2019
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